italiano

Lingua italiana

Navigare tra le parole

 

di

Paolo Pivetti

 

L’itangliano

 

 

Molti di noi se lo sono portato in vacanza, il computer. “Come farne a meno?”, pensiamo da bravi schiavi. Lo possiamo infilare tra le camicie e le mutande, tanto per non farlo notare, e la valigia è fatta.

E col computer ci siamo portato un intero corredo di vocaboli e sigle che nessun parlante italiano fino a trent’anni fa avrebbe mai immaginato di dover pronunciare.

Web, per esempio. Come tutti sanno, in inglese significa tela, intreccio, rete: è la ragnatela che avvolge il mondo in quel fitto tessuto di comunicazione che chiamiamo internet: nome universalmente accettato per il sistema integrato di interconnessione, composto da inter, di origine latina più net che ancora una volta in inglese vuol dire rete. Eccoci dentro al world wide web cioè alla rete ad estensione mondiale, riassunta nella sigla www. che precede il nome di qualsiasi sito.

Accediamo ad internet attraverso il nostro provider (dall’inglese to provide, provvedere, mettere a disposizione), e navighiamo servendoci del già citato computer, termine inglese accettato da tutti o quasi (i francesi, sciovinisti, lo hanno ribattezzato ordinateur). Non solchiamo un mare aperto, un oceano senza segnali stradali, ma, servendoci del nostro browser che è il programma di navigazione, ci muoviamo lungo una fittissima ragnatela di autostrade e sentieri che serve per far viaggiare l’informazione on line, cioè in linea, per tutto il mondo. Possiamo spedire a chi vogliamo le nostre e-mail, abbreviazione di elecronic mail, cioè posta elettronica. Ma attenti alle intrusioni piratesche degli hacker, dal verbo to hack, guastare, dunque guastatori, che si sono dati l’obbiettivo di danneggiare la memoria dei computer alterando, a volte in modo grave, il funzionamento della rete stessa.

Nell’informatica, nostro pane quotidiano, anche se crediamo di parlare italiano, non possiamo fare a meno dell’inglese.

Basta, dimentichiamo il computer, e per uscire dall’ossessione anglofona, tornati dalle vacanze accendiamo la televisione. Video, audio, monitor. Finalmente il latino! Il nome stesso del mezzo ci riporta ai classici: da tele, “lontano” in greco, più il latino visionem,”visione”: è un’altra musica. Adagiamoci in poltrona e scegliamoci il programma: un talk-show o un reality? No, decisamente meglio la fiction. Ma non sono male anche gli educational dei network digitali. Però, per rilassarci, un bel talent, senza dimenticare, per restare aggionati, le news

Inglese anche qui. Ormai siamo circondati. Ci tocca parlare itangliano.