Legge-di-stabilita

 

Circolare. 2/2013

 

Le novità fiscali, e non solo, sono incalzanti, e le circostanze che si susseguono danno a volte l’impressione di una attività non coordinata.
In mezzo a queste incertezze poter indicare una rotta sicura e portare, a volte, a sorridere i nostri clienti in ordine a situazioni comunque fiscalmente rilevanti può apparire impresa ardua.
D¹altro canto le sfide appassionanti sono quelle più difficili e quindi cerchiamo di giocare anche questa insolita competizione rinnovando informazioni, suggerimenti e spigolature.

 

Parliamo di redditometro, redditest e dintorni
In questi giorni l’argomento appare tanto presente da superare anche l’andamento dello spread, la “fidanzata di Berlusconi”, lo strapotere della Juventus.
Forse vale la pena di spendere qualche riga in merito.
Raccomandiamo ai lettori di evitare la raccolta, salvo che per eventuali finalità collezionistiche, di scontrini, ricevute o simili per dimostrare si mangia poco, che dal parrucchiere si va solo una volte ogni due mesi e così via;Š..in ogni caso sono più divertenti le Figurine Panini!.
Il redditometro ¬ usiamo il termine di comune accezione ¬ attribuisce una valenza significativa a determinate situazioni sia familiari che locali e non è certamente interessato dal fatto che si faccia la spesa da Lidl o da Peck.
Rispetto al precedente strumento di valutazione non vi sono più i moltiplicatori perversi (quando vi era una pluralità di beni – due o più automobili, ecc) sulla presunta capacità di spesa che caratterizzavano i parametri e coefficienti del passato; vi sarà una significativa attenzione alle capacità di spesa che derivano dalle situazione statistiche e geografiche e non già sulle effettive spese sostenute (o non sostenute), sulla capacità di credito e simili.

Abbiamo ricordato nella precedente nota come di recente la Cassazione abbia ribadito che la valutazione dei redditi sintetici da redditometro costituisce una mera presunzione semplice, non ha alcun valore di prova legale e può essere smontata da elementi contrari, anche riferiti da persone informate (le dichiarazioni di terzi); è importante che in caso di esistenza di redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo d¹imposta o esenti venga conservata idonea documentazione.

Redditi da locazione e redditometro
Ricordiamo che dal 2013 la percentuale di riduzione forfettaria sul canone di locazione, a titolo di ristoro delle spese di proprietà e gestione, è scesa dal 15% al 5%; il regime della c.d. cedolare secca diviene quindi più conveniente (nostra circolare n. 11/2012) e tali redditi non concorrono a formare l¹imponibile, potendo essere anche esclusi, in futuro, dalle indicazioni in dichiarazione.
Appare quindi particolarmente opportuno che ne venga conservata documentazione sicura per tutti gli anni accertabili.

 

Rivalutazione terreni e partecipazioni ¬ per persone fisiche
Nel 2001 per la prima volta venne offerta la possibilità di rivalutare i valori fiscalmente rilevanti di terreni (non fabbricati!) e partecipazioni societarie possedute da persone fisiche alla data del 1 gennaio.
Da allora questa possibilità venne riproposta altre sei volte ed ora siamo all¹ottavo invito, contenuto nel comma 473 dell¹art.1 della legge di stabilità.
Pertanto per terreni e partecipazioni possedute da persone fisiche non nell¹esercizio di impresa alla data del 1 gennaio 2013, in base ad apposita perizia possono essere stabiliti nuovi valori fiscalmente rilevanti, al fine di attenuare, o annullare, la plusvalenza derivante dalla eventuale cessione.
La rivalutazione segue lo schema già noto e quindi l’imposta sostitutiva sarà del 4% in caso di partecipazione qualificata e del 2% in caso di partecipazione non qualificata, ovvero del 4% nel caso di terreni; l’imposta sostitutiva sarà commisurata all’intero valore del bene rivalutato; in caso di successive rivalutazioni sarà deducibile l’intero ammontare della imposta sostitutiva eventualmente già pagata in passato; il pagamento potrà avvenire anche in tre rate annuali con interessi del 3% annuo.

Il valore del bene rivalutato dovrà essere attestato da apposita perizia redatta da un tecnico qualificato e tale perizia dovrà essere autenticata entro il 30 giugno 2013, preferibilmente prima della eventuale cessione; nel caso di partecipazioni societarie, anche di società di persone, l¹incarico al perito potrebbe essere dato dalla società oggetto della valutazione, e in questo caso il costo della perizia costituisce onere pluriennale deducibile per la società.

 

Cronaca di un pasticcio annunciato: IMU e Enti non commerciali
Abbiamo tutti presenti la problematica e le polemiche sorte nei mesi scorsi intorno all¹assoggettamento o meno ad IMU degli immobili di proprietà di enti non commerciali, ecclesiastici o meno.
L¹iniziale esclusione provocò reazioni contrarie tanto che venne corretta la portata del decreto istitutivo dell¹imposta, assoggettando ad IMU tutti quei fabbricati che, anche se di proprietà di enti non commerciali, venivano usati anche per attività commerciali.
Tali immobili (e poi sarà così anche per i proventi delle attività) vengono alla luce tributaria solo nel 2012, e quindi in base al testo della legge il loro possesso comporta l’obbligo di dichiarazione IMU entro il 4 febbraio 2013 (una fattispecie non frequente e una data insolita).
Si pose il problema del modello su cui fare presentare la dichiarazione, e con decreto 1/DF/2013, nel dubbio, il Ministero delle Finanze decise di sospendere l’obbligo di dichiarazione sino a che non sarà stato approvato un nuovo modello apposito, e quindi siamo in presenza di una sospensione dai confini incerti disposta, come sempre, in limine!.
La mancanza di dichiarazione non esclude, invece, l’obbligo di pagamento del tributo, pagamento che rispetta i termini ordinari.
E’ la riprova dell’ennesimo pasticcio documentale ma senza colpevoli e senza sanzioni per il Ministero, mentre se un contribuente o chi deve eseguire un adempimento semplicemente sbaglia il modello viene pesantemente sanzionato!
E questo nonostante lo STATUTO DEL CONTRIBUENTE.

 

Sicurezza e certificazione
Entro il 30 giugno 2013 (nuovo termine ora disposto dalla legge di stabilità) tutti i soggetti che occupano dipendenti, anche in numero inferiore a 10 debbono dotarsi di un documento di valutazione dei rischi che deve essere redatto secondo specifiche e caratteristiche particolari, preferibilmente da esperti.
La mancanza del documento, oltre che rendere più difficile l’accertamento di eventuali carenze, potrebbe avere conseguenze in materia di risarcimento anche assicurativo.

Il nostro Studio da tempo collabora e riceve la collaborazione di:

IRSI ¬ Istituto Ricerche Sicurezza Industriale
c.so Porta Vittoria 8 – 20122 Milano
Tel.+ 39 02 5516108

Eventuali richieste e chiarimenti possono essere rivolte direttamente a tale ente, all’attenzione del direttore dr. Meregalli o della dr.ssa Veronica Panzeri .

Raccomandiamo l’esame della situazione tempestivamente, anche se la scadenza non è prossima, al fine di evitare di cadere, in piena bagarre dichiarativa e bilancistica con il rischio di inadempimento.

Siamo a vostra disposizione per ogni informazione e precisazione rispetto a quanto segnalato o per eventuali adempimenti e inviamo i migliori saluti.
(Alberto Arrigoni)
 

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Categories: Norme e Tributi