asilo-mariuccia-192609 Appuntamento per giovedì 27 giugno, alle ore 17, presso la Sala Camino del Circolo della Stampa di Corso Venezia 48 a Milano.
A monte del femminicidio, fenomeno in costante aumento anche in Italia, c’è sempre la violenza contro le donne. Una vera e propria epidemia: 7 donne su 10 nel mondo subiscono, nel corso della loro vita, violenza fisica o psicologica.
Per difendere le donne abusate, spesso con bambini (una donna su quattro subisce emarginazione e soprusi durante la gravidanza) occorre non solo che i media ne parlino adeguatamente, ma che si agisca con gli strumenti e le strutture più adatti.

Ne discutono:
– Giangiacomo Schiavi, vicedirettore Corriere della Sera
– Pierfrancesco Majorino, assessore Politiche sociali Comune di Milano
– Giusy Laganà, giornalista, docente marketing e comunicazione sociale
– Camillo de Milato, presidente Fondazione Asilo Mariuccia
– Susanna Mantovani,presidente Comitato scientifico Asilo Mariuccia
– Jole Milanesi, consigliere Corte d’Appello di Milano
Coordina Minnie Luongo, giornalista e scrittrice

A forza di parlarne e scriverne, la violenza sulle donne rischia di non fare più “notizia”. Un pericolo reale da evitare quanto più possibile perché- se i media per primi abbassano la guardia- molte vittime non troveranno mai la forza e il coraggio per denunciare i loro aguzzini.
Ma parlarne non basta, se non si accenna anche alle soluzioni che si offrono alle donne abbandonate, spesso con bambini, che non sanno a chi rivolgersi dopo essere rimaste sole, senza casa e senza lavoro. Non ci sono solo cattive notizie, come ricorda Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del Corriere della Sera, che ha voluto fortemente la nascita del blog buone notizie.corriere.i.t On line da poco più di un mese, nel blog “si racconta di una bella Italia capace di remare anche controcorrente, spina dorsale di quella società minuta che vuole ricostruire i ponti per una migliore convivenza, senza rassegnarsi alla decadenza di quelli che chiamiamo ancora, senza vergognarcene, valori”.
E una buona notizia è la nuova Fondazione Asilo Mariuccia, che ha appena fatto un vero e proprio reset, necessario per continuare nella più totale trasparenza il cammino segnato dalla fondatrice Ersilia Bronzini Majno nel lontano 1902. “Un reset- spiega il presidente Camillo de Milato- che ha dato vita ad un rinnovato Consiglio d’amministrazione, affiancato da un Organismo di vigilanza e un protocollo d’intesa con l’Università Bicocca di Milano. Il tutto in condivisione di progetti con Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano”.
Ma che cos’è l’Asilo Mariuccia? I milanesi usano da sempre quest’espressione, ma pochi ne conoscono la provenienza. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento Ersilia Bronzini Majno fu promotrice dell’Unione femminile nazionale, assieme a personaggi di spicco del panorama culturale a lei contemporaneo: Ada Negri, Sibilla Aleramo, Margherita Sarfatti. Qualche anno più tardi (1902) fondò l’Asilo Mariuccia, in nome della figlia Maria, detta Mariuccia, morta a 13 anni di difterite, con l’obiettivo di “addestrare all’emancipazione le fanciulle pericolanti”. Pertanto, una sorta di protofemminismo, per contrastare il quale molti uomini- e anche donne- accusarono la Majno di trascurare la famiglia a favore del suo impegno sociale. “Al contrario, riconoscere in lei una delle prime a farsi carico delle violenze di genere è compito dei media – sottolinea Giusy Laganà- specie di chi opera nel settore del n on profit e delle realtà sociali”.
A distanza di 111 anni la Fondazione Asilo Mariuccia offre pronta accoglienza e ospitalità a mamme con bambini, oltre che a minorenni vittime di soprusi, in più strutture residenziali: 73 donne e bimbi accolti nelle comunità di Milano e Sesto San Giovanni, più 23 ragazzi ospiti nel centro di Porto Valtravaglia (Va). Senza tralasciare di fornire una mirata educazione e formazione professionale, per facilitare il raggiungimento di una piena autonomia delle donne e dei loro figli, contemporaneamente a un loro reinserimento lavorativo e sociale.
Per sottolineare l’assoluta professionalità e trasparenza della nuova Fondazione, e dare il via ad un nuovo percorso fondato su sinergie e competenze di vario tipo,è stato firmato un protocollo con le Università Bicocca ed Insubria, con la costituzione di un autorevole Comitato scientifico, presieduto dalla professoressa Susanna Mantovani, prorettore dell’Università Bicocca di Milano.
Infine, lo scorso 8 marzo (non a caso è stato scelto il “giorno della donna”) è nata l’Associazione Amici dell’Asilo Mariuccia, coordinato da Jole Milanesi, consigliere Corte d’appello di Milano: “Il nostro fine è quello di supportare l’operato della Fondazione e garantire la migliore assistenza a mamme sole con bambini, nonché a minori in grave difficoltà”.