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DUE COME NOI CHE….APPRODA AL BLUE NOTE DI MILANO
Non mancano certo le sorprese per festeggiare questi primi dieci anni di attività del tempio del jazz di Milano, incoronato come il migliore locale d’Europa, il Blue Note, che ha visto l’esibizione in sold out per due serate di Gino Paoli e Danilo Rea.
Due come noi che…non è solo il titolo del loro ultimo album, ma un incontro di due artisti molto diversi fra loro, anche caratterialmente, Danilo solare,mediterraneo, maestro di pianoforte jazz, Gino, ligure di adozione, apparentemente introverso, una voce profonda che arriva al cuore, un esperimento forse, una certezza di successo ora.
Sentirli duettare è stato come vivere una serata fra amici, una scaletta di canzoni che hanno però lasciato ampio spazio all’improvvisazione, un risultato a dir poco emozionante, ed è proprio come  inseguire l’emozione che Gino Paoli ha voluto sottolineare all’apertura del concerto,  “divertire è emozionarsi, abbiamo ancora voglia di emozionarci, e questa voglia riusciamo sempre a trovarla salendo sul palco”.
Un Paoli inedito per come siamo stati abituati a conoscerlo ed amarlo, certo è che l’accompagnamento del maestro Rea l’ha facilitato in questo, nessuno strumento che non pianoforte e voce, brani che hanno fatto la storia della musica italiana riconducibili allo stesso Paoli ma anche, e non solo, cantautori che sono stati avvicini nati, forse un pò impropriamente, alla scuola Genovese, come De Andrè, Bindi, Tenco e Lauzi.
Tutto in chiave jazz, un risultato straordinario, quello che è stato presentato in queste sere al Blue Note che è, come ci ha precisato Paoli, è un viaggio per ricordare amici persi per strada ed il modo migliore per non dimenticarli, e tenerli sempre nei nostri cuori, è ritrovare le loro canzoni, talune cantate ed altre riprese solo dalle note del pianoforte di Rea, ma con un unico risultato, armonia e poesia.
Non sono mancati i grandi successi di Paoli, quelle canzoni che hanno fatto diventare grandi diverse generazioni, quelle generazioni che ricordano e rivivono, anche con questi concerti, momenti unici ed andati della propria vita, ma che ancora oggi fanno sognare.
Gli occhi di Paoli, il suo sguardo schivo,ma anche il suo sorriso sornione su battute improvvisate con Danilo Rea, e la sua intramontabile voce non scalfita dal passare degli anni, hanno fatto il resto per una serata davvero memorabile.
Una soddisfazione che reputiamo sia da condividere con tutto lo staff del Blue Note, una macchina perfetta che ha fatto dell’eccellenza un modello che andrebbe preso d’esempio per un made in Italy davvero prestigioso, anche in settori non solo legati alla musica ed alla cultura.
 

Massimo Passera 

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