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MITICAINDIA 2013 – Milano Area

In questa prima decade di maggio si è svolto a Milano un importante evento socio culturale chiamato MiticaIndia 2013, una kermesse che ha avuto modo di far conoscere, attraverso manifestazioni, congressi, spettacoli, ciò che è l’India, i suoi valori, le sue discipline i suoi pensieri filosofici.

In questo contesto abbiamo avuto modo di intervistare l’organizzatrice di questa importante manifestazione, Emy Blesio, che ci ha concesso questa intervista che riportiamo al fine di dare una giusta profondità ad un evento che non è stato solo ludico, ma molto intenso di profondità interiore.

Segnaliamo il suo sito internet per approfondimenti sul tema: http://www.suryanagara.it/home.html

Abbiamo con noi Emy Blesio, coordinatrice e responsabile del Festival Miticaindia, ci spieghi come nasce questo progetto e perché proprio a Milano

A Milano perché e nato a Milano, ed io sono Milanese, al forum di Assago, è stato proprio creato da me in collaborazione con l’organizzazione del forum in un mirato progetto del 2002. Io mi occupo della parte culturale e spirituale, ma sono circondata da persone che si occupano della parte organizzativa, stand, rapporti con la stampa e la comunicazione. A Milano perché questa città ha particolarmente bisogno di questi eventi, è diventata una metropoli che però ha perso la propria natura, la propria essenza, e c’è necessita di ritrovarla. Quello che sto cercando di fare è di far conoscere “l’altro”, inteso come nazione, popolo, cultura, l’altro intesa come India, io la conosco bene, sono anche insegnante di yoga e proprio recentemente sono stata eletta Presidente dello yoga confederation indiana, quindi ovviamente sono più portata e la persona più indicata per fare questo evento.

Secondo te è una opportunità per Milano avere questo genere di manifestazioni, Miticaindia segue a ruota il festival del’oriente, che hanno stimolato parecchio interesse e partecipazione di pubblico.

Miticaindia è diverso dal festival dell’oriente in quanto entra più nell’animo dell’uomo,nella sua spiritualità, non è una manifestazione commerciale, non è fatto per vendere prodotti, L’India è una filosofia, riusciamo a contenere i costi di struttura grazie agli aiuti del comune, che ringrazio perché ha dimostrato grande sensibilità e ci ha messo gratis a disposizione questa area, anche se i costi accessori sono notevoli, quindi la parte economica è quella che meno ha valore, è un evento culturale e non di lucro. Importante è dare e lasciare un segno che va aldilà della materialità.

Ci approfondisci questo importante concetto?

Il mondo è trainato da tanta ignoranza, cioè la mancanza di conoscenza esperita, che è quella che poi genera e sfocia in tante bruttezze, violenza, intolleranza, questo evento è un qualcosa che deve essere invece assimilato, contemplato, digerito, deve lasciare un qualcosa dentro, chi viene qui deve poi uscire arricchito di sapere.

Il nostro incontro è iniziato con la partecipazione ad un rituale, un cerimoniale per l’esattezza Indiano Buddista di cosa si trattava, dacci un’idea del suo valore

Quello su cui sto lavorando è mettere insieme tante linee e pensieri, religioni, questo perché la base per tutto è unica, mi sono detto, e ho preteso che entrambe le religioni Buddista ed Induista, che erano stati molti contrapposti ed avevano dato origine a varie lotte, potessero convivere in un uno rituale, come ai giorni nostri convivono anche in India. Purtroppo non sono riuscita a coinvolgere anche un Sufi, anche se con loro sto facendo dei congressi universali, tenete conto che un Sufi è la parte più spirituale dell’Islam, quella più soft, più filosofica, più meditativa. Il mio lavoro è quindi di mettere tutti insieme, sotto forma di cerimoniale, e come vedi tutto avviene in profonda condivisione ed armonia, per assurdo non sono riuscita a coinvolgere il cristianesimo e l’Ebraismo.

In questi ultimi anni gli occidentali si stanno avvicinando molto alla filosofia e cultura Indiana, perché questo secondo te, c’è più bisogno di essere se stessi e tirare fuori emozioni che sono alla base di altre filosofie?

Io penso che sia una ricerca di valori in quanto abbiamo perso l’autenticità, non c’è più collegamento spogliati dalla propria natura ed energia, gli Indiani e gli orientali questo l’hanno conservato, è una loro caratteristica per la quale inglobano parecchie cose ma restano poi loro stessi, mantenendo i  loro mantra

Come è cambiata l’India in questi anni, è vero che è divenuta una potenza economica ma questo come si è contrapposto ad uno spirito emozionale e filosofico.

Oggi la filosofia la si trova poco, o molto meno di un tempo, probabilmente si sta salvando per l’avvicinamento di tanti occidentali che stanno cercando di recuperare le loro origini, troppa globalizzazione non ha portato a vantaggi spirituali, il paese se vogliamo dare un’idea si sta “americanizzando”, è visto bene tutto ciò che arriva dall’occidente, e la cosa impressionante è che stanno rovinando anche discipline sacre, come ad esempio lo yoga, con delle varianti che non hanno nulla a vedere con la sua natura, sta diventando troppo una moda ed una tendenza che toglie i valori umani e la profondità interiore, tutto sta diventando superficiale, questo proprio in India.

Emy, parlaci un po di te, ci è Emy Blesio?

Mi identifico in un nome ma sono una persona che ha coerenza con quello che fa, quello che pensa è la sua vita, non ha differenze tra la sua immagine esterna ed il suo modo di essere, essere coerenti è un modello di vita, cerco di aiutare gli altri ad esserlo, anche attraverso le mie lezioni di yoga.

Tu vivi tra L’India e l’Italia, ti ho chiesto dell’India, ma la nostra Italia come la vedi, è più impoverita non solo dal punto di vista di crisi economica?

La povertà che vedo è interiore, è di valori dello spirito, questo perché anche i messaggi che danno i media si sono involuti, hanno dato una immagine troppo esteriore, dell’apparire, che hanno dimenticato l’essere, quindi hanno individuato dei modelli in cui l’uomo, la sua natura, è venuta meno a favore di una immagine contorta e confusa, molto distante dal suo vero valore.

Emy, che messaggio positivo vogliamo dare per farci affrontare meglio questa quotidianità, cosa senti di dire per vivere un pò meglio con se stessi ed in società?

Io penso sempre che noi abbiamo dei canali, possiamo vedere uscire da questi canali tanta negatività, ma da questi canali può entrare anche tanta positività, può entrare qualcosa di buono, e questo può annullare la negatività. la assimilo alla conoscenza, per me la conoscenza è come una luce che illumina una stanza buia, le tenebre sono l’ignoranza, se tu inizi ad aprire la conoscenza e fare entrare la luce che questa emana, l’oscurità se ne va cosi come esce dai nostri corpi e dalla nostra mente. Un’altra cosa molto importante e quella legata all’intolleranza, il boicottare non aiuta, ma ritorno al concetto appena espresso, se con una luce bianca, frutto dell’insieme di tutti i colori, illumino una stanza che ha altri colori, ebbene il colore di questa stanza sarà il bianco, ma tenderà a valorizzare gli altri diventando un mondo multi colore, cosi come il tono sarà diverso se la luce avrà un colore diverso, diverrà monocromatico, inteso come negatività ed intolleranza. Parlo di colori, di luci, come valori, parlo di popoli che pur con grandi culture avevano poi paura a confrontarsi con altri, i cinesi di un tempo per queste paure avevano costruito una grande muraglia che li salvaguardasse da altri popoli, cosi che si sono chiusi e sono rimasti ai tempi del medioevo mentre chi ha permesso di aprirsi ha avuto dei grandi benefici di crescita e socializzazione.

Aprirsi l’uno con l’altro per condividere ed apprendere anche quei valori che a noi sono sconosciuti ma che qualcuno può insegnarci.

Questo è il messaggio di Emi Blesio, questo è il senso di MiticaIndia 2013.

 

Massimo Passera

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