pompei035 Per Pompei, un’ulteriore, recentissima, brutta figura.
Nei giorni scorsi, centinaia di turisti venuti da tutto il mondo per visitare Pompei, classificata “Patrimonio dell’Umanità” non sono potuti entrare negli scavi a causa di un improvviso sciopero indetto dal personale addetto alla zona archeologica.
L’UNESCO deciderà l’applicazione di sanzioni se entro la fine del 2013 non saranno stati rispettati tutti gli impegni presi dall’Italia per la salvaguardia delle zone archeologiche di Pompei e di Ercolano (questo ultimo sito Archeologico è già stato sapientemente ristrutturato).
Sono Siti unici al mondo, perché testimoni della vita e della civiltà esistente in Italia 2 millenni or sono e giustamente sono stati classificati quali PATRIMONIO DELL’UMANITA’. Ciò significa che noi ne siamo solo i custodi e responsabili, perché ora appartengono a tutta l’Umanità.
E’ inconcepibile che uno sciopero improvviso lasci fuori dai cancelli persone che hanno percorso centinaia o migliaia di chilometri per ammirare ciò che non è più privato, ma appartiene ora a tutto il Mondo.
Da rilevare che una commissione UNESCO ha recentemente messo in evidenza le carenze strutturali sia della zona scavi, che delle strutture “improprie” interne al Sito, che nelle immediate vicinanze.
L’Italia possiede dentro i propri confini tesori artistici, naturali, monumentali e archeologici d’immenso valore e che tutta l’umanità (o almeno coloro che non son nati per viver come bruti) c’invidiano e vorrebbero vedere e ammirare.
Ne dovremmo essere giustamente orgogliosi, ma nel contempo consapevoli dell’obbligo, almeno morale, di essere ospiti cortesi di chi viene a trovarci per ammirare questi nostri inestimabili tesori.
Su queste pagine abbiamo ripetutamente ricordato che il turismo è la nostra maggiore industria e sottolineato l’importanza che esso ha per l’economia globale della Nazione.
Ne siamo debitori a Dio, che ci ha donato tante bellezze naturali e ai nostri Progenitori, che con il loro genio e il loro sapiente lavoro, ci hanno arricchito di tante insigni opere d’arte.
Ricordiamocelo: non fummo fatti a viver come bruti!

Umberto e Roberto Granati
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