index Più di un lettore è tornato sulle nostre critiche relative agli errori commessi nel settore turistico affermando che è facile lamentarsi, come facciamo noi, senza considerare le conseguenze che l’ondata turistica comporta in Italia.
Il Signor Fabio F. di Roma, per esempio, è del parere che “di turismo gli italiani possono anche morire, perché quest’anno ai primi di settembre a Roma i turisti erano la maggioranza” e concludendo che “sembrava di essere all’estero e desideravo ardentemente di poter sentire ancora il sano idioma romanesco”! In quel periodo eravamo a Roma anche noi e abbiamo visto con piacere i turisti stranieri e altri italiani pacificamente in visita alla Città Eterna. Non ci sembrava affatto di essere all’estero come afferma il Signor Fabio, ma abbiamo solo considerato che, specialmente i primi, portavano nelle esangui casse della nostra comune Nazione i loro denari, grazie ai quali tutti gli italiani potranno pagare (almeno speriamo) meno tasse. Noi, come noto, siamo carenti di materie prime, acquistate a caro prezzo all’estero e inoltre la disoccupazione ha raggiunto livelli molto, troppo elevati, che gravano sulle nostre tasche, pena la bancarotta statale. La domanda è questa: è meglio ospitare (ovviamente e pagamento) molti stranieri o è preferibile pagare più tasse? Purtroppo “Tertium non datur”! Il turismo può anche provocare fastidi, ma per noi è una miniera d’oro! Casualmente, proprio in tale pesante periodo di crisi finanziaria, questa stagione turistica sembra andare meglio del solito: i turisti stranieri, forse anche grazie alla crisi nord-africana, sono aumentati, portando ossigeno alle casse dello Stato, nonostante la cronica mancanza d’incentivi promozionali al livello nazionale proprio nei confronti della nostra “INDUSTRIA TURISTICA”. A questo punto è bene parlarci chiaro e accertarsi, senza giri di parole, se la promozione turistica sia un’arte da affidare alle persone esperte che siano anche in grado di aderire, non disdegnandole, alle azioni di mecenatismo. Ne siamo convinti, pur essendone estranei e ne abbiamo già ripetutamente parlato,plaudendo all’iniziativa di affidare Ercolano a chi la finanziava, mentre ancora Pompei e il Colosseo non hanno i fondi per mantenere nello splendore questi monumenti che sono classificati “Siti Tesoro dell’Umanità”!
Ciò avviene quando proprio vicino a Pompei il Signor Packard ha dimostrato di saper restituire allo splendore i resti di Ercolano e a Roma l’industriale Della Valle è disposto a finanziare i restauri, ormai indispensabili, del Colosseo. Cosa chiedono, in cambio, questi Signori? Solo una targa che dica che sono loro i benefattori che hanno restaurato due tesori vanto di tutti noi Italiani, ma che non siamo in grado economicamente di mantenere al livello del loro splendore. A nostro parere avrebbero ben diritto di essere ricordati dai posteri come benefattori del nostro splendido patrimonio artistico!
Per, terminare, alcuni lettori ci hanno chiesto di commentare il ponte Della Costituzione di Venezia, opera costata oltre 11 milioni (e anche 5.000 querele per le cadute per causa della scivolosità dei gradini). Cosa dire?
Sembra che la Corte dei Conti abbia richiesto 4 milioni ai tecnici che hanno approvato l’opera e all’Architetto progettista. Speriamo che paghino!
Comprendiamo che le necessità insite nella moderna civiltà siano difficilmente compatibili con gli imponenti monumenti e retaggi lasciatici in lontani , ma gloriosi periodi, ma sarebbe doveroso che coloro i quali hanno oggi la responsabilità di amministrare la Cosa Pubblica rispettassero quanto i nostri progenitori ci hanno lasciato. Facendo ciò farebbero anche un enorme favore alle finanze dello Stato! Intelligenti pauca!

Roberto e Umberto Granati Tel. 045/5700039. Fax. 045/8103648
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