Un altro esempio interessante che ci può spianare la strada verso realizzazioni autoctone dello stesso tipo è il quartiere tedesco Am Kronsberg ad Hannover.

Nasce per essere realizzato per l’Expo 2000 ed è uno dei primi esempi al mondo di quartiere ecosostenibile, realizzato nel periodo 1993-2000. Sorge a fianco dell’area Expo e presenta un forte carattere d’integrazione sociale in fase di progettazione e un’ampia strategia comunicativa sui temi della sostenibilità.

Siamo negli anni ’90.

Prevede la realizzazione di edifici a basso consumo energetico, il risparmio idrico, la gestione esemplare dei rifiuti, l’attenzione per una composizione equilibrata delle categorie di utenza, una pluralità nell’offerta di diverse tipologie di alloggi la maggior parte dei quali in affitto, e una parte residuale in proprietà, un’offerta di servizi, il coinvolgimento e partecipazione degli abitanti. 

E’ costituito da 6.000 unità abitative sviluppate su un terreno di circa 150 ettari, 15.000 abitanti distribuiti in strutture monofamiliari e in edifici da quattro o sei piani, servizi primari, scuole e centro per la cultura e le arti, con destinazione in precedenza agricola.

L’obiettivo principale di questo progetto era di creare un quartiere a basso consumo energetico e ridurre del 60% i consumi e le emissioni di CO2 rispetto alle abitazioni tradizionali.

Sono state realizzate tre tipologie di edifici:

“NEH” – Niedrigenergiehause, consumo energetico inferiore a 55 kWh/m2a, potremmo definirla in termini attualizzati una classe C,

“PH” – Passivhaus, consumo energetico inferiore a 15 kWh/ m2a, una classe A Passiva

“SH” – Solarhaus, consumo zero, ovvero un edificio che produce più energia di quella che consuma, in termini più moderni potrebbe essere una Plusenergiehaus o edificio Attivo.

Ma non ci si è limitati a questo, sono state introdotte una serie di azioni a favore della sostenibilità dello spazio urbano.

Oltre all’attuazione di forti strati d’isolamento che le alte classi energetiche degli edifici richiedono, e al sistema di riscaldamento solare con ventilazione meccanica a recupero di calore, sono stati usati materiali naturali ed ecocompatibili e introdotto il sistema di captazione dell’energia solare attraverso l’effetto serra che si attiva nelle serre addossate agli edifici. L’energia è fornita da impianti di cogenerazione per la produzione della climatizzazione e di energia elettrica con teleriscaldamento, che supplisce alla mancanza di produzione dell’impianto solari termici con un accumulatore comune per lo stoccaggio del calore.
Per la produzione di elettricità, l’apporto dei pannelli fotovoltaici e un impianto con tre torri eoliche.

Sono presenti nel quartiere molti spazi verdi pubblici oltre a quelli privati che solitamente circondano gli edifici. Naturalmente si applica la raccolta differenziata. Vi sono anche molte biciclette che godono di appositi luoghi riparati per il parcheggio.

Un aspetto particolare del quartiere consiste nella gestione innovativa dell’acqua piovana che non è incanalata nella fognatura. Infatti, lungo le strade sono stati realizzati canali interamente inverditi sul fondo dei quali è raccolta l’acqua di pioggia che è lasciata filtrare attraverso una serie di pozzetti particolari, con l’obiettivo di consentirle di rientrare immediatamente nel suo ciclo naturale d’irrigazione ed evapotraspirazione per alimentare e rigenerare le riserve idriche naturali che erano presenti prima dell’antropizzazione dell’area agricola. Un esempio da approfondire, e certamente da imitare.

Olivia Carone