Dopo una overdose di IVA che rischia di provocare una crisi di rigetto riteniamo sia necessario riaprire l¹orizzonte trattando, possibilmente anche in modo lieve, di argomenti diversi e problemi sicuramente più abbordabili.


La nostra ultima circolare del mese, quindi, presenta una rassegna ironica delle novità degli ultimi tempi insieme con informazioni più serie di servizio.


La cattiva abitudine del rinvio

Anche quest¹autunno troviamo rinvii di cui non si sente la necessità ma che non fanno che complicare l¹esecuzione degli adempimenti: con la nostra circolare n.16/2012 ricordavamo taluni differimenti di adempimenti inutili, ora interviene anche il rinvio al prossimo febbraio della scadenza della presentazione della dichiarazione IMU, rinvio che riguarda pochi casi circoscritti ma che comunque è giunto due giorni prima della scadenza, quando i soggetti interessati erano già alle prese con problemi tecnici e informatici.
Per altro vi era stato un rinvio “lungo” di cui invece si sentiva la necessità ma che merita essere ricordato: con provvedimento del Direttore dell¹Agenzia delle Entrate la comunicazione dei beni concessi in uso ai soci da parte di società è stata differita sino al 31 marzo 2013 (anzi 2 aprile perché il 31 marzo è domenica-Pasqua) con un rinvio quasi semestrale.
In ogni caso queste scadenze mobili creano sconcerto e diffidenza, oltre che far differire, almeno mentalmente, la necessità dell¹adempimento all¹ultimo giorno!


Rettifiche di fine anno ­ sempre far verificare le richieste

Con la fine dell¹anno scadono, per l¹Agenzia delle Entrate taluni termini per sottoporre a verifica ed eventualmente richiedere i pagamenti per le annualità pregresse.
Ricordiamo come l¹utilizzo delle procedure di iscrizione automatica a ruolo (le cartelle di pagamento) siano limitate a talune fattispecie definite e con vincoli temporali e quindi suggeriamo di far esaminare con attenzione ogni richiesta di rettifica e integrazione proveniente dall’Agenzia.
Con la fine di dicembre cesserà la possibilità di rettifica fiscale, per la generalità delle situazione” normali”, per l’anno fiscale 2007.


Free press ­ quotidiani gratuiti!

Il fenomeno della stampa gratuita ha sconvolto il panorama dell¹editoria, cambiando abitudini, dimensioni di spesa e possibilità di lavoro (le edicole stanno scomparendo!).
Forse questo vento di riforma ha interessato anche i pubblici poteri nazionali, tanto che dal 1° gennaio 2013 sarà possibile consultare gratuitamente la GAZZETTA UFFICIALE della Repubblica accedendo al sito www.gazzettaufficiale.it
Certamente non è una lettura agevole e divertente ma anche questa testata, per altro poco diffusa, dal prossimo anno entrerà nel novero dei giornali gratuiti!


Omaggi e strabismo fiscale

La disciplina degli omaggi natalizi è abbastanza nota: sono interamente deducibili ai fini delle imposte sui redditi come spese di rappresentanza, senza parametri percentuali, i beni donati a terzi di valore unitario inferiore a _50 inteso come costo complessivo per l¹impresa che effettua l¹omaggio.
Ecco però che interviene uno strano caso di strabismo fiscale: ai fini IVA è detraibile l¹imposta riguardante beni acquistati come rappresentanza ma di valore unitario non superiore a _ 25,82, con una zona cuscinetto, quindi, di beni di diversa rilevanza a seconda dell¹imposta interessata.
Il costo di un oggetto dal prezzo di listino di _ 30,00 è normalmente composta da un prezzo netto di _25 e IVA per _ 5,2 detraibile.
Il costo del bene è certamente spesabile come rappresentanza con una componente negativa di reddito di _ 25.
Il costo di un oggetto dal prezzo di listino di _ 31,50 è normalmente composta da un prezzo netto di _26,00 e un IVA di _ 5,46 ma questa risulta indetraibile mentre ai fini delle imposte sui redditi la componete negativa di reddito diviene _ 31,50.
Prezzi simili provocano risultati fiscali fortemente divergenti, dato che una differenza di costo vicina all¹1% può comportare risparmi o aggravi di imposta di dieci volte tanto! 


Paradisi fiscali: non ci sono più quelli di una volta!

Certamente non è notizia conosciuta dai più ma il fatto che Italia e Jersey abbiano sottoscritto un trattato sullo scambio di informazioni fiscali e sulla cooperazione contro l¹evasione fiscale internazionale lascia perplessi.
Le Isole del Canale avevano quale attrattiva pressoché unica (clima pessimo, lingua difficile, non è proprio inglese, cucina improbabile) una disciplina fiscale di grande agevolazione e leggerezza; se anche queste si piegano al grande Moloch fiscale internazionale che tutto conosce e tutto controlla si deve dire che gli stereotipi di una volta sono veramente tramontati.
Di questo passo si arriverà a fare la dichiarazione dei redditi anche nel Principato di Monaco!


Tanto rumore per ŠŠ.una fattura non diversa

Dal 1 gennaio 2013 entrerà in vigore un decreto di recepimento della normativa comunitaria ­ direttiva 2010/45/UE in materia di fatturazione delle operazioni IVA.
Tale decreto integra il contenuto dell¹art.21 della legge IVA e introduce un art.21bis nello stesso decreto.
Per quanto riguarda le modifiche alla fattura c.d. ordinaria non vi sono differenze sostanziali, salvo taluni particolari tecnici che saremmo lieti di indicare ai soggetti interessati.
La novità è rappresentata dalla fattura semplificata (prevista al nuovo art.21bis del D.P.R. 633/72) che si differenza dalla fattura ordinaria sostanzialmente per la possibilità di non indicare espressamente l¹IVA relativa all’operazione, ma basterà indicare, magari anche a stampa, che l¹operazione è soggetta ad IVA ordinaria.
Sarà il cessionario a scorporare l¹IVA dal corrispettivo globale indicato in dichiarazione.
Le fatture semplificate potranno anche riassumere in modo non analitico la descrizione dei beni oggetto della compravendita; sono consentite per le operazioni di importo non superiore ad _ 100(IVA compresa) elevabile a _ 400; debbono essere trattate ai fini della contabilità come le fatture ordinarie.
Quanto sopra vale anche per le fatture in forma elettronica che sono equiparate in tutto alle fatture cartacee; viene stabilito che le fatture elettroniche dovranno essere conservate con modalità elettroniche e con tali modalità potranno essere conservate anche, congiuntamente se del caso, le fatture cartacee.