Turismo Francamente, non avrei mai ritenuto che un titolo così banale potesse avere tanta fortuna!
Ho infatti ricevuto molti riscontri, quasi tutti concordi con quanto espresso in merito, ma
anche qualche “cicchetto” per aver celiato su un argomento che è realmente molto serio,
trattandosi, come concordemente hanno rimarcato i lettori, della nostra prima industria.
Innanzi tutto un grazie di cuore a chi mi ha scritto o telefonato, segno che l’argomento non è
affatto banale, ma che meriterebbe una maggiore attenzione.
Quasi unanime la considerazione che il turismo non può essere lasciato nelle mani dei Comuni,
anche quelli grandi e che occorra una direzione coordinata al massimo livello, perché si tratta di
un argomento interministeriale, che dovrebbe essere guidato da un’unica autorità al livello
centrale e che dovrebbe interessare almeno 3 Dicasteri.
A questo punto mi si sono rizzati i capelli: andiamoci piano, altrimenti finiamo per creare un altro
carrozzone, con tanto di Presidente, Vice Presidente, Consiglieri, pletora di Segretari ambosessi,
autisti, eccetera, che finirebbe solo a dar vita a un’altra burocrazia, questa volta turistica.
L’Italia non ha bisogno di altre persone che inventino l’acqua calda solo per dimostrare che ci
sono anche loro.
L’Italia necessita che il turismo sia lasciato nelle mani dei Tecnici del Settore: ne abbiamo tanti
e non vi sarebbe alcuna necessità di cercarne altri.
I musei e i monumenti vanno tolti dalle mani degli incompetenti e sul loro destino devono vegliare (ovviamente con voce in capitolo) i tanti studiosi dei beni artistici e culturali, ai quali
dovrebbe essere dato l’incarico di valorizzare il nostro immenso patrimonio storico e monumentale;
dove non arriva Pantalone, ben vengano i privati che, in cambio del loro contributo economico, avranno il diritto di mettere in evidenza il proprio nome e quello della loro impresa come benefattori
dell’arte.
Abbiamo delle eccellenti Sovraintendenze, le quali sono in grado di valutare le necessità del nostro
patrimonio artistico e culturale e sono certo che conoscano alla perfezione le necessità (e le urgenze) del settore e che saprebbero, a ragion veduta, valorizzarle.
E’ una vergogna dover constatare amaramente che fantastici tesori lasciatici da antichi e più recenti nostri progenitori siano abbandonati e destinati all’incuria e al saccheggio!
L’Italia, ricordiamocelo, ha un tesoro immenso e ineguagliabile di natura e di arte, che è invidiato da tutti e che il Mondo desidera poter vedere e ammirare.
Se non lo tuteliamo per dignità personale, facciamolo, perché il turismo è la nostra prima industria.
Fusse che fusse la volta bona!

Umberto Granati
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