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 Mercoledì 30 gennaio 2013 – Nell’ambito delle attività del “Club del Mercoledì” è stato proiettato il film “Giulia non c’è ” l’ultima opera realizzata da Gianni Patricola, autore indipendente che per la sua gentile disponibilità mi è stato possibile farlo conoscere al Club presentando ai nostri Soci, ormai da un quinquennio, un insieme di suoi film in video che hanno raccolto tanto successo. Giulia, il personaggio principale della storia, è una donna realizzata socialmente e intellettualmente; ma psicologicamente è una donna discutibile, non è l’eroina, si sente il target di un gioco a dardi dove tutti mirano al cuore: un marito indifferente un po’ Peter Fan – due figli maschi inermi e fragili dinanzi alle difficoltà della vita – un amico corteggiatore subito più che accettato – una figlia, l’unica figura altamente positiva, super intelligente, super impegnata, affettuosa che, secondo il parere della madre, rappresenta un pericolo per la sua "talentuosità" e sarebbe meglio avviare ad un tranquillo "menage" familiare.
Gianni Patricola è un ingegnere che ha fatto del Cinema una sua seconda attività studiandone, da autodidatta, storia e linguaggio. Fin dagli anni sessanta ha realizzato in proprio vari soggetti mostrandoci uomini e donne nel loro “realismo interiore” con uno stile personale e accattivante; e componendo sempre opere impegnate e perfettamente compiute in cui è una costante la tematica di introspettivi momenti e stati d’animo dei protagonisti. Quest’ultima opera di Gianni Patricola, a mio parere, però rivela un passo in avanti rispetto alle altre precedenti: meno situazioni od eventi esplicitati ma attenzioni su pause, sguardi per fare un viaggio nell’interno di un’anima, nella sua angoscia, nel suo "ricordare con rabbia". L’autore regista usa tutta la sua maestria a suggerire più che descrivere l’implosione dei sentimenti passati e presenti di Giulia che con disagio vive questa vita in punta di piedi ed in punta di piedi sparisce per leccarsi le ferite in qualche luogo segreto vicino o lontano. Il film è stato presentato dalla scrittrice poetessa Raffaella Bonetti, e dopo la proiezione ha diretto il dibattito la dott.ssa Paola Bonetti tratteggiandone le componenti psicoanalitiche.

Gabriella Dall’Asta

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Categories: Cultura