wpit20130513ait2aabc-p091Il 13 maggio 2013, per degnamente celebrare il 152° anniversario dell’Esercito Italiano e dell’Unità d’Italia, presso l’Auditorium di Milano si è svolta la VII^ edizione di “Festeggi….amo l’Esercito”. Una serata di musica e premiazioni per celebrare il 152º anniversario dell’Esercito Italiano e dell’Unità d’Italia: una duplice ricorrenza che sottolinea il contributo della Forza Armata all’unione del popolo italiano, in uno scambio reciproco di valori e solidarietà.
L’importante evento, promosso dall’UNUCI e dall’Associazione Amici di Palazzo Cusani, con il Patrocinio della Provincia di Milano e del Comune di Milano, si è svolto all’insegna dell’allegria e dei valori, dando un’impronta particolare alla Donna nell’Esercito. La Direzione Artistica è stata a cura della splendida brava Donata Berger, la Regia è stata affidata al competente Oreste Castagna, il progetto artistico di Giusy Laganà – Conduzione a cura di Gioia Marzocchi e Cesare Cadeo.
Esibizioni di: Tamburini Scuola Militare “Teuliè” – Coro “I Piccoli Cantori di Milano” diretti da Laura Marcora – Fanfara Bersaglieri Carlo Valotti di Orzinuovi, Brescia – Ospiti della serata Leonardo Manera, Aida Cooper, Alberto Caiazza, Gianmarco Pozzoli, mentre le assistenti sono state due Militari Donne.
Centocinquantadue anni fa, esattamente il 4 maggio del 1861, un brevissimo e semplice ordine, classificato “nota” secondo la terminologia dell’epoca e contraddistinto con il numero 76, prescriveva testualmente: “… da ora in poi, il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda” per diventare un’istituzione di tutto il popolo italiano. Sono trascorsi centocinquantadue anni da quel giorno: un tempo assai breve per un Paese come il nostro che ha il privilegio di poter misurare a millenni la propria storia. Eppure, nel celebrare questa ricorrenza, ci si sente presi da un senso di profonda emozione, giacché il significato di quella data e di quell’atto trascende il valore intrinseco del tempo. Infatti, se sul piano storico la nascita ufficiale dell’Esercito Italiano ha i caratteri conclusivi della fine del ciclo risorgimentale, sul piano morale, invece, è un punto di partenza, non epilogo ma promessa che è stata mantenuta. Infatti, italiani provenienti da tutta la Penisola, fusi nella Divisone dell’Armata Sarda o incorporati nei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi, sia pure virtualmente, diedero corpo all’Esercito Nazionale addirittura prima che nascesse ufficialmente la Nazione. E furono proprio i lombardi, poi i toscani e gli emiliani, provvisoriamente incorporati nell’Esercito della Lega dei Ducati centrali che avevano scelto l’annessione al Piemonte, che andarono a rinforzare l’Armata Sarda prima, il giovane Esercito Italiano dopo. Ma quel 4 maggio 1861 non era, come si diceva, soltanto un punto di arrivo; era anche un punto di partenza per un lungo cammino, durante il quale la vita del nostro Esercito si è identificata esattamente con quella del Paese. È stato un cammino arduo, non privo di delusioni, di amarezze, di giornate di dolore e di sconforto. Purtroppo, è inevitabile che quanto più elevato sia lo scopo da perseguire, tanto maggiore debba essere la somma dei sacrifici da sopportare. È un preciso dovere, dunque, ricordare alle giovani generazioni, le dure tappe di questo cammino: Custoza, Adua, Caporetto, El Alamein, la ritirata di Russia e le sanguinose fasi della Guerra di Liberazione. Ma l’Esercito, come il popolo che lo esprimeva, seppe sempre risorgere dalle sventure perché si era rinsaldato quel vincolo spirituale che faceva dell’Italia una Nazione. In occasione di “Festeggi…Amo l’Esercito 2013”, il Comando Militare Esercito Lombardia, consapevole di essere nella città di quelle gloriose “Cinque giornate”, che costituirono il lievito del movimento per l’indipendenza dell’Italia, ricorda i Caduti di tutti le guerre e di tutti gli eserciti. Ricorda, soprattutto, i militari italiani che operano all’estero in favore della pace, della democrazia e della sicurezza possibile in quella Patria più grande che è l’umanità, tra i quali i due Marò del San Marco che ancora non sono stati restituiti al proprio Paese, alla propria famiglia, al proprio Reparto.
Il Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante l’Esercito Militare Lombardia, ha aperto la serata con un interessante discorso: «E’ per me motivo di grande onore, oltreché di intima soddisfazione, aprire ufficialmente questa magnificata serata che ci vede tutti qui, riuniti attorno a questo meraviglioso palcoscenico, per tributare col sorriso, ma anche con la più profonda convinzione, il giusto riconoscimento a tutto quanto è stato fatto, e viene fatto, dall’Esercito Italiano. In questa occasione, dunque, mi corre l’obbligo e il piacere di parlare brevemente della storia dell’Esercito: “Il 4 maggio 1861, 152 anni or sono, il Generale Manfredo Fanti, allora Ministro della Guerra, firmava la breve e scarna, ma significativa nota, nella quale veniva ufficialmente sancita la nascita dell’Esercito Italiano. L’esercito ha, dunque, la stessa età della nostra Unità Nazionale e le loro reciproche storie si compenetrano sino a risultare inscindibili, tanto che non si può celebrare l’una e non fare memoria dell’altra. Negli anni tumultuosi del Risorgimento, delle Guerre di Indipendenza, della Presa di Roma e nelle trincee del Primo Conflitto Mondiale, si è palesato il coraggio, il sacrificio e la determinazione di uomini che sono stati capaci di modificare i destini di un popolo e di una Nazione. La nascita di poche nazioni, credo, sia indissolubilmente legata alle unità del proprio esercito, come lo è quella dell’Italia. Per questi motivi, da 152 anni, l’Esercito Italiano sente vivissimo, forte e oltremodo attivo, il legame che lo unisce a enti, istituzioni e cittadini, in special modo qui, a Milano, e in Lombardia. In virtù di questo legame, che vede l’abbraccio festoso tra cittadini e soldati, siamo qui, stasera, per la 7^ edizione della serata dal titolo “Festeggi…Amo l’Esercito”. Quest’anno, poi, il tradizionale “grigio-verde” ha una particolare sfumatura di “rosa”; si vuole, infatti, rendere onore al particolare ruolo e contributo che, da oltre dodici anni, la Donna ricopre ed ha portato nei nostri ranghi. Le nostre donne, con quell’intuito e sensibilità tipicamente femminili, conditi da un entusiasmo e sorrette da una professionalità che nulla hanno da invidiare ai pari requisiti dei colleghi uomini, fanno si che oggi le Forze Armate, e dunque anche l’Esercito, siano davvero una fotografia della parte migliore del Paese, offrendo stesse opportunità a tutti, donne e uomini. Non posso non dedicare un ultimo, commosso pensiero a chi, impegnato in difficilissimi teatri operativi, ha pagato con un pesante tributo la sua dedizione alla causa della pace e della concordia tra i popoli ed a quei valori di cui da sempre, l’Italia si è fatta portatrice”».
Per quanto attiene le OPERAZIONI DI SUPPORTO ALLA PACE, il Generale Pennino si è così espresso: “Nel variegato e complesso scenario geo-politico universale in continuo divenire, numerosi sono i Teatri nei quali il personale dell’Esercito è chiamato ad operare sotto egida nazionale, NATO, ONU ed EU. I gravosi impegni cui oggi fanno fronte i nostri militari nelle zone “difficili” del mondo per garantire, mantenere e instaurare la pace, o come osservatori, addestratori, o monitors, vedono le Forze Armate Italiane, e l’Esercito in prima linea, quali silenziosi ed eroici protagonisti. Abbiamo oltre 2900 presenze in Afghanistan, nell’ambito della missione ISAF e oltre 1000 in concorso all’Operazione “Leonte”, in Libano…284 militari costituiscono ancora un importante punto di riferimento in Kosovo, mentre altre compagini sono ancora presenti e operanti in Bosnia, Macedonia e Albania. La Forza Armata è, inoltre, attiva in missioni di osservazione e monitoraggio in India – Pakistan, nel deserto del Sahara Occidentale, in Medio Oriente, nel Darfur, in Uganda e in Libia e, con personale in incarichi di Staff, anche a Malta e negli USA”.
Nel corso del 2012 sono stati molti gli eventi che hanno visto il Comando Militare Esercito Lombardia, impegnato con i propri effettivi come la partecipazione all’Edizione 2012 della celebre corsa “Mille Miglia” (17 – 20 maggio), il contributo in termini di supporto organizzativo per la manifestazione la “Notte Sport in Rosa” presso l’Idroscalo (il 16 giugno), l’organizzazione ed il coordinamento delle attività legate alle celebrazioni dell’Anniversario delle Battaglie di Solferino e San Marino (23 – 24 giugno) e di altri importanti fatti d’Arme del periodo risorgimentale; la partecipazione alla toccante Cerimonia Commemorativa dei Caduti Italiani nelle Missioni di Pace (Milano 2 luglio); i “Tour Estivi e Invernali” di promozione e propaganda dei reclutamenti e la partecipazione ai numerosi saloni dello studente; le Mostre Artistiche e le Presentazioni di Libri svoltesi presso il Circolo di Presidio; la firma della Convenzione operativa con la Regione Lombardia per favorire il collocamento nel mondo del lavoro dei nostri volontari avvenuta il 23 ottobre; la presentazione nelle principali città lombarde del Calendario dell’Esercito che quest’anno ha un bel titolo “Il Cuore delle Missioni” illustrato con speciali e belle foto di Mauro Calligani (mese novembre); l’organizzazione del bellissimo “Concerto di Natale” con la Fanfara dei Bersaglieri “Arturo Scattini”; l’importante accordo ratificato in data 26 marzo con l’Accademia di Brera per il restauro e la conservazione delle prestigiose opere di Palazzo Cusani; il concorso e il coordinamento delle principali attività connesse alle edizioni della “Stramilano” e “Milano City Marathon”.
«Oltre alle attività svolte dal personale in servizio attivo – afferma il Generale Pennino – è importante sottolineare il contributo offerto dai Militari in Congedo sempre a noi vicini. Degna di Menzione è quanto fatto dall’A.N.A. nel dare un alloggio adeguato al Primo Maresciallo Luca Barisonzi, ferito in Afghanistan. Non va dimenticata la silenziosa ma solerte presenza del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa né quella delle numerose Associazioni Combattentistiche e d’Arma che forniscono un fondamentale contributo nelle attività di Soccorso, Supporto ed Assistenza alla collettività in occasione di emergenze e calamità naturali. Grazie alla fattiva collaborazione con il personale in congedo è stato possibile restaurare, ripristinare e conservare alcuni monumenti e cippi a ricordo dei nostri caduti. Per quanto attiene l’illustrazione ai giovani studenti delle offerte occupazionali in ambito della Forza Armata, sono state svolte ben 159 conferenze informative presso istituti scolastici dell’intera regione. Mi pregio di annunciare un altro importante progetto che partirà nel prossimo mese di settembre e che prevede un ciclo di Conferenze per le scolaresche improntato sulla “Legalità” svolte da Tutori dell’Ordine, Magistrati e Avvocati».
Il Generale Pennino, ha continuato sottolineando: “L’Esercito vive un periodo di trasformazione dell’organico: negli anni ’80 era comporto da 250.000 unità, oggi contiamo 103.000 effettivi, entro il 2015 saremo 100.000 e nel 2024 si prevede di giungere a 90.000. questo vuol dire che in questi 30 anni la Forza Armata ha ottimizzato tempo e risorse, incrementando, a fronte di oggettive riduzioni quantitative dello strumento, la sua efficienza ed efficacia riconosciute anche in ambito internazionale».
Infine, il Generale ha ringraziato l’UNUCI, l’Associazione “Amici di Palazzo Cusani” per aver voluto anche quest’anno promuovere e realizzare questo evento e l’Auditorium di Milano per la gentile disponibilità accordata per il quinto anno consecutivo; tutte le persone che hanno dedicato e dedicano la loro vita all’Esercito e che, silenziosamente e senza clamore, svolgono ogni giorno interventi in occasione di pubbliche calamità, alla bonifica del territorio, nelle operazioni “strade sicure”.
Erano presenti all’evento, oltre al Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante dell’Esercito Militare Lombardia, il Generale Giovanni Fantasia, Presidente dell’UNUCI e dell’Associazione Amici di Palazzo Cusani, il Generale Camillo de Milato ora Presidente della Fondazione Asilo Mariuccia, il Generale dei Carabinieri Emanuele Garelli, il Generale Samuele Valentino, le Sorelle di Croce Rossa e tantissime altre Autorità del Mondo Militare e il Mondo Civile.

Principia Bruna Rosco

Fotografie a gentile concessione di ALBUMITALIA scattate da Sergio Frezzolini.

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