Un paio d’anni fa, alla fine novembre 2009 in Norvegia, Oslo, è stata messa in funzione la prima centrale ad osmosi che a regime, nel 2015, produrrà energia elettrica con una potenza di 25 MW.

Si tratta di un esperimento da seguire con attenzione, basato sul principio osmotico. In fisica il fenomeno  naturale dell’osmosi consiste nel fare in modo che se due soluzioni di concentrazione diversa sono poste l’una accanto all’altra e separate da una membrana semipermeabile, le molecole della soluzione a concentrazione più bassa passano attraverso la membrana e migrano verso la soluzione a concentrazione più alta.

Questo fatto produce una corrente continua di acqua che passa attraverso la membrana nello stesso verso perché le due soluzioni tendono a raggiungere la stessa concentrazione.

In Norvegia si studia l’applicazione di questo principio dal 1997. Statkcraft, una multinazionale dell’energia con sedi in venti paesi che investe in fonti rinnovabili ha depositato il primo brevetto per membrane osmotiche nel 2003 dopo aver effettuato alcuni test.

Il sistema prevede la localizzazione della centrale, e di altre eventuali in futuro, all’estuario di fiumi, dove è possibile trovare acqua dolce e salata in diversa concentrazione.

Viene poi immessa in centrale attraverso un apposito canale di adduzione acqua dolce e attraverso un secondo canale, salata.

Le due acque vengono  a contatto all’interno di una o più vasche separata solo dalla membrana osmotica dove s’innesca il passaggio osmotico, l’acqua salata a maggior concentrazione tende ad attirare quella dolce provocando una pressione che dipende da diversi fattori (tipo di membrana, ampiezza delle superfici della membrana e concentrazione salina), e viene utilizzata per produrre energia elettrica alimentando delle turbine.

Questo primo prototipo al mondo potrà produrre poca energia, circa 4 kilowatt, ma è previsto un incremento sino a 25 Megawatt: lo sviluppo di questa tecnologia può arrivare a fornire 1.600/1.700 terawatt di potenza, pari alla metà della richiesta di energia dell’intera Europa.

Questa centrale è in grado di generare energia elettrica pulita, rinnovabile, senza produrre emissioni climalteranti, in quantità illimitata e con un impatto ambientale molto basso.

Potrebbe essere veramente il primo passo verso una rivoluzione energetica senza precedenti perché per le sue caratteristiche sarebbe replicabile in tutto il mondo.

Olivia Carone