L’iniziativa nata nell’anno 2005, prevedeva l’integrazione del maggior numero possibile di criteri di efficienza energetica Casaclima nel progetto architettonico per edifici residenziali “Mozzate PdZ S. Martino” a Como. Si tratta di due edifici distinti, con un piano interrato di garages  e due accessi pedonali indipendenti ciascuno.

L’intervento si prefigge di migliorare le prestazioni energetiche complessive per raggiungere un valore di consumo energetico per riscaldamento inferiore a 50 kWh/mq./a. attraverso scelte progettuali e tecnico-costruttive, a fronte di una media nazionale di circa 200 kWh/mq./a.

Tali prestazioni non sono raggiungibili con il solo aumento di coibente ma si rendono necessarie specifiche soluzioni tecniche caratterizzate da accuratezza progettuale e da costante, obbligatorio, controllo del processo costruttivo attraverso verifiche in cantiere e test.

Per questi motivi sin dall’inizio sono state apportate modifiche al progetto relativamente :

      all’orientamento degli edifici, ora orientati meglio rispetto all’asse eliotermico in modo da consentire una maggiore insolazione ai piani bassi e una riduzione delle ombreggiature;

      alla scelta planivolumetrica che è caduta su una tipologia di pianta architettonica di forma lineare, rettangolare, uniforme,  senza irregolarità o disassamenti.

Pertanto ciascuno dei due edifici ha il blocco scala e ascensore indipendente e posizionato sulla testata verso strada, dal quale si dipartono i ballatoi di collegamento agli appartamenti allineati ai singoli piani.

La scelta di separazione è motivata dalla necessità di raggiungere elevati standard energetici nonostante un sistema costruttivo tradizionale termicamente disperdente, e dunque non idoneo al raggiungimento di prestazioni per edifici ad alta efficienza energetica come questi, realizzati con una struttura portante in cemento armato a gabbia, tamponamenti in blocchi di laterizio e presenza di mensole aggettanti sopra il piano garages.

La separazione dei vani scala–ascensore dai volumi abitati rende invece l’intervento termicamente più omogeneo, più facilmente isolabile e con una superficie da riscaldare complessivamente minore, limitando le dispersioni presenti per i motivi sopra descritti.

Per quanto riguarda l’involucro, la scelta è caduta sulla realizzazione di una parete ventilata con sottostante cappotto in lana di roccia per il  miglior comfort invernale ed estivo prodotto dalla ventilazione rispetto a un sistema cappotto tradizionale. Esternamente allo strato isolante è stata poi realizzata una sottostruttura in legno per il fissaggio delle lastre piane silicocalcaree fibrorinforzate orizzontali ecologiche con posa a sormonto e con funzione di parete ventilata.

Come già detto, la valutazione della soluzione con cappotto termico è dovuta alla scelta preliminare di mantenere il sistema costruttivo di tipo tradizionale in latero-cemento con travi, travi di bordo, solai, pilastri e nodi tra parete verticale e solaio su spazio aperto, in calcestruzzo, cui è stata aggiunta la struttura portante dei ballatoi in acciaio poggianti sulle mensole del piano garages che eccedono il filo di facciata che determinano un’elevata conducibilità rappresentando elementi di criticità.

Il progetto è ancora in corso, ed è prevista una classificazione energetica in classe B.

Olivia Carone