Lunedì 1° novembre i figli e i nipoti dei mutilati e invalidi di guerra del Friuli Venezia Giulia, aderenti all’A.N.M.I.G. (la cui prima sezione costituita in Friuli Venezia Giulia risale al gennaio 1919), che raccolgono e perseguono i valori, gli ideali e le testimonianze di una immensa eredità storica, affettiva, morale, civile e sociale, sotto la guida del Rappresentante del Friuli Venezia Giulia alla Consulta Nazionale della Fondazione ANMIG, si sono dati appuntamento a Timau (Carnia) e a Mauthen (Carinzia) per una manifestazione storico-commemorativa, in occasione dell’accensione della 54° “Fiaccola Alpina della Fraternità” che il 4 novembre arriverà, in staffetta, al Sacrario di Redipuglia.

Scopo della manifestazione è, come ogni anno in questo periodo, quello di onorare la memoria dei soldati caduti nella Prima Guerra mondiale, su quei luoghi di battaglia dove nonni e padri hanno sofferto, combattendo per la Patria, invalidità e mutilazioni.

All’interno del Sacrario militare di Timau, dove riposano più di 1.700 spoglie dei caduti (noti e ignoti) sulle montagne sovrastanti, in silente raccoglimento commemorativo, con amplio spiegamento dei vessilli tricolori delle numerose sezioni regionali, è stata deposta a ricordo una corona d’alloro della Fondazione ANMIG. La visita al tempio è stata accompagnata dalle commoventi note di Stelutis Alpinis, suonate con l’organo da Roberto Facca, responsabile della Fondazione di Pordenone e figlio del Presidente della sezione pordenonese dell’ANMIG.

Dopo la visita alla Chiesa del Santissimo crocifisso di Cristo Re, edificata nel 1946 grazie ai lasciti dei soldati cosacchi in ritirata, un raccoglimento particolare è stato riservato al monumento della “Portatrici carniche” intitolato a Maria Plozner Mentil, colpita a quota 1.619 metri dal piombo nemico, durante una delle sue eroiche missioni. E’ stato un palese omaggio alle protagoniste silenti e meno note della guerra nella “Zona Carnia”, in considerazione del particolare ruolo che, in questo estremo lembo d’Italia, hanno avuto le donne di Timau, dai 15 ai 70 anni, adibite al rifornimento dei combattenti in prima linea, portando a spalla, nelle trincee di montagna, con le loro gerle, carichi di trenta, quaranta e più chilogrammi.

Particolarmente commoventi per le decine di figli e nipoti dei mutilati e invalidi di guerra, convenuti da tutto il Friuli Venezia Giulia, sono state, all’interno del Museo Storico della Grande Guerra, le inedite testimonianze della Prima guerra mondiale sui monti circostanti, riferite, con toccanti immagini, dal tenente, commendatore OMRI, Lindo Unfer, direttore del Museo, figlio di una Portatrice carnica e di un alpino combattente sul fronte di Timau.

Successivamente la partenza in corriera per Passo Monte Croce carnico, (1.360 m.s.l.m.) a 10 km da Timau, che segna il confine tra l’Italia e l’Austria, teatro di cruente operazioni belliche ed oggi sito storico di vari Musei della Grande Guerra all’aperto.

La giornata commemorativa si è conclusa con una visita al “Museo 1915-18”, all’interno del Municipio della città di Mauthen, allestito su 600 metri quadri per dare al visitatore il medesimo messaggio di Pace e di amicizia tra i Popoli, perseguito dall’ANMIG, mostrando l’assurdità della guerra, attraverso il destino dei semplici soldati e della popolazione civile di entrambe le parti.

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