images L’Italia attraversa un periodo di crisi globale, che ci costringerà a trovare il sistema di uscirne, se non vogliamo trovarci nel mondo dei paesi sottosviluppati. Noi abbiamo la possibilità di contare sul turismo che già ci assicura il 10% del PIL, come dichiarato recentemente dai Tecnici del settore economico nazionale, i quali affermano che potremmo arrivare agevolmente al 15/18% e superarlo anche, a condizione che venga attuata una politica incisiva nello specifico settore, rivolta particolarmente al nostro Meridione e alle Isole Maggiori. Quando, 30 anni or sono, il nostro gruppo affrontò l’argomento turismo, iniziammo dalle assolate e splendide coste del nostro Sud, rilevando che la stagione balneare era molto più corta nelle apriche spiagge della Sicilia e della Calabria, rispetto ad altre Regioni del Nord (come la Romagna o la Liguria) dove il mare è più freddo, il clima ovviamente meno favorevole e che tale divario non era giustificabile. La realtà era allora ed è ora, che gli impianti logistici e di svago vengono sfruttati per un tempo minimo nel meridione. Inoltre il turismo balneare non si può limitare alla sola spiaggia, ma il vacanziero cerca anche divertimenti, sport e cultura. Molti Operatori Turistici e Amministratori Locali non hanno ancora compreso che i Turisti, pure quelli orientati a preferire le zone favorite dalla natura, cercano la vacanza intelligente e divertente, ma anche svago e cultura; come conseguenza, optano per le località pur meno dotate dalla natura, ma più confortevoli. A ciò aggiungiamo il malcontento di coloro che, allettati dal miraggio delle attrattive pubblicizzate, trovano in loco una situazione assai meno seducente. Quasi lai metà dei turisti stranieri intervistati in questi anni hanno lamentato la carenza degli aspetti culturali e di svago che erano stati propagandati ed evidentemente attesi. In pratica, per loro l’Italia, invece della Nazione ricca di una natura splendida e colma di opere d’arte create da geni che nel corso di 3 millenni hanno lasciato ai posteri un’ineguagliabile impronta di civiltà, appariva ,in molte zone, solo una spiaggia pur gradevole e anche rilassante, ma simile a tanti altri lidi, inoltre più economici.
Questa è la realtà, la stessa che, da primi che eravamo, ci ha relegato al 3° posto, tallonati da presso da altre Nazioni assai meno dotate dell’Italia in questo settore.
Noi abbiamo un inestimabile tesoro di civiltà non saputo sfruttare: Musei poco accoglienti o addirittura chiusi, Zone Archeologiche abbandonate e saccheggiate, oltre a Castelli, splendidi Palazzi, Chiese, tutto retaggio della passata civiltà e poi monti, laghi, magnifiche città , dolci colline e parchi, non solo spiagge. Se i Ministeri del Turismo e dei Beni Culturali agissero di concerto, l’auspicato 15/18 % del PIL fornito dal Turismo potrebbe essere superato, fino a diventare determinante per la nostra economia. Non si può sempre e solo contare sul benefico Stellone d’Italia!

Umberto, Roberto e Luciana Granati Umberto.Granati@Libero.it Tel.045/5700039 – Fax.045/8103648

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