“PESCA A MOSCA” divertirsi senza danneggiare la natura

 

Uno dei molti aspetti positivi del mio lavoro di farmacista è quello di poter conoscere interessi, hobbies, passioni di alcuni clienti, senz’altro favorita dalla mia propensione ad instaurare  con loro un dialogo che và oltre all’asettico scambio richiesta-vendita. E’ così che parlando con un nostro simpatico cliente,un uomo cosmopolita e di profonda cultura,sono venuta a conoscenza di una pratica sportiva da lui praticata chiamata “pesca a mosca; questa è considerata una delle più affascinanti fra tutte le tecniche per i numerosi sostenitori del “catch and release” ,per cui si pesca il pesce ma si libera la preda.

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Le prime notizie a riguardo risalgono al II secolo d.C. negli scritti di Claudio Eliano in “Della natura degli animali”, in cui si parla di pesca con esche artificiali dette mosche, che imitano gli insetti presenti negli ambienti di pesca e graditi ai pesci che si intende catturare.

Quindi chi sceglie questo tipo di pesca si immerge in una tradizione che si ripete da tantissimo tempo, tanto che oltre negli scritti di Eliano, se ne trova  testimonianza anche nell’opera letteraria del 1496 il famoso Treatyse of Fysshynge with on Angle di Dama Juliana Barners( vedi foto), priora del convento  di Sopwell.

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Se però da un lato nel tempo ci sono state migliorie nelle attrezzature usate dagli amatori di questa pratica, passando dalle canne di bambù e dalle crine dei cavalli ad ami senza ardiglione e comunque attrezzature il meno lesive possibile nei confronti del pesce, questa evoluzione della tecnica  è stata accompagnata da un’involuzione delle condizioni ambientali, tanto che il pescatore a mosca moderno non ha perso il suo lato cavalleresco nei confronti della natura e ha così sentito la necessità di difendere in prima persona i luoghi di pesca dalle conseguenze negative che porta con sé il progresso e cerca in tutti i modi di recare il minimo danno alla natura.

Si può quindi concludere affermando che la pesca a mosca non è uno sport fine a se stesso ma è una passione, una vera filosofia di vita  che ha alla base il rispetto per la natura ma non solo: è una cultura di vita che si estende a tutti i suoi aspetti e si adatta solo a chi ha pazienza, rispetto per il prossimo, calma ed equilibrio proprio come il nostro simpatico amico che potete vedere nelle foto che ci ha gentilmente permesso di pubblicare

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Alessandra Lauria

 

 

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