Nell¹imminenza dell¹inizio, previsto per il 1° dicembre 2012, della applicazione del nuovo regime di IVA per Cassa di cui alla nostra precedente circolare (n. 17/2012) l¹Agenzia delle Entrate ha emanato due atti formali di specificazione:
una disposizione (n.165764/2012) riguardante l¹esercizio formale delle opzioni e atti relativi, datata 21 novembre 2012 ma conosciuta solo il 26 novembre 2012, e
una circolare (n.44/E anno 2012) che tratta in modo più sistematico la portata delle innovazioni introdotte dall¹art.32bis D.L.83/2012, circolare datata anch¹essa 26 novembre 2012.
Offriamo quindi a complemento di quanto accennato nei precedenti commenti una integrazione delle norme ed una specificazione della portata delle stesse anche a seguito dei chiarimenti forniti dall¹Agenzia.

La circolare ribadisce che il soggetto che rientrando nei limiti quantitativi previsti applica sulle proprie vendite l¹IVA per cassa (esoticamente definita dall¹Agenzia ³cash accounting²) potrà detrarre l¹IVA sugli acquisti solo all¹atto del pagamento ai propri fornitori, realizzando quindi una sostanziale simmetria di flussi di imposte e pagamenti.
Invece chi acquista beni e servizi da un soggetto che applica l¹IVA per cassa ma è un imprenditore che non ha optato per questo regime, per scelta o per impossibilità, detrae l¹IVA sugli acquisti nei modi ordinari, indipendentemente dal regime finanziario del venditore e dal pagamento del corrispettivo dovuto.

L¹opzione per il regime di IVA di cassa una volta esercitata vincola il contribuente per un triennio; nel caso di opzione già dal dicembre 2012 questo anno (2012) vale come primo anno del triennio che si concluderà quindi al 31 dicembre 2014; normalmente il primo triennio dovrebbe essere 2013,2014,2015.
Successivamente al decorso del triennio l¹opzione si rinnova automaticamente con durata annuale, salvo revoca espressa da formulare nella dichiarazione IVA relativa all¹anno in cui è stata esercitata la revoca.

Nel caso di superamento del limite quantitativo di fatturato (duemilioni di euro/anno) il regime ordinario deve essere automaticamente applicato a decorrere dal mese o trimestre successivo a quello in cui il limite è stato superato, mentre nella liquidazione relativa all¹ultimo periodo (mese o trimestre) in cui è stata applicata l¹IVA per cassa si deve conteggiare anche l¹ammontare dell¹IVA ³sospesa² per effetto delle norme agevolative.

Il regime è soggetto all¹approvazione del Comitato IVA della Comunità Europea e allo stato tale approvazione non è ancora stata rilasciata. In caso di mancato rilascio dell¹assenso sarà richiesta al contribuente l¹IVA non versata tempestivamente senza interessi e sovrattasse (vorremmo ben vedere!).

I documenti emessi in regime di IVA per cassa dovranno portare una espressa dizione che li identifichi come tali.
Si ritiene che questa indicazione potrebbe essere rappresentata dalla dizione a stampa o da un timbro del seguente tenore:
Art.32bis D.L. 83/2012
Operazione soggetta a
Liquidazione IVA per cassa

La mancanza di una indicazione sulla fattura emessa non comporta l¹invalidità dell¹operazione o della liquidazione ma solamente una sanzione per violazione formale.

L¹opzione per il nuovo regime IVA per cassa dovrà essere espressa nella dichiarazione annuale relativa all¹anno in cui tale regime è stato applicato, e quindi nei casi più comuni se il nuovo regime viene applicato a partire dal gennaio 2013 l¹opzione sarà formulata con apposita indicazione nel quadro VO della dichiarazione IVA 2014, con un ritardo quindi di circa 18 mesi dalla prima applicazione; divengono fondamentali, e sono stati espressamente riconosciuti nella circolare, i comportamenti concludenti del contribuente durante l¹anno di applicazione.

 

Riteniamo che le due nostre circolari, tanto ravvicinate da divenire fastidiose, abbiano offerto tempestivamente un panorama esaustivo della situazione che potrebbe decorrere dal 1° dicembre 2012 e siamo a disposizione per ogni adempimento e chiarimento in merito.

Studio Arrigoni & Associati

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