Aggiornamento Legislativo 24 Luglio 2012

Coerentemente con le azioni in materia energetica e ambientale che hanno contraddistinto l’attività della Provincia Autonoma di Bolzano in questi ultimi dieci anni, abbiamo notizia di un nuovo passo in avanti. Infatti l’Ente pubblico sembra aver preso molto seriamente i dettami del protocollo di Kyoto, allo scopo non solo di ridurre le emissioni di gas nocivi ma di raggiungere anche, nel lungo periodo, l’autosufficienza energetica.

L’istituto provinciale di statistica ha pubblicato i dati relativi al Bilancio energetico dell’Alto Adige – 2009 che analizzano sia la produzione sia il consumo di energia, dal quale leggiamo che la quota di rinnovabili prodotta è passata rispetto all’anno 2008 da 37,8% da fonti rinnovabili al 38,4% da fonti rinnovabili, il che pone la provincia ai vertici in un’ipotetica classifica internazionale nell’uso di fonti alternative in perfetta coerenza con l’ annuncio di voler diventare la prima regione in Europa completamente autosufficiente dal punto di vista energetico dato che … il fabbisogno totale di energia primaria deve essere coperto per almeno il 40% da energie rinnovabili. Dal 1° gennaio 2017 questa percentuale è pari al 50%.

Premesso ciò, non stupisce di sapere che la Provincia autonoma di Bolzano Per prima pubblica sul Bollettino la Deliberazione Della Giunta Provinciale del 25 giugno 2012, n. 939 Prestazione energetica nell’edilizia – Attuazione della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia, che sarebbe già dovuto essere recepita dall’Italia:

La Provincia Autonoma di Bolzano intende assumersi la responsabilità della tutela del

clima. Gli obiettivi e le misure contenuti nella Strategia per il Clima Energia-AltoAdige-2050 delineano il percorso da seguire nei prossimi quattro decenni.

2) La Provincia Autonoma di Bolzano – AltoAdige adotta misure che consentono di ridurre costantemente il consumo energetico pro capite e si impegna all’abbandono delle fonti energetiche fossili.

Poiché l’autosufficienza energetica si raggiunge attraverso il risparmio energetico, occorrono edifici molto performanti, e infatti, come riportato sulla norma:

“I nuovi edifici devono soddisfare i seguenti requisiti minimi:

a) rendimento energetico dell’involucro edilizio pari o superiore alla Classe CasaClima B. A partire dal 1° gennaio 2015 i valori limite devono essere pari o superiori alla Classe CasaClima A;

b) le emissioni di anidride carbonica degli edifici, non classificati come edifici residenziali, non devono superare il valore limite nella misura di 100 kg CO2/m²a. Le emissioni di anidride carbonica degli edifici residenziali non devono superare il valore limite in kg CO2/m²a, in base ai gradi-giorni di riscaldamento nella località in questione (HGTi)”

Perché colpisce questa notizia? Perché finalmente vediamo qualcuno che in questo settore “fa sul serio”. Come gli edifici Casaclima si distinguono non solo per l’elevata efficienza ma anche per l’obbligatorio elevato livello di comfort interno per gli abitanti, secondo un sistema interdisciplinare unico in Italia ottenuto in anni di prove, test e controlli, così ci compiacciamo del fatto che l’iniziativa non sia rimasta isolata, ma sembri perseguire un piano ben preciso, valutato, chiaro negli obiettivi e soprattutto nella volontà di attuarlo.

Olivia Carone