Gitando Nella nostra qualità di modesti cronisti del turismo, siamo normalmente attenti alle Fiere del settore, con particolare attenzione per quelle sbrigativamente definite “all’aria aperta”, termologia che, originata quale riferimento ai campeggi, ora comprende molte altre attività ricettive extralberghiere.
Come cronisti ci siamo recati al Salone del Turismo “Gitando” di Vicenza, una Fiera che nel passato (anche vicino) avevamo sempre osservato con interesse, anche perché, seguendo a breve distanza la B.I.T. di Milano, la quale normalmente apre l’annuale stagione turistica nazionale, risulta utile per indicare nel dettaglio le prospettive della stagione del cosiddetto “Turismo extralberghiero”.
Entrando, ci siamo stupiti nel constatare che l’ingresso ai padiglioni della Fiera era libero per i visitatori, cosa alla quale non eravamo abituati sia per questa, che per le numerose altre analoghe manifestazioni, specialmente nei giorni festivi o prefestivi.
E’ stata però nell’interno del grande complesso fieristico la maggiore sorpresa: eravamo infatti abituati a vedere “Gitando” piena di vita, di iniziative, di presenze significative, mentre la Fiera ci è apparsa subito in tono più dimesso; forse il modesto afflusso di visitatori ha influito ad attenuare quella che noi ricordavamo da tempo una manifestazione piena di vita e di entusiasmo.
Anche gli stand ci sono sembrati meno brillanti rispetto agli anni passati. Inoltre abbiamo rimarcato alcune assenze significative, pure nel settore della Stampa Specializzata: abbiamo infatti invano cercate alcune Testate che normalmente erano presenti in tali manifestazioni. Persino nelle poche presenti, non siamo riusciti a trovare gli elementi responsabili della Direzione, normalmente attivi, da noi cercati per mantenere con loro il “contatto diretto”.
Il pubblico poi ci è sembrato piuttosto distratto: uno sguardo al contenuto dello stand, una raccolta di materiale promozionale (spesso finito nei cestini per i rifiuti) qualche commento e via.
Anche noi abbiamo ridotto la visita, forse depressi dall’ambiente, molto meno vivace e brillante di come lo ricordavamo nel passato.
Le Fiere Campionarie sono un importante “termometro” per valutare lo stato di salute del settore a cui fanno riferimento. Sono strutture complesse, che richiedono professionalità da parte del personale addetto e un notevole impegno economico. Forse in Italia alcune dovrebbe essere ridimensionate e meno legate al fattore squisitamente pubblicitario. E poi, almeno secondo il nostro modesto parere, sono troppe, ben 79, ripartite in varie città, alcune delle quali ne ospitano molte, ma altre che tengono in piedi una costosa struttura per pochissime occasioni. Una Fiera Campionaria necessita di un’organizzazione complessa, spesso formata da personale qualificato, il cui costo, se spalmato su numerosi periodi di attività, è giustificato, ma che, se risulta attiva solo per brevi periodi, ci appare assurdamente oneroso
Certamente “Gitando” ci è apparsa quest’anno molto più dimessa di come eravamo soliti vederla. Ci auguriamo che, passata la presente congiuntura economica, la Fiera di Vicenza torni a brillare nel suo solito aspetto. Il turismo è troppo importante per l’economia italiana, perché si possa rinunciare a porre in evidenza le sue splendide possibilità.
Ci auguriamo che i Reggitori della Cosa Pubblica si rendano conto dell’importanza del turismo nell’economia nazionale e attuino tutte disponibilità a Loro disposizione per consentire agli Operatori Turistici di ogni settore e livello di operare con competenza e serietà allo scopo di far tornare la nostra Italia non solo il “Giardino d’Europa” , ma Il “Giardino del Mondo”.
Non è un’utopia, ne abbiamo tutte le carte in regola.
Altrimenti, tanto varrebbe a risparmiare sulle fiere e contentarsi dei mercatini rionali!

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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Umberto.granati@ libero.it
 

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