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 In un memorabile concerto avvenuto presso il Blue note di Milano, Nickthenightfly e la sua Montecarlo night band, ci ha concesso una intervista esclusiva nella quale, questo affermato artista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ci parla di se, dei suoi programmi, delle sue passioni, della sua vita per la musica. Lo ringraziamo per averci dato questa occasione di incontro, trasferiamo a tutti i nostri lettori quello che è stato un momento di grande spessore umano, con al centro proprio la sua ragione di vita, la musica, la musica di qualità come ama spesso ripetere.

 
Nick che piacere ritrovarti con la Montecarlo Nights Band, in Italia un binomio unico nel suo genere: è una ripresa a tempo pieno di collaborazione artistica?
Questa è una grande orchestra che esisteva gia’ negli anni Novanta, periodo in cui  lavoravamo per la Civica del comune di Milano, ma era conosciuta come Jazz Class Orchestra. Dieci anni fa ho deciso di rimetterla insieme chiamandola The Montecarlo Nights Orchestra, dandogli quindi il nome del mio programma. Colgo l’occasione per dare una notizia in esclusiva: tra poco cambieremo di nuovo il nome dell’orchestra e prenderà il mio nome, la Nightfly Jazz and Soul Orchestra. Festeggiamo dieci anni di storia e ripartiamo con un altro progetto. È un progetto a cui tengo molto, mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, e lo tengo sempre vivo. Sto proseguendo anche con un altro lavoro, quello avviato con un quintetto jazz con il quale ho pubblicato l’album “Nice One”; insieme a loro ho anche già registrato per un nuovo album di dodici pezzi nuovi, chiamandolo Nick The Nightfly, un progetto di musica originale mia attorniato da  jazzisti.
Ci siamo lasciati con il tuo ultimo successo “Nice One”, ed i sogni nel cassetto da realizzare, come è proseguita la tua attività? Quali sono state le successive esperienze nel campo artistico?
Questo album mi ha dato un sacco di soddisfazioni! L’ho suonato in varie manifestazioni come Umbria Jazz, Veneto Jazz, ho girato tutta l’Italia con il quintetto, scegliendo dei grandi musicisti che avessero grande esperienza nel campo della musica e non solo di jazz. Sono un autore e voglio che le mie canzoni arrivino sino al profondo della gente, nel loro cuore: questi artisti mi hanno aiutato, ed ora con il nuovo disco ne ho affiancati degli altri. Questo sarà il proseguo di Nice One….volevo chiamarlo Nice Two e poi Three, ma non ne sono sicuro. Sarà una sorpresa per tutti.
Tra le compilation che hai prodotto una in particolare mi pare abbia un’identità diversa dalle altre, parlo di Nightfly Suite. Ce ne parli? Com’è nato questo trittico di musiche fra loro apparentemente differenti ma unite da un identico filo conduttore?
Ho voluto ripartire da zero. Nei miei 25 anni di radio in Italia ho prodotto molte compilations.       Al posto di continuare dare loro un numero, ho preferito cambiare totalmente, producendo un cd anche con musica da club, molto melodica ma che fa ballare! Una sorta di viaggio nel quale ho avuto ospiti come Stevie Wonder e Tony Bennett, molto difficili da avere nelle compilations ma, grazie al mio percorso professionale, ho un marchio importante e molto credibilità nell’ambiente!
Quali saranno i tuoi prossimi programmi musicali, anche come coordinatore artistico di eventi di spessore internazionale?
Il progetto imminente per il 2013 è finire il nuovo cd come solista. Proseguirò poi, per il terzo anno consecutivo, con il mio The Nightfly Jazz Festival On The Beach di Lignano Sabbiadoro, al quale tengo parecchio in quanto abbiamo iniziato già l’anno scorso ad aggiungere un Jazz Contest “Blow into the Nightfly” per nuovi talenti. E’ stato un grande successo e quest’anno, dal 27 al 30  giugno, lo faremo in modo più ampio: daremo la possibilità a giovani musicisti di suonare e farsi conoscere, incidendo anche un disco. Una realtà simpatica sarà la presenza di tre marching bands  che gireranno tutto il giorno tra la gente, anche sulla spiaggia, portando gioia e buonumore!                Nel 2012 abbiamo avuto anche Paolo Fresu fra gli ospiti: un evento memorabile.
Parliamo del Blue Note: è partito come un esperimento ed il realizzarsi di una passione comune per il jazz condiviso da Paolo Colucci ed alcuni suoi amici. Cosa è diventato ora il Blue Note grazie anche alla tua direzione artistica?
Io direi grazie a tutto il team! Faccio parte di questa magnifica squadra dalla sua nascita e sono molto fiero del lavoro che ha fatto il Blue Note. In primis ha realizzato in Milano un locale importante di musica che prima non esisteva, portando musica di qualità 7 giorni su 7, per nove mesi all’anno. Il Blue Note è diventato così il locale di jazz più importante in Italia ma, posso affermarlo in tutta tranquillità, anche in Europa. Sul mercato italiano prima del Blue Note c’era il vuoto. E’ un locale di grande spessore ed abbiamo portato i jazzisti più importanti del mondo. Mi piace ricordare che la prima serata di apertura di dieci anni fa, ebbene sì, il Blue Note festeggia in Marzo il decimo anniversario, si esibì Chick Corea ed ora, per puro caso nella storia del Blue Note, in Marzo torna il grande pianista e tastierista jazz statunitense a suonare, una casualità straordinaria.
Parliamo del progetto musicale di RMC, ed esattamente di Montecarlo Nights, oltre un ventennio di buona musica, una scommessa vinta. A cosa si deve un successo di queste proporzioni che poche altre emittenti o programmi radiofonici possono vantare?
Io direi grazie anche al mio editore Alberto Hazan, che ha riposto grande fiducia in me in tutti questi anni ed ha avuto la capacità di guardare lontano, capendo come quanto negli spazi radiofonici mancassero musiche di qualità, quella musica che durante il giorno la gente non sente, che va dalla world music, jazz al brasiliano soul, una musica unica nel suo genere. Ormai sono passati 25 anni ma siamo ancora lì, con la stessa passione, la voglia di conoscere nuova musica e nuovi artisti, introducendo quest’anno molte novità. Rubriche nuove, tra le quali Djset, dove viene affrontata l’importanza della figura del deejay e della sua arte. In questo mio programma verranno i deejay più importanti del mondo: è un altro modo di far ascoltare musiche e le loro esperienze. In People Life Style, un altro programma, intervisto imprenditori e persone di successo che raccontano la loro esperienza lavorativa in giro per il mondo. Un altro appuntamento simpatico che ho iniziato l’anno scorso si chiama Midnight Pasta, titolo preso da una delle mie canzoni, dove incontro degli importanti chefs che raccontano la loro vita e ci regalano una ricetta al giorno. Sempre presente l’appuntamento live che faccio al Blue Note, così come la musica di qualità di Montecarlo Nights.
Come vedi il panorama artistico musicale internazionale e quanto la crisi economica ha segnato questo campo: quali le prospettive?
A mio parere la crisi ha tagliato tutta la “fuffa”, tutti quei gruppi che non sono delle eccellenze! Questo lo abbiamo scoperto anche al Blue Note: il concerto di qualità riempie il locale.                    Il nostro pubblico si è abituato ad ascoltare grandi artisti, musiche di spessore. Quando hai un artista minore, senza nulla a lui togliere, hai come conseguenza minori afflussi. Penso che la musica abbia sempre la grande capacità di rinnovarsi, e straordinariamente arrivano sempre nuovi artisti, nuovi gruppi, nuove canzoni…come un fiume inarrestabile la musica ha sempre la capacita’ di reinventarsi.
E per il settore musicale Italiano, ci sono talenti che possono emergere e quanto sono importanti format come es. X Factor nella ricerca di emergenti?
 
Non sono un grande fan di questi talent show! Sono spettacoli piuttosto televisivi che musicali. Danno la possibilità ai ragazzi di esibirsi, ma la maggior parte di essi non ha alcuna storia nè esperienza di musica dal vivo e televisiva. Sono più legati ad altri stili di musica. In Italia, nel mondo del jazz ci sono vari talenti, ed ogni anno ne scopro sempre di nuovi. Purtroppo, a causa anche della crisi che stiamo attraversando, queste nuove promesse hanno difficoltà nel trovare un posto dove suonare in quanto molti locali, anche quelli piccoli, non possono permettersi di pagarli, tagliando loro opportunità di farsi conoscere. Ma il talento emerge sempre, in ogni situazione.
Nella tua unicità, a chi di questi nuovi talenti ti vedi più vicino ricordando proprio il tuo inizio di carriera?
Ci sono tanti ragazzi, personalmente ho lanciato molti ragazzi italiani dai miei programmi:      ricordo Sergio Cammariere, Fabrizio Bosso, Mario Biondi, quest’ultimo ha fatto il suo primo concerto proprio dal Blue Note!, Ivan Segreto e Amalia Grè, sono sempre alla ricerca di musiche nuove e di nuovi artisti. In Italia ci sono ottimi artisti e ottima musica, non faccio distinzione tra nazione e nazione ma sulla qualità e capacità artistica, non solo mode e tendenze.
La musica come mezzo di comunicazione e di stimolo intellettivo: che messaggio NICK vuole ancora farci pervenire con la sua voce, il suo dinamismo, la sua passione, le sue opere?
Il mio messaggio è questo: si pensa che oggi si viva in un mondo brutto schiacciati solo da problemi, ma se si guardasse bene, ci si accorgerebbe che è un mondo bellissimo! È un messaggio per tutti, dobbiamo vivere sempre alla grande, al massimo delle nostre opportunità, goderci questo momento perché la vita è un momento! sembra infinito ma non lo è, quindi vai avanti e goditi questo mondo, queste bellezze, queste esperienze. Evita di prendertela per le cose inutili!          Nella mia di vita sono sempre stato positivo e l’ottimismo è quello che mi ha sempre aiutato nella mia carriera, sia artistica che di uomo.
 
Massimo Passera

 

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