Le statistiche affermano che circa i 2/3 degli italiani vadano in villeggiatura ogni anno. La scelta del tipo di vacanza è molto vario: riposo, divertimento, desiderio di variare l’usuale tran-tran o di vedere posti nuovi, avventura, ecc. Spesso i motivi sono anche la ricerca di abbinare alcuni di questi parametri.

Un tempo l’italiano era abitudinario e tendeva a tornare, anno dopo anno, nella stessa località di villeggiatura, ma ora sempre un maggior numero di famiglie preferirebbe cercare posti nuovi, ma, ancora, prediligendo in linea di massima il territorio nazionale.
L’offerta è decisamente enorme: il turismo è un grosso affare e ormai sono poche le località che non cerchino di propagandare le proprie bellezze. Il “bombardamento pubblicitario” conseguente è elevato, ma non sempre veritiero e le “occasioni” offerte sono tante, ma non sempre veritiere.
La disponibilità nazionale è vastissima, ma le nostre indagini hanno dimostrato che quasi il 90% degli italiani alla fine decide di scegliere per la vacanza la stessa zona o al massimo una molto simile a quella dell’anno prima, spesso per il timore, variando, di fare il classico passo nel buio.
Il turista del 21° secolo sarebbe disposto a vedere cose nuove, ma per pigrizia o per mancanza di informazioni certe (a volte poco veritiere) delle realtà relative al luogo e alla recettività promessa, alla fine si orienta a tornare allo stesso luogo dell’anno precedente.
E’ quanto ci è risultato dalle molte migliaia d’interviste fatte specialmente durante le fiere relative al turismo. Molti, per il timore di sbagliare, scelgono “obtorto collo” la soluzione già sperimentata l’anno (o gli anni) precedenti, anche se ne erano rimasti poco soddisfatti.
I rimedi? Uno solo: un’informazione che sia lo specchio della reale situazione e principalmente, non marcatamente pubblicitaria.
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Roberto, Umberto e Luciana Granati
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