images Vari lettori ci hanno scritto o telefonato per dirci che, pur apprezzando le nostre “prese di posizione” a favore del turismo, la situazione finanziaria nella quale l’Italia si dibatte è tale che tutti gli sforzi dovrebbero essere rivolti in ben altre direzioni. Per la Signora Marcella F. di Alessandria, per esempio, le attenzioni dovrebbero essere rivolte verso il risanamento finanziario, prima di pensare alle vacanze. Il Signor Vincenzo R. di Roma afferma: “siamo alla fame, a chi è senza lavoro, sentir parlare di vacanze è come agitare il drappo rosso a un toro”. E così via. Viviamo anche noi in Italia e seguiamo con inquietudine la situazione nella quale si trova la nostra economia, che attraversa un periodo d’indiscussa crisi, simile a quella di molti altri Stati. Sono pochi quelli che godono del benessere generalizzato e molti di questi non dispongono della possibilità di poter attingere ad altri cespiti per rimpinguare le casse, quasi ovunque esangui. Non siamo esperti in scienze economiche, idonei ad avanzare proposte e forme di rilancio delle finanze pubbliche, però, per la nostra attività, sappiamo che l’Italia, a parte altre possibilità d’incremento delle finanze pubbliche, dispone di un autentico tesoro che potrebbe, se ben sfruttato, risanare i forzieri dello Stato. Parliamo del turismo, che attira verso il Bel Paese un numero sempre superiore di persone, grazie anche ai mezzi di comunicazione attuali, che lo divulgano.
Solo noi abbiamo censito ben 19.381 tra Musei e Monumenti di altissimo valore artistico e storico, che rendono la nostra Italia, già avvantaggiata da un clima favorevole, ancor più desiderabile in un mondo reso piccolo dai mezzi di comunicazione.
Vi sono nazioni, sinora con i confini chiusi, che hanno cominciato a godere del benessere e della libertà e che rappresentano in cifre circa la metà dell’umanità. Sono popoli che desiderano viaggiare e visitare luoghi per loro nuovi.
Cosa offriamo a costoro per facilitare il loro desiderio? Ben poco.
A parte quelli di classe elevata, nella maggior parte dei nostri esercizi si parla solo italiano, lingua sconosciuta nel resto del mondo; pochi musei e monumenti sono dotati di registratori polilingue che sostituiscano i “ciceroni”, spesso solo macchiette; non sempre i piccoli centri (che a volte celano splendidi tesori) sono attrezzati a ricevere i turisti, la rete stradale non è più idonea al traffico, per non parlare dell’endemico caos di alcune splendide città svilite dal pattume!
Inoltre, in un mondo dove i mezzi multimediali hanno abolito le frontiere, la presentazione dei prodotti viaggia, come noto, alla velocità della luce e non conosce le frontiere, ma non sembra che venga adeguatamente utilizzata in questo campo. Sono le conseguenze della passata abolizione del Ministero del Turismo! Il turismo, lo abbiamo già affermato più volte, è il nostro petrolio, non occorre raffinarlo, è sufficiente curarlo intelligentemente, magari guardando come lo valutano gli altri Stati meno fortunati. In varie occasioni non abbiamo mancato di denunciare casi di carenze, ma evidentemente le nostre parole sono state vane.
Viviamo in un periodo dove la pubblicità è presente ovunque e pertanto sarebbe opportuno che il prodotto Italia fosse reclamizzato accuratamente.
Sarebbe un investimento altamente redditizio!

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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Umberto.granati@ libero.it

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