Legge-di-stabilita

Gennaio 2013

Passate le feste, superato trionfalmente l¹anno bisestile e la maledizione dei Maja entriamo nel nuovo 2013 che sarà certamente anno di innovazioni e cambiamenti perché "13" porta fortuna e comunque perché vi sarà il rinnovamento degli organi parlamentari e l¹auspicata conferma dell¹uscita dal periodo di stagnazione economica.
Per ribadire lo spirito di innovazione, per la prima volta nella nostra circolare entra un pensiero politico, che è solamente responsabilità di chi scrive:
a febbraio raccomandiamo di andare a votare! dato che un sistema democratico si basa sulla espressione (anche negativa) della volontà dei cittadini.
Una delle massime più belle della storia del secolo scorso è:
non condivido le tue scelte politiche, ma mi batterò sempre perché tu possa esprimerle
e questo certamente si ottiene esercitando il voto e rifiutando ogni comoda scappatoia di "non voto".
Riprendiamo ora il consueto cammino professionale.

Legge di stabilità (ex finanziaria) 2013 e IVA
Speriamo di non dovere tornare sulle critiche alla forma legislativa della finanziaria, un provvedimento monstre di 540 commi (che poi sarebbero articoli in una legge "normale") ma affrontiamo alcuni argomenti di sostanza che hanno creato dubbi e perplessità nei nostri lettori.
Il primo tra questi è la nuova disposizione della numerazione delle fatture come richiamato al comma 325 della legge di stabilità.
In sostanza mentre fino ad ora si imponeva, nella legge IVA all’art.21 che le fatture fossero numerate progressivamente per anno solare dal 1° gennaio 2013 la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco.
Questo uso, forse infelice, di termini lessicalmente equivalenti ha scatenato un putiferio di dubbi tanto che è dovuta intervenire l’Agenzia delle Entrate che con la risoluzione n. 1 del 2013 ­ provvedimento ufficiale ­ ha confermato che possono essere adottati i criteri di numerazione che si preferiscono, purchè non si creino dubbi!.
Quindi è corretto numerare le fatture per anno solare, con l¹indicazione dell¹anno, oppure in modo progressivo generale senza ricominciare ogni anno.
Probabilmente il mitico signor di Lapalisse approverebbe in pieno tale comportamento, ma appare desolante che il primo intervento formale nel 2013 dell’Agenzia sia sprecato per una simile ovvietà.

Tra moglie e marito entra il Fisco!
L¹Agenzia delle Entrate, che rappresenta la parte pubblica nel complesso rapporto tra cittadini e fisco, ha avuto ragione nell¹affermare la unicità dei rapporti patrimoniali tra coniugi, come ribadito nella sentenza 23293/2012 della Corte di Cassazione del dicembre scorso.
La fattispecie riguardava un acquisto di immobile effettuato dalla moglie con somme nominalmente messe a disposizione, tramite donazioni, dal marito, tenuto conto della circostanza di sostanziale incapienza per nuovi investimenti nella capacità di reddito della moglie stessa.
La Suprema Corte ha riconosciuto che anche le donazioni dovevano rientrare nella dimensione di capacità reddituale del marito, giustificando ed ammettendo il presupposto per un accertamento sintetico in capo a questi proprio sulla base, anche, delle donazioni effettuate.
Da qui il passo verso la valutazione dei regali, pranzetti e simili offerti al coniuge è breve, e non è azzardato prevedere tra non molto la nascita di una nuova figura di rapporto coniugale, un menage a trois con la presenza del Fisco!

Redditometro e dintorni ­ dimensioni ed efficacia
La fine anno è stata segnata dalla presenza, ingombrante, dell’Agenzia delle Entrate che ha cominciato, per sondare il terreno, a formulare quello strampalato progetto di "Redditest", programma informatico per valutare la compatibilità con il dichiarato, e poi è arrivata la versione 2013 del redditometro che pretende di valutare il contenuto induttivo degli elementi di spesa sostenuto dal contribuente, introducendo categorie nuove come le riparazioni, la spesa corrente, l¹abbigliamento ecc.
A rischiarare gli incubi di tanti cittadini sovviene la Suprema Corte di Cassazione che con la sentenza n. 23554/2012, depositata in dicembre, ha drasticamente affermato che il complesso delle norme del redditometro costituisce solo una presunzione semplice cui può essere opposta ogni altra argomentazione, e non già una presunzione legale, di rango superiore, alla quale era pressoché impossibile opporsi.
Rimane quindi spazio per la soluzione delle situazioni incerte tramite una vertenza con il Fisco, attività nella quale vantiamo profili di eccellenza!

Siamo a vostra disposizione per ogni informazione e precisazione rispetto a quanto segnalato e inviamo i migliori saluti.
(Alberto Arrigoni) 

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