In  alcune abitazioni talvolta accade di spostare un mobile e trovare presenza di muffa

che si crea per umidità, più facilmente nel periodo invernale quando vi è differenza termica elevata tra interno ed esterno. Si formano macchie scure, talvolta verdi o rosse o giallastre. Il pericolo costituito dalla permanenza di muffe consiste nelle spore che vengono disperse a milioni nell’aria e se continuamente respirate possono provocare seri rischi alla salute delle persone.  

I bambini e le persone con il sistema immunitario indebolito, p. es. soggetti allergici, sono considerati particolarmente a rischio. Le affezioni più frequenti sono tra l’altro malattie delle vie respiratorie, predisposizione alle infezioni, allergie, emicranie e disturbi motori.

Le muffe si formano principalmente per umidità permanente, e la prima cosa da fare è verificarne la causa, non sempre facile. Può infatti derivare dal vapore della cucina non fornita di sufficiente aerazione, o dal bagno, può infiltrarsi dall’esterno attraverso punti non stagni della muratura, oppure è causata dalla presenza di ponti termici provocati da insufficiente isolamento.

Essi danno vita a muri o altri elementi edilizi freddi, dove soprattutto si deposita la condensa, questo provoca l’immediata condensazione dell’umidità contenuta nell’aria, che forma le macchie di umido dalle quali si sviluppano le muffe.

Vi sono posizioni dove la condensa si forma con più frequenza in questi casi : pareti, nicchie per i termosifoni, punti d’incontro tra calcestruzzo e muratura, sulle finestre e i cassettoni degli avvolgibili, i balconi, formati da una lastra sporgente in cemento armato.

Per evitarne la formazione occorre aerare frequentemente per la durata di circa 5 – 15 minuti. Questo procedimento dev’essere ripetuto quotidianamente da 2 a 4 volte. L’aria in ingresso dovrebbe sempre essere più fredda dell’aria interna, pertanto in particolare durante i mesi estivi si suggerisce la ventilazione a fondo dell’abitazione soltanto durante le ore notturne o di prima mattina.

L’aerazione attraverso le finestre a bilico o similari è invece poco efficace, essendo minimo il ricambio d’aria e nei mesi invernali questo sistema d’aerazione può conseguire un effetto negativo, poiché l’intradosso raffredda, favorendo la formazione di condensa e di muffa.

In questo caso la soluzione non può prescindere dal coinvolgimento di uno specialista di comprovata esperienza e che disponga del necessario equipaggiamento meccanico per le misurazioni poiché la soluzione potrebbe richiedere dei lavori murari o di coibentazione esterna.

Infine è possibile effettuare un leggero controllo della quantità di umidità interna attraverso alcuni materiali da costruzione che hanno la proprietà di assorbire, accumulare e più tardi, emettere umidità. Un esempio sono il legno e l’argilla, che ha la migliore capacità di assorbimento e regolazione.

Olivia Carone