images Di recente sia L’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che il Ministero per lo Sviluppo Economico si sono interessati alle sperimentazioni legate a studiare potenzialità energetiche del mare, dal quale, com’è noto, è circondata l’Italia. Il principio cardine che muove questi studi si fonda sul fatto che la luna esercita una forte forza attrattiva sulle masse d’acqua terrestri determinandone regolari innalzamenti e abbassamenti provocando moti ondosi e maree, flussi verticali dovuti a differenze di temperature e salinità, e in alcuni luoghi particolari, correnti di marea.
Le energie delle Correnti di Marea, costituiscono una delle fonti rinnovabili e inesauribili più interessanti presenti sulla Terra ancora in fase di studio. Negli ultimi anni sono stati sperimentati vari sistemi per estrarre l’energia dai mari e dagli oceani, attualmente sarebbe possibile convertire cinque tipi di energie presenti in mare:
– Energia delle Correnti Marine;
– Energia a Gradiente Salino(osmotica);
– Energia Mareomotrice (o delle maree);
– Energia del Moto Ondoso;
– Energia Talassotermica (OTEC, Ocean Thermal Energy Conversion).

Per esempio, lo Stretto di Messina è un’area interessata da uno studio iniziato nel 2006 che ha realizzato un prototipo, primo al mondo, di turbina capace di trasformare l’energia prodotta dalle correnti marine in energia elettrica, battezzato prototipo Kolbot ed allacciato alla rete elettrica. Il meccanismo è costituito da una turbina marina ad asse verticale e tre grandi pale immerse nell’acqua che sfruttano l’alternanza delle correnti per la conversione in energia elettrica. Il sistema è in grado di alimentare tredici abitazioni con l’obiettivo di raggiungere 150 Kw di potenza sulla base di ricerche del Dipartimento di Progettazione Aeronautica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Le Centrali a Osmosi invece si sono sviluppate dal principio fisico, appunto, dell’osmosi, per il quale l’acqua dolce e quella salata vengono immesse in una vasca unica, separate soltanto da una membrana artificiale: la diversa salinità crea un flusso verso la zona a maggior concentrazione, questa pressione può essere utilizzata per alimentare le turbine che producono energia. L’unico scarto che ne deriva è l’acqua salmastra, che deve essere reimmessa in natura in aree dalle caratteristiche compatibili.

Molto interessanti per la loro versatilità sono anche i sistemi che sfruttano l’energia cinetica proveniente dal moto ondoso, sia se realizzate in mare che sulla terraferma in zona costiera. In Portogallo per esempio nelle acque del lago di Agucadoura nel 2007 è stato installato Pelamis, il primo impianto commerciale per la produzione di energia elettrica basato su una struttura semisommersa che, grazie al movimento delle onde, agisce su dei pistoni idraulici collegati a dei generatori in grado di trasformare l’energia meccanica in energia elettrica. La struttura galleggia sull’oceano ed utilizza l’ampiezza dell’onda per funzionare, ed ha poi ispirato varianti in Scozia. Questi sistemi si basano generalmente su un dispositivo meccanico contenuto in galleggianti ancorati al fondo marino in diversi modi, sommersi, semisommersi o completamente galleggianti a guisa di “serpente”, che si muove ripetitivamente assecondando il ritmo delle onde e producendo energia elettrica che viene tradotta a un accumulatore o una centrale attraverso adeguati cavidotti.

Olivia Carone