images L’articolo “Anche il turismo è un’industria” è stato indubbiamente apprezzato, ma ha provocato alcune polemiche, a nostro parere poco giustificabili.
Cominciamo con le critiche. Il Signor Gianfranco R. di Napoli commenta: Sono stato licenziato,senza prospettive e voi parlate di turismo? Analoghi i pareri dei Signori Franco G. di Pescara, di Giancarlo B. di Firenze e della Signora Rosalba B. di Torino. In pratica, affermano che in un momento di crisi economica profonda come è quella attuale, sia un assurdo trovare persone che pensino al turismo. Questi quattro lettori hanno lo stesso parere di coloro che avevano espresso perplessità sentendo parlare di turismo in tempo di guerra o di altra crisi economica. A fronte di queste persone, però abbiamo ricevuto una valanga di pareri contrari, formulati da altri che si sono espressi nella nostra stessa maniera e si sono dichiarati concordi con le critiche da noi espresse allo spirito con il quale in Italia viene affrontato il fenomeno turistico, spesso considerato sotto l’aspetto personale. E’ comprensibile che nel “centro turistico” (e in Italia lo sono la maggior parte dei paesi) l’afflusso dei visitatori provochi qualche disagio ai locali, abituati,al solito sereno tran-tran della vita cittadina, disturbato ora dall’afflusso dei forestieri, i quali, forti dei loro diritti acquisiti, possono creare momenti di fastidio, che fatalmente sfociano in una forma di tensione, a volte anche giustificabile.
Detto questo, però è necessario considerare che la nostra Nazione è sempre stata povera delle materie prime che rendono ricchi altri popoli, ma che spesso sono anche fonte di vari guai, preoccupazioni e inquinamento industriale diffuso.
L’Italia, alle innumerevoli bellezze donatole dalla natura, aggiunge un fattore artistico, culturale e storico immenso, unico al mondo. Un tempo la nostra terra era definita il giardino d’Europa, ma oggi lo è diventata del mondo, di un mondo dove il progresso ha reso piccole le distanze e la civiltà e il benessere spinge l’Homo Sapiens a cercare di arricchire se stesso. L’Italia, con il suo passato storico, le bellezze artistiche e naturali, le città, i musei, i monumenti e infine con un clima favorevole, offre tutto in breve spazio e attira fatalmente il turismo.
Un turismo che però deve essere sapientemente guidato e non lasciato alla sola iniziativa dei singoli; necessita di strade, di porti e aeroporti, di possibilità logistiche, di cura delle sue bellezze, di farsi comprendere da chi parla altre lingue, di cortesia e, innanzi a tutto, di un’accurata organizzazione per accogliere e mettere a proprio agio i visitatori, in modo che saranno loro,tornati a casa, a propagandare la nostra terra.
La civiltà ha reso piccole le distanze del nostro mondo e, inoltre, aumenta il desiderio, insito in ogni essere umano, di accrescere le proprie conoscenze e l’Italia, in breve spazio, offre al visitatore ciò che nessuna altra Nazione può offrire.
Noi negli anni quaranta abbiamo sciaguratamente abolito il Ministero del Turismo, affidandone le redini a Regioni, Province e Comuni. Ciò ha causato la fine dell’indirizzo unitario turistico, diventato carente nell’ambito locale per mancanza di management e praticamente nullo a livello intermedio e centrale.
Nei nostri scritti abbiamo frequentemente denunciato la sciagurata decisione di privare il turismo di una guida al livello centrale, in grado d’indirizzare gli Enti Regionali e Locali sulla gestione e promozione di questa enorme ricchezza. Ci auguriamo che l’avvenire ci dia atto del nostro parere. I prodromi ci sono. Cinesi, Indiani, Russi e cittadini di altri popoli, alcuni dei quali non avevano sentito parlare delle bellezze italiane, si affacciano, per il momento timidamente, alle nostre frontiere. Proviamo ad azzardare l’ipotesi che una famiglia cinese su 10.000 venga a visitare l’Italia, avremmo ospiti 150.000 famiglie di quella Nazione.
Sono solo ipotesi, ma non irrealizzabili. Pochi anni or sono se qualcuno avesse ipotizzato che i Russi sarebbero diventati i clienti assidui dei più lussuosi negozi di Via Montenapoleone a Milano, sarebbe stato invitato a recarsi da uno psichiatra. Eppure è l’attuale realtà. Noi siamo contrari alla pubblicità bugiarda, quella tendente a far vedere lucciole per lanterne, ma questa è vera, perché la nostra Italia è la più bella del mondo!

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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