La radiazione infrarossa fu scoperta nei primi anni del 1800 da Friedrich W.Herschel, originario di Hannover che lavorò con le lenti per migliorare il suo telescopio.

Riuscì a scoprire la radiazione infrarossa nello spettro solare utilizzando un termometro come detector. Tra il 1900 e il 1920 fu ri-scoperto l’infrarosso, e utilizzato abbondantemente nella prima guerra mondiale.

Oggi la Termografia IR è una tecnica diagnostica assolutamente non distruttiva

che, misurando la radiazione infrarossa emessa da un corpo, è in grado di stabilirne la temperatura superficiale.

Lo strumento evidenzia delle immagini in “falsi colori” proprie delle zone analizzate che associano a una temperatura rilevata un colore corrispondente. Normalmente le vediamo nelle gradazioni di rosso (caldo)e di blu (freddo).

La mappatura della temperatura superficiale è fondamentale per valutare lo stato di conservazione dei materiali. Materiali a differenti temperature sono sintomatici di patologie di degrado in atto sull’edificio o sull’impianto tecnologico analizzato.

Questa tecnologia può essere usata su moltissime fasi nel processo di approccio progettuale all’edificio:

      Fase preventivazione per poter quantificare l’intervento;

      Fase di progettazione esecutiva per poter guidare scelte;

      Fase di collaudo finale per poter verificare la corretta esecuzione dell’intervento;

      Fase di manutenzione programmata del bene per prevenire eventuali danni;

      Fase di gestione per poter tarare gli impianti installati e verificarne l’efficienza.

Le caratteristiche termiche dei materiali, infatti, sono indicative delle loro caratteristiche meccaniche e fisiche e, pertanto, la valutazione della distribuzione superficiale della temperatura consente di valutare lo stato di conservazione del materiale. La Termocamera può essere utilizzata in tutte le situazioni dove la variazione della temperatura superficiale è attribuibile a discontinuità nelle proprietà del materiale, quindi a un problema da risolvere.

Può osservare i vuoti e cavità nella muratura, la tessitura muraria, gli elementi metallici nella muratura (capochiave, catene, canalizzazioni, etc.), i distacchi dell’intonaco. Può verificare regime termoigrometrico, la presenza di protettivi o idrorepellenti sulle murature, svolgere il collaudo dei sistemi di deumidificazione, agevolare una manutenzione predittiva (elementi che possono degradarsi precocemente per opera di errato materiale impiegato, età, usura, condizioni ambientali).

Nel settore energetico la termocamera è in grado di individuare i punti critici di dispersione termica del fabbricato, insieme ad altri strumenti d’indagine energetica quali il termoflussimetro a piastre per la misura della trasmittanza in opera, il blower door test e l’anemometro per la verifica della tenuta all’aria è uno strumento fondamentale per pianificare eventuali azioni di recupero energetico dei fabbricati esistenti e di verifica energetica dei fabbricati di nuova costruzione, in riferimento al contesto operativo previsto dal DPR 59 del 2 aprile 2009, e dalle relative norme regionali, finalizzato alla certificazione energetica degli edifici.

Olivia Carone