citta-della-scienza-napoli Nella notte tra il lunedì 4 e martedì 5 marzo un improvviso e furioso incendio ha ridotto in cenere il Museo Interattivo “Città della Scienza” di Napoli, ideato da Vittorio Silvestrini nel 1996 e inaugurato nel 2001.
La furia del fuoco sembra sia scoppiata in diversi focolai, che hanno in poche ore distrutto praticamente tutto: si è salvato solo il “Teatro delle nuvole” e i muri perimetrali della struttura. I padiglioni “Palestra della Scienza”, “Planetario”, “Padiglione Mostre Contemporanee”e “Officina dei Piccoli”, sono ridotti in cenere.
Eppure il complesso era prevalentemente in cemento armato!
Il Museo, oltre ad essere nuovissimo, era stato giudicato inattaccabile alle fiamme, ma ciò, evidentemente, non era. Secondo i primi resoconti, sembra che il fuoco, divampato con un’inspiegabile precisione, sia nato quasi contemporaneamente da più punti.
A pensar male, come si suol dire, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!
L’Italia, lo ripetiamo a iosa, è un immenso tesoro di arte, di cultura, ma questo tesoro deve essere trattato come un oggetto prezioso e, principalmente, fragile. Come oggetto prezioso, deve essere ben vigilato, come oggetto fragile, occorre mantenerlo con cura. Purtroppo l’esperienza ci dice che ciò troppo spesso non avviene e i tesori che dovrebbero essere custoditi con la massima attenzione e cura, sono spesso lasciati alla mercé della delinquenza, la quale, nella maggioranza dei casi, riesce a farla franca oppure se la cava, quando viene presa sul fatto, con il minimo del danno.
Diciamo questo con forza, perché temiamo che anche questa volta il fuoco che ha distrutto la Città della Scienza di Napoli sia di origine dolosa, opera di gaglioffi che hanno in atto speculazioni edilizie Siamo gli eredi di millenni di storia gloriosa, possediamo intere aree archeologiche che tutto il mondo (almeno quello civile) c’invidia e che vorrebbe poter ammirare e amare, ma non riusciamo a evitare che queste meraviglie di un lontano passato vengano profanate e rubate; abbiamo monumenti e tesori dell’arte e della cultura romana e medievale che non hanno confronti al mondo e spesso li sviliamo in modo squallido; siamo infine gli eredi di un’altissima civiltà e permettiamo ad alcuni gaglioffi di appropriarsene. Se vi è carenza legislativa in merito, il Parlamento intervenga con durezza e senza sconti nei confronti dei profanatori di oggetti che appartengono a tutto il popolo italiano.
Ne va della nostra civiltà e lo dobbiamo ai nostri progenitori che ci hanno donato tanti tesori che abbiamo il dovere di conservare per i nostri discendenti.

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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