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La ratifica italiana della Convenzione contro il femminicidio

28 Maggio 2013: una data memorabile! nello stesso  giorno dei funerali di Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa trucemente dal fidanzato coetaneo a Corigliano Calabro, è stata ratificata all’unanimità e con plauso dalla Camera dei deputati  la Convenzione del Consiglio d’Europa su “prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, siglata a Istanbul l’11 maggio 2011. Il provvedimento va ora in Senato.
E’ stato un giorno importante poiché dimostra quanto la politica italiana, in un periodo di sua fragilità e incertezze, abbia colto l’urgenza di intervenire per affrontare e debellare l’escalation di aggressioni contro le donne degli ultimi mesi, per dare una risposta ai continui appelli della società e per raggiungere concretamente le pari opportunità, in quanto è la stessa disuguaglianza ahimè “storica” la causa principale della violenza di genere.
L’Italia è la quinta nazione ad approvare il testo della Convenzione dopo Montenegro, Albania, Turchia e Portogallo ma, affinché diventi applicativa, dovranno essere almeno 10 gli Stati a sottoscriverla di cui almeno 8 del Consiglio d’Europa.
Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro normativo completo,  capace di contrastare e prevenire qualunque tipo di violenza contro le donne, compresi gli abusi subiti tra le mura domestiche.
La Convenzione, composta da 81 articoli, prevede il contrasto ad ogni forma di violenza, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni imposti alle mutilazioni genitali ed un profondo impegno per prevenire ogni forma di discriminazione, promuovendo “la concreta parità tra i sessi, rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”.

A tal riguardo, uno studio condotto dalla Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda, ha preso un campione di 420.599 persone con un’età media di 40 anni, provenienti da 63 Paesi, per valutare quali siano le componenti prioritarie per la felicità e benessere individuale. Tutti i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a tre diversi test psicologici per misurare quattro diversi segnali di stress (somatizzazioni, ansia e insonnia, disfunzioni sociali e depressione grave) legati ad esaurimento emozionale, spersonalizzazione e mancanza di realizzazione. I risultati hanno evidenziato come il garantire l’autonomia personale sia fondamentale per star bene ed in equilibrio! Ed è proprio l’autonomia una delle componenti minate dal maltrattamento, la libertà di azione e di pensiero, la libertà di sentirsi ed essere se stessi senza timore.
Tra gli obiettivi del Trattato c’è anche quello di “promuovere la cooperazione internazionale” e di “sostenere e assistere le organizzazioni e autorità incaricate dell’applicazione della legge in modo che possano collaborare efficacemente”.

Ritengo fondamentale per il benessere individuale e sociale l’applicazione della Convenzione e mi auguro che non passi ancora molto tempo dal suo realizzarsi in quanto ogni volta che accolgo il dolore, le umiliazioni, le violenze subite da una donna che si rivolge ad un’associazione contro la violenza di genere qual è la mia dove lavoro, sento l’urgenza di misure legislative e pratiche per fermare il fenomeno della violenza, sia nella vita pubblica che privata!

Importante anche l’articolo in cui è prevista da parte degli Stati firmatari la formazione di “uno o più organismi ufficiali responsabili del coordinamento, dell’attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza”  e lo sforzo da compiere per “promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali delle donne e degli uomini, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata sull’idea dell’inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini”.

Un obiettivo che si può raggiungere coinvolgendo sia il settore pubblico che privato, i media, ma soprattutto lavorando con le scuole…in quanto i futuri potenziali violenti e le future vittime sono i ragazzi di oggi e quindi dobbiamo in primis lavorare con loro affinché non si realizzi più questa tremenda profezia che si auto avvera!

 

Paola Nicolini