Turismo Le riflessioni riguardanti il caro-traghetti hanno provocato numerose considerazioni prevalentemente concordi sull’argomento, espresse dai nostri lettori, molti dei quali hanno affermato di conoscere il problema per esperienza personale; a parte costoro, vi sono stati altri che ci hanno accusato di essere critici per partito preso.
Questo non lo accettiamo: noi siamo semplicemente stati sempre contrari al “tutto va ben madama la marchesa” e al plauso mercenario, sempre fine a se stesso. Dovere della stampa è di essere critica non aprioristicamente, per deontologia professionale. Se cadiamo in errore, siamo pronti a ritrattare le nostre affermazioni, ma non è certamente questo il caso. Lo affermiamo con forza, specialmente trattando di un argomento molto importante non solo per il benessere (materiale e morale) dei cittadini italiani, ma anche per le non certamente floride finanze del nostro Stato, specialmente in questo periodo.
L’economia è praticamente in recessione in tutto il Mondo e nei periodi di magra il turismo diventa praticamente un optional, che, come tale, viene dopo le necessità primarie.
Ciò è ovvio, ma occorre tenere presente che l’Italia, oltre a godere di una situazione naturale splendida, ha il privilegio di un retaggio culturale unico al mondo, tale da metterla in posizione di privilegio rispetto a qualsiasi altro concorrente.
Ovviamente, l’afflusso turistico ha determinate necessità che devono essere rispettate ed è qui che spesso noi denunciamo lacune che rendono il soggiorno del turista meno piacevole. Riteniamo doveroso nei confronti dei nostri lettori affrontare e rendere di pubblica ragione le deficienze in questo settore. Il plauso mercenario non corrisponde ai nostri principi.
Il turismo dovrebbe essere da noi affrontato con una gestione professionale, con semplici direttive e consigli nei confronti degli addetti regionali e locali (poche disposizioni, ma chiare e di facile attuazione) e con un’efficace azione promozionale effettuata dal Ministero del Turismo e che veda coinvolti altri Dicasteri (per primo quello dei Beni Culturali, ma praticamente tutti gli altri) tenendo presente che l’Italia è o Stato che ha le massime possibilità di attrazione turistica nel mondo. Per noi il turismo è l’equivalente, in soldoni, di ciò che rappresenta il petrolio per altri Stati.
Non siamo statalisti, ma la promozione turistica non può essere lasciata nelle mani di persone non preparate, altrimenti finisce che sia appannaggio di ciascun Paese o singolo operatore.
Per troppi anni la gestione della promozione turistica è stata a pioggia, lasciata agli Enti Locali o alle singole organizzazioni turistiche, che spesso hanno agito bene, ma con scarsi risultati finali, perché la loro azione il più delle volte non varcava i confini nazionali.
In altre Nazioni sono le Rappresentanze Consolari quelle che promuovono, a ragion veduta ed efficacemente, la promozione delle bellezze e delle possibilità di accesso nel loro Stato.
Sarebbe necessario che le nostre Rappresentanze fossero dotate semplicemente di materiale che illustri l’Italia, in analogia a quanto fanno molte nostre località di villeggiatura.
Vi sono Nazioni dove le possibilità d’informazione per i loro cittadini che vorrebbero viaggiare sono carenti, ma sappiamo che Stati a noi turisticamente concorrenti provvedono, tramite i Consolati, a rendere edotti gli aspiranti turisti delle possibilità di viaggio e di soggiorno nel loro Paese.


Roberto, Luciana e Umberto Granati
Umberto.Granati@libero.it
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