1004429_160023977515299_1029101761_n Contro la violenza sulle donne non bastano le Leggi, occorre una cultura antiviolenza, pertanto, il 27 giugno 2013, ore 17,00, al Circolo della Stampa Corso Venezia, 48 (sala Camino) di Milano, si analizzerà la violenza sulle donne e il femminicidio.
Ma cosa s’intende con il termine Femminicidio? Si definisce l’omicidio della donna perché donna, cioè un delitto basato sull’inosservanza di un ruolo imposto dalla tradizione; sono donne che si sottraggono al potere e al controllo dell’uomo perciò punite con la morte. La violenza si scatena non solo attraverso le violenze fisiche, ma anche attraverso discriminazioni psicologiche, sociali ed economiche e, purtroppo, in alcuni casi, uomini che vivono secondo una cultura e una concezione primitiva, essa viene giustificata.
A discutere di questo drammatico problema saranno:
Giangiacomo Schiavi, Vicedirettore Corriere della Sera;
Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche sociali Comune di Milano;
Giusy Laganà, Giornalista, Docente marketing e comunicazione sociale;
Camillo de Milato, Presidente Fondazione Asilo Mariuccia;
Susanna Mantovani, Presidente Comitato scientifico Asilo Mariuccia;
Jole Milanesi, Consigliere Corte d’Appello di Milano.
Coordinati da Minnie Luongo, giornalista e scrittrice.
La Fondazione “Asilo Mariuccia” si occupa di accogliere le donne vittime di violenza con i loro bambini, di fornire loro gli strumenti necessari per poi rendersi indipendenti, di creare opportunità lavorative alle donne affinché non tornino nel nucleo in cui si è consumata la violenza.
Al fine di supportare l’operato della Fondazione e garantire la migliore assistenza a mamme sole con bambini, nonché a minori in grave difficoltà, un gruppo di persone si sono messe insieme ed hanno creato l’Associazione “Amici dell’Asilo Mariuccia” coordinata dalla Magistrato Jole Milanesi, consigliere Corte d’appello di Milano.
Poiché le cause che scatenano la violenza sono culturali e riguarda uomini che hanno un folle e sbagliato modo di amare e con un malato senso di possesso, queste magnifiche persone creano eventi per comunicare la cultura dell’anti-violenza.
Ci si rende conto che la donna che non è supportata dalla famiglia né dalla società non reagisce perché, se dovesse farlo, poi viene isolata. Molte di loro si vergognano o ritengono che l’amore vinca su tutto, cioè, sono convinte che con il loro amore riescano a cambiarlo. Pensare che l’amore possa trasformare il partner violento è un grande errore, tanto è vero che le donne, prima picchiate e poi uccise, sono in continuo aumento a causa di una gelosia assurda che scatena la violenza. E’ un comportamento maschilista che si apprende culturalmente e, in questo momento di profonda crisi sociale ed economica, si acuiscono questi modi di agire arcaici e involutivi che colpiscono le donne, la ostacolano e la indeboliscono nell’individualità femminile, nelle loro scelte sentimentali e nella loro libertà.
I dati dell’OMS dicono che la causa di uccisione nel Mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio. Verificare questa triste realtà, ci si rimane agghiacciati. Il femminicidio è una violenza illegale ma, secondo alcuni uomini retrogradi, legittima. La violenza pone la donna in una posizione indifesa e di rischio, che può culminare anche con il suicidio. E’ evidente che quello che vediamo è un quadro drammatico, troppe donne vengono ancora ammazzate per una cultura patriarcale piena di pregiudizi e stereotipi antichissimi. E’ assurdo constatare che la Cultura della Violenza venga tuttora perpetrata in una società che si presume sia socialmente e culturalmente progredita, ma che invece denota un’involuzione della cultura e una recrudescenza della violenza e dei femminicidi. L’Associazione “Amici dell’Asilo Mariuccia”, sta lavorando affinché sia diffusa una cultura antiviolenza, sia assicurata la certezza della pena, perché le donne hanno paura di denunciare i loro aguzzini, poiché essi escono dalla prigione molto presto (in alcuni casi non restano nemmeno un giorno in galera) e continuano a perseguitarle fino a giungere anche a ucciderle.
Alle volte il “mostro” non viene denunciato per paura di pagarne le conseguenze perché sono uomini in vista, sono professionisti inseriti socialmente, economicamente saldi che si possono permettere valenti avvocati che stravolgono la situazione, pertanto, la vittima, da vittima si trova ad essere colpevole e le vengono tolti i bambini.
Il femminicidio non deve essere sminuito o ignorato come qualcosa che non ci riguarda. E’ disumano non voler prendere atto dell’evidenza anche se, quando leggiamo dell’ennesima donna uccisa dopo essere stata massacrata di botte, sentiamo sentimenti di rabbia e di dolore, veniamo presi dallo sconforto e dall’indignazione ma, in fondo, non abbiamo la piena consapevolezza che molte donne ogni giorno rischiano la loro vita.
Le persone che hanno costituito l’Associazione “Amici dell’Asilo Mariuccia” si spendono per cercare di dare una risposta mirata e concreta alle vittime di un flagello mondiale. Attraverso le nuove tecnologie, con i loro volti in rete, stanno creando una vetrina affinché possano essere contattati per cercare la soluzione migliore per salvare le donne.
In questo modo l’Associazione intende dare voce alle donne che per paura di restare sole a gestire i loro bambini o per mancanza di coraggio non denunciano il loro aguzzino.
Molti passi sono stati fatti dalle Istituzioni per contrastare la violenza maschile sulle donne, ma l’aiuto concreto alle donne e ai loro bambini lo si deve alle Associazioni o Fondazioni in grado di garantire loro sicurezza e dignità in una struttura protetta come quella che offre la Fondazione “Asilo Mariuccia”.
Vale la pena, quindi, recarsi il 27 giugno 2013, alle ore 17,00, al Circolo della Stampa Corso Venezia, 48 (sala Camino) di Milano dove, relatori di altissimo livello socio-culturale facente parte dell’Associazione “Amici dell’Asilo Mariuccia”, discuteranno su questo doloroso problema.

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Principia Bruna Rosco

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