Da oggi il nostro magazine online si arricchisce di una nuova rubrica "Norme e Tributi", diretta dal socio GSA dott. Alberto Arrigoni, noto commercialista milanese, socio dello stusio Arrigoni & Associati

Le complicazioni meteorologiche di questo perturbato autunno sono leggere brezze rispetto alle vere e proprie tempeste che si addensano sul capo dei contribuenti, e dei soggetti che dovrebbero guidarli nella traversata della palude fiscale!
Da un lato dovremo occupare l’attenzione dei nostri lettori con una frequenza non comune; dall’altro lato è necessario dedicare alcune note a un tema unico e impegnativo, mentre cercheremo di alternarle con riassunti meno complessi di novità a tutto tondo e commenti irriverenti.
L’inizio del rush di fine anno è con un testo monografico.

 

IVA PER CASSA
Una delle principali novità degli ultimi tempi è rappresentata dalla facoltà che viene concessa agli imprenditori di non versare l’IVA sulle fatture emesse se non dopo averla incassata, salvo un eccessivo ritardo nei pagamenti.
La norma relativa deriva dall’art.32bis del D.L. 83/2012 e dai successivi decreti di attuazione, pubblicati tra ottobre e novembre.
Il mondo dell’IVA, così come in genere il mondo delle imprese, è basato sulla presunzione che il momento finanziario (pagamento dei corrispettivi) sia pressoché coincidente con il mondo economico (effettuazione delle operazioni); pertanto il debito per IVA sulle cessioni di beni è temporalmente coincidente con l’effettuazione delle operazioni anche se il regolamento finanziario tarda, a volte a lungo.
Questo principio vale generalmente per le imprese, mentre nel mondo delle arti e professioni già dall’origine dell’IVA (1973) si applica il principio di cassa, e questo vige, con talune attenzioni, anche nelle attività di impresa che hanno come contropartita lo Stato ed enti equiparati.
La crisi economica di questi ultimi anni ha rallentato la conclusione finanziaria delle operazioni di cessione di beni, esponendo quindi le imprese venditrici a tensioni finanziarie a volte insostenibili.
La nuova disciplina consente, su opzione, di contenere queste difficoltà.
La novità normativa si applica nei confronti dei soggetti passivi che agiscono nell’esercizio d’impresa, arti e professioni, con volume di affari non superiore a due milioni di euro nell’anno precedente all’esercizio interessato e che esercitino l’apposita opzione che avrà efficacia dal 1° gennaio dell’anno di formulazione.
Tranne casi eccezionali l’opzione, come sopra ricordato, interesserà solo imprese dato che per i professionisti e prestatori di servizi il regime di cassa è già attivo.
In base alle c.d. norme transitorie per l’anno 2012 l’opzione può essere esercitata anche subito, avendo il provvedimento efficacia a partire dal 1° dicembre 2012.
Nono si capisce, salvo per un tentativo di aggiramento della normativa comunitaria che avrebbe preteso diversi adempimenti dal 2013, l’interesse a mettere in atto per l’anno 2012 due diversi regimi, tenuto conto che normalmente alla data del 1° dicembre i contribuenti hanno già effettuato le registrazioni e le liquidazioni anche del mese di ottobre, e quindi il regime potrebbe, al massimo, interessare due mesi.
L’opzione può essere esercitata solo da soggetti che effettuino cessioni nei confronti di soggetti passivi d’imposta, escludendo quindi tutte le fattispecie di commercio al minuto e prestazioni a privati ( c.d. business to consumer).
L’opzione non può essere esercitata dai soggetti che operano in un modo IVA non ordinario come l’editoria, le agenzie di viaggio, il commercio di generi di monopolio e tutte le altre applicazioni di IVA monofase; non riguarda coloro che operano in regime di inversione contabile (reverse charge); appare dubbia l’applicazione nei confronti delle imprese agricole; può essere messa in atto da soggetti pluriattività aventi un volume di affari complessivo superiore alla soglia indicata se questi separano le registrazioni contabili e i successivi adempimenti; decade automaticamente in caso di superamento della soglia di volume di affari annuo di 2 milioni di euro.

I soggetti che abbiano validamente espresso l’opzione per l’applicazione del nuovo regime di IVA per cassa possono conteggiare l’imposta relativa alle operazioni attive a cessioni di beni o prestazioni di servizi o dopo il relativo incasso, con il limite temporale di 12 mesi dalla data di effettuazione della prestazione, salvo che nel frattempo il cliente in ritardo con i pagamenti non sia stato ammesso ad una procedura concorsuale.
Il cedente che applica il principio dell’IVA per cassa non può esporre nelle liquidazioni l’IVA sulle operazioni passive (acquisti) se non al momento del relativo pagamento.
Il cessionario, invece, pur avendo ricevuto una fattura che comporterà la liquidazione dell’IVA per cassa può dedurre l’imposta addebitata al momento del ricevimento del documento contabile, con una effetto di scostamento tra il momento di corresponsione dell’imposta ( da parte del produttore) e momento di computo a credito dell’imposta (da parte del cliente) che dovrebbe dare un certo respiro finanziario alle imprese.

Dal punto di vista formale le fatture emesse da soggetti che determineranno l’IVA dovuta in base al principio di cassa dovranno portare una apposita dicitura che segnali tale trattamento ( non si capisce con che utilità dato che come abbiamo visto gli acquirenti potranno detrarre l’IVA immediatamente sulla base dei documenti come ora); dal punto di vista contabile vi saranno talune complicazioni in quanto le liquidazioni di imposta dovranno tenere conto della disciplina per cassa nelle due partite acquisti e vendite, e per i primi il pagamento può essere frazionato o diffuso da parte di vari soggetti (note spese e simili); la normativa non specifica la disciplina da applicare ai pagamenti in acconto o per tranche in relazione ad una fattura unica; la liquidazione comunque dovuta in relazione al decorso del periodo di "comporto" di 12 mesi può generare molte complicazioni, così come l’eventuale ritardo nella conoscenza dell’assoggettamento a procedura concorsuale de debitore.
Fatte salve le segnalazioni di cui sopra nella maggioranza dei casi la disciplina potrà effettivamente agevolare le imprese manifatturiere, specialmente se di dimensioni minori.

Mentre suggeriamo, salvo per casi molto particolari, ai clienti che rientrino nei limiti quantitativi indicati di far decorrere il nuovo regime con l’inizio dell’anno 2013 e non dal 1 dicembre 2012 siamo a disposizione per ogni adempimento e formalità relativa a tale nuova applicazione delle liquidazioni e versamenti di IVA e inviamo i migliori saluti.

 

Studio Arrigoni & Associati

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