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I test cosmetici su animali hanno le ore contate: il prossimo mese entrerà in vigore in tutta Europa il divieto di testare e importare sostanze testate su animali. Una grande vittoria per le associazioni animaliste che da più di 20 anni si battono per l’abolizione della sperimentazione animale, più nota come vivisezione.
Negli anni 90 la BUAV (unione britannica per l’abolizione della vivisezione) fonda la ECEAE (coalizione europea per la cessazione dei test cosmetici sugli animali) e da allora si è portata avanti una lunga battaglia che si concluderà vittoriosamente. Come ha assicurato il commissario UE alla salute Tonio Borg, il divieto entrerà in vigore l’11 marzo 2013, senza alcuno slittamento.
Una legge simile è già stata approvata nel 2010 in Israele, con la differenza che a fianco dei prodotti cosmetici, anche quelli per la pulizia non dovranno contenere ingredienti testati su animali.
Dal 1976 si ha l’obbligo di testare su animali tutte le nuove sostanze e ci tengo a sottolineare che sono le sostanze, e non il prodotto finito, a essere soggette a questo obbligo, infatti solamente poche grosse multinazionali dichiarano di testare anche quest’ultimo: ciò significa che la dicitura “prodotto finito non testato su animali” è totalmente irrilevante, poiché ogni singolo ingrediente di cui è composto quel determinato prodotto, può essere stato testato su animali.
I test su animali sono inattendibili dal punto di vista scientifico e pericolosi per la salute umana. Qua entra in gioco la biodiversità, un concetto che viene insegnato alle scuole elementari, ma di cui molti vivisettori e sostenitori della vivisezione sembra abbiano dimenticato il significato: ogni specie ha le proprie caratteristiche biologiche. Quello che può essere innocuo per una determinata specie, può rivelarsi tossico o addirittura mortale per altre specie, tra cui l’uomo; ad esempio la stricnina, potentissimo veleno per uomini e cani, è totalmente innocua per cavie, scimmie e polli. Quindi, l’unico modello idoneo all’uomo, è l’uomo stesso.
Dal punto di vista etico, la sperimentazione animale è abominevole: gli animali, oltre che soffrire fisicamente (se guardiamo le statistiche, solamente nel 10-15% degli esperimenti viene praticata l’anestesia), soffrono soprattutto a livello psichico a causa di stress, paura e solitudine.
I test cosmetici più diffusi sono il DL50 (dose letale 50) che prevede l’introduzione di sostanze nello stomaco degli animali e termina quando il 50% di essi muore ed il draize test, che implica l’asportazione di porzioni di pelle dopo essere stata spalmata con creme, saponi, fondotinta ed altri prodotti che successivamente verranno a contatto con la nostra pelle.
Nei test può essere usata ogni specie animale, non solo i topi come si è portati a credere, ma perfino animali di affezione, come cani, gatti e conigli, esattamente della stessa specie dei nostri pets di cui ci prendiamo cura amorevolmente.
Ogni anno nei laboratori di vivisezione di tutto il mondo muoiono 400 milioni di animali, in Europa 16 milioni e in Italia ogni giorno se ne torturano quasi 3000 nuovi. Sono cifre spaventose, soprattutto se pensiamo che ad ogni numero corrisponde una vita spezzata. Sì, perché è di esseri viventi e senzienti che stiamo parlando, vittime dell’ignoranza e dell’avidità dell’uomo.
L’11 marzo 2013 sarà una giornata memorabile non solo per gli animalisti di tutta Europa, ma anche per l’86% della popolazione italiana che si è dimostrata contraria a questa pratica abominevole e obsoleta. Ci auguriamo vivamente di non dover assistere a slittamenti, ma nel caso sfortunatamente ci dovessero essere, si può continuare a comprare cruelty free, ossia prodotti senza ingredienti testati su animali, consultando le liste offerte da LAV, BUAV E VIVO.
Clara Passera, 4 febbraio 2013

 

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