Recentemente, con lo stesso titolo, abbiamo chiesto notizie, su queste pagine, della situazione della Caserma Miale di Foggia, ovviamente senza ottenere alcuna risposta. Oggi l’argomento è diverso e investe due dei più importanti siti archeologici del mondo: Ercolano e Pompei. Le due città, distanti tra loro 17 chilometri, il 24 agosto del 79 d.C. furono seppellite dalla lava e dalle ceneri del Vesuvio. Dopo un sonno di quasi 2 millenni, prima i Borboni e poi i due eminenti archeologi italiani, Fiorelli e Maiuri, riportarono alla luce questa immagine della civiltà esistente nel 1° secolo dopo Cristo. La notizia della riscoperta delle 2 città ha ovviamente fatto il giro del globo e i due siti sono stati in seguito proclamati dallo Unesco patrimonio dell’umanità, diventando così oggetto di studio al livello mondiale, sotto il controllo italiano. I lavori degli scavi delle due città sono proseguiti, con alterne fortune, nell’800 e nel 900, portando alla luce reperti d’inestimabile valore e d’interesse mondiale, rappresentando la testimonianza di quella che era la vita ai tempi dell’Impero Romano. Gli scavi hanno interessato 50 ettari a Pompei e 4 a Ercolano, attirando studiosi e fino a oltre 2 milioni e mezzo di visitatori/anno, che, solo per Pompei, rappresentano un introito di 25 milioni di euro. A questo punto il lettore si chiederà: “tutto bene,quindi!” No. Non è così. Mentre Ercolano, grazie all’intervento di un privato (l’industriale David Pakard) ha potuto agire con snellezza slegato alle italiche pastoie burocratiche, raggiungendo eccellenti risultati, la più grande Pompei sembra continuare nel grigiore del formalismo burocratico. I fondi ci sono, ma le pastoie convenzionali sembrano rendere tutto più difficile. Eppure i lavori sia a Pompei che a Ercolano devono essere sottoposti alla direzione e controllo della medesima Sovraintendenza e pertanto dello stesso Ministero. Non siamo fanatici del privato, ma vorremmo l’intervento pubblico limitato possibilmente all’essenziale, lasciando ai privati, più snelli e controllabili dalla mano pubblica, l’esecuzione di lavori che offrano loro un riscontro pubblicitario. A chi non fosse d’accordo proponiamo una prova: una gita a Ercolano e a Pompei per osservare l’organizzazione e l’esecuzione dei lavori dei due Siti e poi esprimere un parere. Nel frattempo una proposta al Presidente Napolitano: perché non concedere un’onorificenza al Signor David Packard, per la sua iniziativa? A nostro parere la meriterebbe!

Umberto, Roberto, Luciana Granati
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