Legge-di-stabilita

A volte servono circolari informative, magari con un contenuto ironico; a volte vi sono momenti di sconcerto; a volte espressamente di denuncia della vessazione che deve subire il contribuente, e quindi il suo consulente, per rispettare le norme fiscali ed adempiere a quello che è pur sempre un dovere civico, il rispetto della fiscalità nel riconoscimento, fondamentale, del diritto.

Oggi prevalgono le proteste!

Prima protesta ­ dichiarazione IMU
La scadenza del 4 febbraio prevista per la dichiarazione IMU è trascorsa nell¹incertezza più totale: per quanto possibile abbiamo eseguito gli adempimenti richiesti, ma tutt¹ora siamo alla ricerca di un comportamento coerente ed univoco.
In Italia vi sono più di ottomila Comuni, e ciascuno ha stabilito un proprio regolamento IMU; taluni richiedono la copia dei contratti di locazione, altri no; taluni considerano tassativo il termine del 4 febbraio, altri no; le detrazioni per carichi di famiglia seguono logiche imperscrutabili e così via.
E tutto questo quando gli adempimenti richiesti ai pubblici poteri godono di moratorie e sospensioni sine die ( si veda la nostra precedente circolare sui modelli di dichiarazione IMU!).
Nella confusione fosca vi è una sia pur magra consolazione: nella maggioranza dei casi l¹eventuale errore sulla dichiarazione IMU potrebbe costare una sanzione di circa 10 euro!!!

Seconda protesta ­ rinvii a cascata
In questo scombinato rapporto tra rigidità formale e ragion pratica anche il regime delle scadenze delle dichiarazioni sembra vacillare, dato che con un provvedimento emanato nel pomeriggio del giorno 31 gennaio 2013 è stato prorogato il termine, scadente lo stesso giorno, per le comunicazioni telematiche dei pagamenti avvenuti tramite moneta elettronica (nostra circolare n. 16/2012).
Il nuovo termine per gli adempimenti è il 3 luglio 2013 ( un mercoledì, vai a capire il perché!), con il che un obbligo disposto da un provvedimento del 2011, con scadenza iniziale ad aprile 2012 dovrebbe produrre i primi effetti in termini di informazioni nel luglio 2013, con capacità di esaminare i dati dopo le ferie.
Non rimane che augurarsi che una simile elasticità di esecuzione degli adempimenti sia concessa anche al contribuente!

Terza protesta ­ scheda carburati o carte di credito.
Ricordiamo come la normativa fiscale sia particolarmente attenta alle fattispecie di documentazione degli usi promiscui delle autovetture ed alla documentazione per la deducibilità dei relativi costi, specialmente per quanto riguarda il carburante (nostre circolari n. 15/11e 5/12 da ultime).
Nel 2012 è stato stabilito che in caso di utilizzo di mezzi elettronici di pagamento la documentazione degli acquisti di carburante doveva avvenire esclusivamente attraverso l¹estratto conto dell¹ente emittente la carta.
Solo in occasione di Telefisco 2013 vi è stata un¹apertura riguardante l¹attenuazione della portata lessicale dell¹avverbio ³esclusivamente² usato dalla normativa.
L¹interpretazione attuale, ripresa dalla stampa di categoria, riferisce tale avverbio solo alla possibilità di non attivare la scheda carburante qualora si effettuino i pagamenti esclusivamente tramite carte di credito.
Il contribuente può quindi tranquillamente effettuare i rifornimenti a volte con carte di credito ed a volte con contanti od altri mezzi di pagamento ed in questo case dovrà essere attivata la scheda carburanti tradizionale.
Viene suggerito, per comodità documentale, qualora non si fosse attivata ad inizio anno la carta carburante, se possibile di far coincidere il passaggio dalla certificazione con estratto conto della carta di credito a quello con scheda carburante con la fine del periodo di liquidazione IVA.
E¹ sorprendente ( e desolante!) come si debba dedicare tanta attenzione ad un aspetto totalmente marginale della vita fiscale dell¹impresa!

Quarta protesta ­ utilizzo 8/°° da dichiarazione
La normativo consente di destinare con la dichiarazione dei redditi una quota delle imposte pagare (otto per mille) alle confessioni religiose od allo Stato per progetti sociali e simili ­ è cosa diversa dalla quota del cinque per mille che viene destinata al volontariato.
I fondi 2011 della quota statale ammontano a 145milioni di euro e con un decreto del Consiglio dei Ministri è stato stabilito che nessuno dei progetti presentati saranno ammessi al finanziamento in quanto i fondi raccolti sono stati destinati a Protezione Civile ed edilizia carceraria.
Ma non c¹era un patto diverso? Oppure certi patti sono carta straccia!

Quinta protesta (ultima! ) ­ responsabilità dell¹appaltante
Abbiamo già dedicato una circolare (15/12) al regime di solidarietà tra appaltante de appaltatore in materia di versamenti di imposte e contributi, cercando di sottolineare anche come tale solidarietà sia vessatoria ed un grave freno all¹economia.
Il colmo dell¹ovvietà persecutoria è stato raggiunto dall¹Agenzia delle Entrate che nel corso di un incontro del 17 gennaio 2013 ha candidamente riconosciuto che in caso di mancanza di onere di versamento da parte del soggetto obbligato principale anche gli organi di controllo non possono procedere a verifiche in capo al presunto "coobbligato" ( per una obbligazione inesistente).
Siamo di fronte alla codifica dell¹assurdo, con una imperturbabilità che lascia ammirati anche i più convinti estimatori dello humor inglese!
Ritorna, come ogni anno, la stagione delle dichiarazioni.
Con il mese di febbraio inizia la stagione delle dichiarazioni ed adempimenti fiscali, dai contenuti e dalle portate più disparate, che accompagnerà tutto il nostro, e vostro, cammino sino ad estate inoltrata.
A fine mese devono essere prodotte sia la comunicazione dei dati IVA che la certificazione da inviare al percipiente delle ritenute fiscali effettuate ai collaboratori e la certificazione degli utili distribuiti.
Ricordiamo, come per altro già evidenziato nelle precedenti circolari (3/12), che per le seconde scadenze non vi sono sanzioni fiscali rilevanti in caso di ritardo o inadempimento; per la prima comunicazione, (dati IVA), invece l¹eventuale ritardo potrebbe comportare una sanzione da 258 a 2.065 euro, riducibile nei modi ordinari; non trattandosi di una dichiarazione non è possibile la rettifica tardiva della stessa e quindi si dovrà porre la massima attenzione ai dati che verranno comunicati, che costituiscono un presupposto difficilmente eludibile per la successiva dichiarazione IVA.
Rimangono invariate le categorie di soggetti che sono esclusi dalla comunicazione dati.

Documento Valutazione Rischi
Ricordiamo la necessità di provvedere, o far provvedere, alla redazione del documento, come segnalato nella nostra circolare n. 2/13.
È un adempimento minore ma la dimenticanza potrebbe essere fastidiosa!
Siamo a Vostra disposizione per ogni informazione e precisazione rispetto a quanto segnalato o per i necessari adempimenti e inviamo i migliori saluti.
(Alberto Arrigoni)

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Categories: Norme e Tributi