Ho ricevuto una lunga telefonata di un vecchio amico con il quale ci siamo spesso incontrati (e qualche volte scontrati verbalmente) parlando di un argomento che appassiona entrambi: il TURISMO. L’amico ha sempre seguito i nostri scritti su “GSA Master News” e recentemente gli ho mandato la bozza della nostra “Guida Vacanze”. E’ stato fin troppo generoso nel giudizio sulla Guida, però ha espresso molte perplessità sulle prospettive del turismo italiano, che lui vede dipinte di nero. In pratica le sue aspettative sulle possibilità di un rilancio del settore sono scarse: “manca un minimo di visione comune; il turismo è in mano a un unico campo, l’ alberghiero, nel quale dominano i grandi gruppi, senz’altro molto validi, ma che, ovviamente, curano i propri interessi. Difetta, per le altre branche relative alla ricettività, una visione d’insieme, senza la quale il loro prodotto turistico italiano appare evanescente o addirittura poco credibile. La tua presenza su GSA è la classica vox clamantis in deserto e le conseguenze sono quello che voi, nei vostri articoli, denunciate apertamente. Sic stantibus rebus, non comprendo il vostro ottimismo sulle possibilità future di questo settore.”
Rispondo qui: molte delle accuse sono giuste. Nel recente passato una legge ha abolito il Ministero del Turismo, delegandone i compiti a Regioni, Provincie e Comuni. Gli effetti sono stati negativi. E’ mancata la direzione e il turismo ha marciato per decenni a mò del gambero. Ora si è finalmente corretto l’errore e confermiamo ciò che abbiamo riportato sui nostri scritti: i risultati sono visibili, almeno a chi segue la complessa problematica di un settore tanto articolato. Finora il turismo si era basato principalmente sugli elementi forniti dalle organizzazioni degli albergatori, Ente primario, ma che non è il solo. Noi, per la nostra Guida, abbiamo dovuto controllare i molteplici e complessi aspetti del fenomeno turistico, dove convivono aspetti diversi, che vanno a confluire in un “contenitore” nel quale gli alberghi vengono a trovarsi affiancati ai villaggi, ai campeggi, ai bed&breakfast, alle aree di sosta camper, ai castelli e ville ospitali, agli alberghi diffusi,eccetera, per non parlare dell’aspetto culturale legato al turismo, specialmente in una nazione come l’Italia. Si tratta di un fenomeno molto complesso, finora affrontato in modo superficiale, che ci auguriamo il rinato Ministero del Turismo sappia risolvere nella sua complessità.

Umberto, Granati
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