Bit-2013 Quest’anno la Borsa Internazionale sul Turismo di Milano ha avuto una durata di 4 giorni, più che sufficienti per la manifestazione, la più portante delle 31 Fiere Campionarie Nazionali presenti in Italia. Come al solito, impeccabile l’organizzazione fieristica, gestita dall’Ente Fiera. Non abbiamo ancora il numero dei visitatori, da suddividere tra operatori e visitatori interessati al fenomeno turistico. Sono dati entrambi significativi, che dovrebbero essere sempre valutati singolarmente. E’ certa però l’importanza della B.I.T. per una nazione con caratteristiche tali da attirare un numero sempre crescente di visitatori, il che si traduce in valuta estera in entrata e, fattore basilare, nell’impiego in di manodopera specializzata italiana. E’ questo un fattore che spesso viene trascurato, tanto è vero che al termine della seconda guerra mondiale, le Autorità del tempo ritennero inutile il Ministero del Turismo, delegandone i compiti alle Regioni e ai Comuni. E’ stato questo un errore macroscopico, perché il turismo, ai fini economici di uno Stato, necessita di un’organizzazione unitaria che sia orientata, senza distinzione di località, prevalentemente verso le altre Nazioni, per illustrare ai loro cittadini le tante possibilità turistiche nazionali e facilitarne l’ingresso e il soggiorno in Italia. Le Ambasciate e i Consolati dovrebbero avere tra i loro compiti anche quello di agevolarne l’afflusso in Italia, così come fanno altri Stati con possibilità turistiche nettamente inferiori alle nostre. Secondo l’UNTWO (Organizzazione del Turismo Mondiale) la classifica dell’afflusso turistico nel mondo, è: – 1^ Francia, con 79,5 milioni di visitatori/anno; – 2^ U.S.A. , con 62,3 milioni di visitatori/anno; – 3^ Cina, con 57,6 milioni di visitatori/anno; – 4^ Spagna, con 56,7 milioni di visitatori/anno; – 5^ Italia, con 46,1 milioni di visitatori/anno; – 6^ Turchia, con 29,3 milioni di visitatori/anno; – 7° Regno Unito, con 29,2 milioni di visitatori/anno; – 8^ Germania, con 28,4 milioni di visitatori/anno; – 9^ Malesia, con 23,7 milioni di visitatori/anno; -10° Messico, con 23,4 milioni di visitatori/anno. Questi dati dovrebbero far riflettere: afflusso turistico che proviene dall’estero significa ingresso di valuta, che, sia pregiata o no, rappresenta sempre una ricchezza per le casse non floride dello Stato. Noi dovremmo considerare il Turismo (quello con la maiuscola) come la nostra maggiore industria e, al livello centrale dello Stato, avere la capacità di possedere voce in capitolo su altri Dicasteri, in modo da essere in condizione d’implementare le possibilità di crescita di chi è attratto dalle nostre bellezze, sia naturali, che lasciateci dai nostri avi. Siamo una terra benedetta da Dio, non dimentichiamocene!

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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