BedZED è un intervento realizzato nella zona meridionale di Londra nel periodo 2000-2002 il nuovo quartiere progettato nel 1999 da Bill Dunster e dalla sua equipe, significa "Beddington Zero Energy Development".

Il motivo è dovuto all’intenzione di realizzare un intervento basato sui principi della “zero energy” e “zero carbon emissions”, ovvero la costruzione di edifici che non consumano più energia di quella che producono e non emettono anidride carbonica, uno dei gas climalteranti responsabili dell’effetto serra e del Global Warming.

Il quartiere è stato costruito sul sito di un ex impianto di trattamento di acque reflue da riconvertire e consta di 87 abitazioni a terrazza, 17 appartamenti, aree commerciali e ambienti di lavoro per 200 persone.  Le richieste dell’amministrazione erano relative a una densità abitativa abbastanza elevata, compatibilmente con le condizioni ambientali, un miscuglio tipologico che unisse residenze, servizi (commerciali, sportivi e di svago) e ambienti lavorativi, la presenza di verde pubblico, privato e terrazzamenti. La compattezza dell’intervento ha potuto consentire la riduzione nell’uso delle automobili private e la creazione di stazioni di servizio per la ricarica di auto elettriche.

Le costruzioni sono realizzate con materiali edili naturali o riciclati (legni, plastiche), e sono state agevolate l’autocoltivazione di alimenti a chilometro zero attraverso la creazione di piccoli orti.

Gli edifici sono realizzati a basso consumo energetico con lo sfruttamento solare invernale e una ventilazione naturale degli ambienti durante tutto l’arco dell’anno, utilizzano apparecchi energy-saving.

Tutti i nuclei edilizi sono stati progettati per garantire condizioni di benessere interno.

sia in inverno che in estate. Nella stagione fredda, la struttura in laterizio e

il notevole strato d’isolamento termico “a cappotto” posato sull’intero involucro

edilizio consentono di conservare l’energia accumulata durante le ore di sole evitando che il calore raccolto attraverso gli spazi solari sia disperso all’esterno.

Il principio di sostenibilità ambientale è stato interpretato inserendo questi elementi:

      Fotovoltaico integrato rivolto a sud anche per la ricarica di veicoli elettrici per 16.000 chilometri l’anno

      Ventilazione passiva innovativa attraverso delle “cappe rotanti” sul tetto per sfruttare l’effetto eolico e contemporaneamente ventilare le unità abitate

      Design solare passivo con l’orientamento degli edifici per massimizzare gli apporti solari e con un grande isolamento per prevenire surriscaldamento in estate e conservare calore in inverno

      Conservazione dell’acqua con il riuso di circa il 18% dell’acqua piovana stoccata in serbatoi interrati e filtrata prima del riutilizzo negli sciacquoni e per l’irrigazione del verde

      Impianto combinato di riscaldamento a biomassa alimentato dai rifiuti della manutenzione degli alberi locali destinati a fornire la maggior parte di calore ed elettricità.

      Il sistema dei trasporti mira all’integrazione tra i mezzi pubblici e la rete ciclabile, il car pooling. E’ stato previsto un ricovero sicuro per le biciclette e un’officina per le riparazioni nel quartiere.

Fortunatamente anche in Italia iniziamo a realizzare interventi ecologici di questo tipo in un certo numero, sebbene in ritardo, che sommano costi contenuti e alta qualità della vita, anche se le resistenze più forti riguardano la rinuncia all’automobile privata. Sarebbe molto attuale e auspicabile una rivisitazione tutta italiana della logica BedZed, soprattutto nei borghi dei quali l’Italia è ricchissima.

 

Olivia Carone