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4 LIFE COACH – IL GATTO, LA VOLPE E L’INGENUO PINOCCHIO:

FORME DI BULLISMO TRA I PROTAGONISTI DELLE FIABE

 

Correva l’anno 1881 quando, nella oscura Firenze di fine secolo, lo scrittore Carlo Lorenzini, detto COLLODI, creava il personaggio di Pinocchio e la sua fiaba che entrerà nella storia della letteratura per ragazzi: merito all’ originalità del racconto, delle acute caratteropatie dei molteplici personaggi e per il messaggio morale ed educativo che, come in ogni fiaba che si rispetti, non poteva mancare.

Ancora una volta i personaggi, grandi e piccini che siano, si trovano coinvolti in intriganti vicende in cui il nodo centrale da risolvere è quello di trovare il modo per difendersi da ingiustizie, soprusi, angherie, intesi come i veri e propri pericoli che la vita riserva a ciascuno di noi. Lo sprovveduto Pinocchio, non solo risulta un’appetibile “vittima” di imbrogli di varie coloriture ma prova anche lui ad essere l’artefice di trasgressioni, pur fallendo clamorosamente in ogni suo maldestro tentativo.

La fiaba ci racconta che a Pinocchio non mancano i consigli per un corretto comportamento da mantenere suggeriti da più voci. Il grillo parlante ha un’infinita pazienza nell’indirizzare le scelte giuste da fare, il povero Geppetto è un esempio impeccabile di responsabilità, amorevolezza e dedizione educativa verso la sua creatura, persino il cattivo Mangiafuoco cede ai buoni sentimenti, si commuove e regala cinque denari per sollevare dalla povertà il costruttore di quella marionetta che lui avrebbe volentieri usato come legna per la brace.

Insomma, diverse sono le opportunità offerte per costruire un ricco e copioso bagaglio di regole, ma cosa manca a Pinocchio per far sue le norme di vita e trasformare la sua “testolina di legno” in una mente equilibrata?

Il famoso psicologo inglese Jhon Bowlby, nel 1973, a seguito di studi clinici sulla nascita e lo sviluppo della mente, prevedeva che per il bambino fosse dapprima importante l’esperienza di attaccamento con la madre, declinata secondo schemi di significato universali. Tale tipo di esperienza richiede la presenza costante di una figura, identificata come care-giver, che risponda con amorevolezza ai bisogni di cura, attenzione e vicinanza fisica. Le basi delle sicurezze personali, sperimentate in età giovanile e consolidate in quella adulta sembrano risiedere nelle precoci esperienze di vita i cui bisogni vengono definiti universali perché non ancora condizionati dai fattori socio-culturali e familiari.

Nel video è la figura femminile della fatina ad infondere forza e sicurezze nei paurosi ed insicuri Pinocchi/bambini.

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Pinocchio, come anche Vincent – il bambino di Tim Burton in LIFE COACH 3 – ci appaiono come due personaggi in età infantile che manifestano comportamenti irresponsabili, segnali di insicurezza e forme di aggressività preoccupanti. Insomma, Pinocchio e Vincent sarebbero per me, psicologa, due casi clinici molto impegnativi da seguire… se non fosse che, fortunatamente, sono solo due personaggi della fantasia. Credo però che molte insegnanti che lavorano nelle scuole elementari saprebbero raccontare storie commoventi e desolanti di alunni, vicende di vita e familiari che superano “di gran lunga” le impressionanti vite dei nostri due personaggi.

Nel corso di questi importanti anni di crescita compaiono le prime manifestazioni di bullismo: che ne sarà di Pinocchio, Vincent e di tutti i bambini descritti come “difficili” quando affronteranno l’età dell’adolescenza? In questa seconda fase evolutiva si aprono gli scenari delle forme più complesse delle relazioni distorte fra coetanei e l’espressione del fenomeno del bullismo le cui notizie compaiono ormai di frequente sui mezzi di informazione.

In omaggio a Pinocchio vi segnalo un’interessante iniziativa, la mostra “La bellezza della favola che non finirà mai: Pinocchio di Marco Civai” con il Patrocinio dell’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini (www.pinocchiohome.it) che si tiene dal 7 luglio al 7 settembre 2013 a:
Firenze – “Lungarno SpA” in Lungarno Vespucci, 28;
Prato – “Un Posto al Sole” in Via Firenze, 42.

Marco Civai, artista toscano e collezionista di Pinocchio che definisce “l’amico suo più sincero”, presenta, contemporaneamente a Firenze e a Prato, alcune sue opere pittoriche e “l’arte applicata alla moda” con una serie esclusiva di borse e braccialetti da donna che hanno riscontrato particolare successo all’evento “Pinocchio Forever” organizzato dall’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini in occasione della Mostra Internazionale dell’Artigianato lo scorso aprile a Firenze.

 

                                                                                                                      E la storia continua…

 

Daniela Testa 

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