Nel 2001 di passaggio ad Hannover ho potuto visitare la Solvis (Solvis – dal latino “Sole” e “Forza”) e costatare personalmente quanto l’ecologia, in Germania facesse, e sono certa faccia tuttora, rima con tecnologia. Ritengo che quest’aspetto culturale possa aiutarci a comprendere quanto sia importante oggi non cedere alla tentazione della polemica ambientale ma sviluppare ricerca e soluzioni applicative per il benessere generale.

L’azienda nasce nel 1988 da cinque collaboratori basata sul principio dell’autogestione, nel 1995 si specializza nel sistema di “Low Flow” della tecnologia solare che viene presentato sul mercato rappresentando l’ingresso della ditta nella tecnologia del riscaldamento secondo un processo d’innovazione continua per il quale oggi la Solvis si presenta come leader tecnologico in Germania e in Europa mantenendo ancora la sua particolare forma di struttura partecipativa e vincendo, negli anni, numerosi premi: in particolare nel 2001 quello per l’innovazione e tecnica ecologica.

La nuova seda nella zona industriale Braunschweig-Hafen è progettata come fabbrica a zero emissioni. Rappresenta un progetto dimostrativo di costruzione ecologica industriale, con procedure aziendali interne ad alta efficienza e un’ottima qualità del posto di lavoro, dichiarando queste caratteristiche:

– costruzione in legno dei componenti delle pareti e del tetto compreso un capannone di produzione dove senza sistemi di riscaldamento la temperatura non scende mai sotto i 16°C;

– risparmio energetico del 70% grazie a un efficace isolamento termico e  recupero di calore dell’aria in uscita (impianto VMC);

– copertura solare del 30% dei fabbisogni di elettricità e calore tramite collettori  solari e impianti fotovoltaici;

– copertura del 100% del fabbisogno energetico residuo con cogeneratori a olio di colza;

– risparmio d’acqua del 70% nei gabinetti tramite “scarico a vuoto”;

– sistema di raffrescamento passivo;

– risparmio di corrente del 50% tramite il massimo sfruttamento della luce del giorno e apparecchi d’ufficio a risparmio energetico;

– collegamento diretto con i trasporti pubblici e promozione dell’utilizzo di biciclette con parcheggi per bici e docce per gli utenti;

– alta flessibilità di gestione degli spazi tramite strutture produttive flessibili e la possibilità di modificare i mezzi operativi (per esempio, il personale si spostava frequentemente all’interno dell’azienda su pattini a rotelle).

L’intera struttura è stata concepita in forma molto compatta, nell’intento di ottimizzare il rapporto tra il volume dell’edificio e l’involucro termico. Avendo una struttura così performante gli impianti sono costituiti da collettori solari con serbatoi a stratificazione del calore che coprono il 70% del fabbisogno di acqua calda, e collettori solari utilizzano 500 m3 di serbatoio di emergenza come serbatoio temporaneo e per il riscaldamento a pavimento e a parete durante il periodo invernale.

Potrei elencare una lunga serie di accorgimenti inseriti, mentre mi domando: se le tecnologie per la realizzazione di strutture aziendali e produttive ecologiche come questa sono presenti anche in Italia, se pur non molto diffuse, dove sono gli imprenditori ?

Olivia Carone