turismo Una cortese lettrice, la Signora Laura G. romana, ma residente a Firenze, mi ha scritto invitandomi a non vedere tutto nero nel turismo: ” Le mie due città, Roma e Firenze, sono forse le più belle del mondo ed è da Cristiani non infierire su chi sbaglia! “ Sono d’accordo con Lei (ma fino a un certo punto) sul perdono nei confronti di chi sbaglia, ma quando l’errore è commesso da chi ha il dovere di vigilare sui beni della collettività, a chi ha sbagliato si dovrebbero almeno tirare le orecchie! Detto questo, sono d’accordo con la Signora Laura e per dimostrarLe che ho compreso quanto ci ha detto e contemporaneamente ricordarLe che siamo sempre lieti di riferire fatti piacevoli, citerò le Sue Città, quella d’origine e quella di attuale residenza. La Sua splendida Roma, per la quale in passato non ho lesinato critiche per alcuni argomenti rasentanti l’assurdo, ha in atto un avanzato progetto d’intelligente restauro del monumento più noto d’Italia e forse del mondo: il Colosseo. Finalmente si parla (e speriamo che le promesse vengano mantenute) di un totale riassetto del monumento e ci auguriamo che ciò avvenga anche per tutto il Foro, in modo che i visitatori del terzo piano del Colosseo possano vedere, come da un balcone, tutto il Foro Imperiale, uno spettacolo unico al mondo e che il mondo ha diritto di vedere nella sua grandiosa imponenza. Noi nel passato abbiamo criticato le “comparse” vestite da legionari che attendono i turisti nel grottesco tentativo di fornire un aspetto caratterizzante del Monumento. Il Colosseo è un Museo e i musei devono essere rispettati! Roma è praticamente un immenso museo, dove la modernità della sua essenza di metropoli e Capitale non deve svilire l’arte. Comprendo che ciò sia difficile, ma sarebbe opportuno (anzi necessario) che le Opere d’Arte e i Reperti della passata grandezza venissero rispettati, anche a costo di qualche sacrificio. Vengo ora alla Sua seconda città. Firenze ha saputo (anche grazie alle più modeste dimensioni del suo centro urbano) mantenere l’aspetto di un museo a cielo aperto. Sono rare, nella sua cerchia, le dissonanze fra un passato glorioso e le necessità proprie della vita quotidiana di un grande Centro e le poche eccezioni possono essere perdonate. A costo però di essere accusato di pignoleria, devo muovere critiche al nuovo Palazzo di Giustizia, che, anche se sorto in una zona periferica e lontana dallo splendido Centro Urbano, rappresenta il classico dito in un occhio per un gioiello come Firenze! Comprendo che le necessità insite nella moderna civiltà siano difficilmente compatibili con gli imponenti monumenti e retaggi lasciatici in lontani , ma gloriosi periodi, ma sarebbe doveroso che coloro i quali hanno oggi la responsabilità di amministrare la Cosa Pubblica, rispettassero quando i nostri progenitori ci hanno lasciato. Facendo ciò farebbero anche un favore alle finanze dello Stato!

Umberto Granati
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