Esistono soluzioni estremamente ecologiche, e direi estreme, anche nel settore privatissimo, del gabinetto.

Una corrente di pensiero ritiene che la naturalità dell’essere umano possa essere coerentemente utilizzata per attività, passatemi il termine, di riciclaggio e recupero, soprattutto se ciò viene svolto risparmiando acqua.

Si tratta del principio del compostaggio domestico che normalmente viene applicato allo stoccaggio dei rifiuti umidi (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata, frutta, etc.), una volta ripuliti da tutti i materiali non compostabili come plastiche, carte oleate, etc., e raccolti in un apposito contenitore insieme a del terriccio perché possa essere decomposto, attraverso un processo di fermentazione, da parte di macro e microrganismi e utilizzato poi come fertilizzante organico biologico.

Il compost risultante è un terriccio molto ricco di elementi nutritivi e, come la raccolta differenziata, riduce la quantità di materiale da portare in discarica oltre che a produrre un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o l’orto. O per la concimazione delle colture agrarie al fine di ripristinare la sostanza organica dei suoli.

L’obiettivo principale del processo di compostaggio è di ottenere un prodotto stabilizzato, che garantisca l’assenza di agenti fito-tossici.

Questo principio può essere applicato anche ai reflui umani se in possesso di uno strumento particolare e del relativo impianto indispensabile allo scopo: il gabinetto per il compostaggio.

Si tratta di un w.c. che funziona senz’acqua altrimenti definito clivus  multrum o latrina-compost, ideato fin dal 1939 dallo svedese Richard  Lindstrom e ancor oggi ampiamente diffuso in alcune zone della Svezia, dove, a  causa  del suolo roccioso, è difficoltoso scavare impianti fognari sotterranei. Il sistema è comunque ben conosciuto e sperimentato, e capace di ridurre drasticamente il consumo d’acqua producendo al contempo un ottimo humus.

Questo tipo di compostaggio, naturalmente è in grado di eliminare batteri e parassiti e il compost che ne deriva è inodore, asciutto, e privo di batteri, utilizzabile immediatamente.

Il principio di base è quello di non utilizzare l’acqua per diluire e trasportare i reflui, risparmiando sulla costruzione di condutture e impianti di depurazione che hanno come sappiamo un pesante impatto ambientale, salvaguardando il contenuto nutritivo per la sua reimmissione nel ciclo naturale e spesso agricolo, rispettare l’ambiente e non causare inquinamento di sorta alle falde acquifere. In sostanza una forma di riciclaggio.

La sua costruzione è piuttosto semplice, prevede un camino di entrata e di scarico dell’aria a tetto, un’apertura per i rifiuti di cucina, una botola per il ritiro del compost, l’alloggiamento per il gabinetto, il recipiente del compost, e le canalizzazioni necessarie. La necessità di disporre di uno spazio sufficientemente grande sotto il vano bagno è forse l’unico inconveniente serio di questo sistema. 

 

Olivia Carone