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LA TRIADE DELLA COPPIA: IO, TU, NOI

Due individui s’incontrano ed una sinergia di fattori, quali attrazione fisica, feeling psicologico, status sociale, li porta su un sentiero comune per un periodo della loro vita che può essere vario nel suo divenire e nella durata (da poche ore a tutta la vita).

La fiducia, la stima, il rispetto e l’erotismo sono alcune delle determinanti che portano al mantenimento della triade della felicità nella coppia: intimità, passione e progettualità condivisa.

Secondo Bowlby, alla base del concetto di formazione della coppia sembra esserci il tipo di attaccamento che si è instaurato con la figura di riferimento primaria, portando l’individuo a ricercare un certo tipo di partner a seconda del modello di relazione che si vuole ripetere. Ma spesso questo porta ad una conflittualità nella coppia, in quanto ciascuno si percepisce come una metà di un cerchio e non una identità-cerchio distinta e peculiare dall’altro.

Quando avviene questo la persona vede nel partner un punto di riferimento necessario, innescando un meccanismo di dipendenza inconsapevole. E il gioco di potere diventa ad alto rischio quando non si decide di stare con l’altro per desiderio, bensì per bisogno…il bisogno di compensare una parte che si percepisce mancante dentro se stessi.

In realtà, si può vivere bene accanto ad un’altra persona solo se si è diventati un “intero”, ossia solo se si è raggiunto un certo grado di differenziazione, riconoscendo in noi stessi quel filo di acciaio che ci permette di credere in noi stessi e nelle nostre capacità.

Viviamo in una società dove purtroppo le separazioni avvengono di frequente, dove i conflitti spesso portano ad una chiusura della relazione anziché ad una crescita e maturazione del “noi”. Come mai?

Le cause sono molteplici, ma sovente non vanno ricercate nel rapporto attuale ma nel bagaglio che ci portiamo dai nostri rispettivi passati: se non riusciamo ad attuare delle sane separazioni non riusciamo nemmeno ad avere delle buone unioni (e viceversa!). E’ importante separarsi dal passato e da certi modelli che reputiamo unici e da replicare per poterli mettere in discussione affinché le unioni future diventino espressione di una ricerca di individuazione, e non della ricerca di ulteriori surrogati della famiglia di origine.

Quando la coppia vive in simbiosi, la rottura è causata soprattutto da uno dei due partner che, iniziando un percorso di individuazione, si ribella. La coppia, per evolversi in modo sano, deve continuamente mettersi in gioco, in parallelo con il processo di individuazione di entrambi i componenti, da non permettere così la cronicizzazione di alcuni modelli stereotipati e la cristallizzazione delle espressioni dello stare in coppia.

 

Paola Nicolini