femminicidio

 

 BASTA FEMMINICIDIO
Il femminicidio prosegue. A Castagneto Carducci la diciannovenne Ilaria Leone è stata uccisa probabilmente perché l’aggressore, forse qualcuno che conosceva, ha tentato di stuprarla. A Ostia Alessandra Iacullo, 30 anni, è stata ammazzata per strada vicino al suo scooter nella notte tra ieri e oggi.  A Roma, in zona Aurelia, una guardia giurata ha ucciso la compagna e poi si è suicidato, sul posto la polizia. E l’elenco potrebbe continuare. Sono 14 milioni le donne uccise, solo quest’anno più di 100. Nel 2012 son state 14mila le donne che hanno chiesto aiuto per interrompere situazioni di violenza. Nella maggior parte dei casi autori di queste violenze sono mariti, separati, ex fidanzati, compagni, amanti. Non si può ricondurre tale violenza solo a relazioni difficili o scelte sbagliate. Ma allora cosa scatta in questi uomini? In realtà il violento è una persona debole, fragile, che non sa riconoscere e gestire le proprie emozioni, che trasforma le frustrazioni e i rifiuti in aggressività negativa, scagliandosi verso l’altro. E’ in particolare confermato con dati alla mano che nello stalking il periodo maggiormente a rischio per l’incolumità della donna è nei primi 60 giorni dopo la chiusura del rapporto: un periodo infinito per la donna. Lo stalker vive uno stato ossessivo di amore, odio, rancore, vendetta e rabbia.
 Preoccupante inoltre la percentuale della popolazione vittima di stalking: 21%!
E’ fondamentale creare una rete di protezione del tessuto sociale per fare una prevenzione primaria.  
Gli uomini di oggi, sono stati bambini ieri, e i bambini di oggi saranno gli uomini di domani…iniziamo ad insegnare loro il rispetto per se stessi, per le donne, per gli altri. Rispetto: un valore che purtroppo ultimamente ha perso sovente di consistenza nella nostra società, contribuendo ad incrementare i problemi legati all’autostima, disturbi d’ansia, conflittualità interpersonali, fino a sfociare in forme di maltrattamento e violenza.
Ma non basta, faccio un appello pubblico affinché si possano creare dei centri non solo antiviolenza, ma anche centri specializzati per le persone violente, in modo tale da intervenire non solo sulle donne, ma anche sugli uomini! Come? Maggior collaborazione tra professionisti del settore ed un aiuto dal Ministero.
 
Paola Nicolini