Rom_fountain_of_Trevi Il Signor A.D. di Genova ci ha scritto che noi , nonostante le nostre premesse, ci siamo uniformati al resto della pubblicistica, cedendo alla “lusinga pubblicitaria”. A riprova di quanto asserito, cita i nostri articoli sul Centro Termale di Pescantina, la Villa dei Cedri e infine l’articolo sul Turismo Termale e conclude malignamente che ci comprende, perché ormai in Italia tutto è diventato “dominio dei pubblicitari”.
No, caro signor A.D. (a proposito, che bisogno aveva di nascondere le sue generalità, dato che noi le pubblichiamo solo se espressamente autorizzati) non siamo sul libro paga di nessuno e scriviamo solo ciò che riteniamo corretto. Ovviamente facciamo un’eccezione: essendo italiani da molte generazioni, quando è possibile, difendiamo l’Italia, già troppo maltrattata da tanti Italiani per ignavia o per mero tornaconto, ma non manchiamo di denunciare gli errori , oltre a plaudire le sane iniziative, ovviamente quelle delle quali ci giunga sentore. Nel caso specifico che Lei denuncia, abbiamo illustrato le immense possibilità offerte al turismo dalle terme, settore nel quale siamo predominanti in Europa e che hanno una parte rilevante nel computo degli arrivi e permanenze turistiche (il che significa lavoro per i nostri connazionali e denaro per le casse dello Stato). Non siamo quindi al “soldo” di nessuno, esercitando solo il diritto-dovere di cronaca. Nei nostri articoli, purtroppo molto spesso dobbiamo denunciare (ma mai per partito preso o, ancor peggio, per interesse venale) alcune delle troppe carenze presenti nel settore turistico, denuncie che hanno palesemente infastidito alcune controparti, ma mai, da parte nostra, per scopi reconditi e pocol limpidi. Il “tutto va ben madama la marchesa” non appartiene al nostro DNA. Quando ci è pervenuta la lettera del Signor A.D. stavamo descrivendo la strana situazione del Planetario di Lucca, finanziato con 1,5 milioni (di euro pubblici, non di coriandoli) e poi abbandonato a metà costruzione, chiedendoci a chi attribuire la responsabilità del fatto, nella speranza che qualche Magistrato, magari a tempo perso, volesse vederci chiaro e intervenire.
Comprendiamo che spesso la denuncia di determinate situazioni possa dare fastidio, ma per fortuna viviamo in un regime di libertà che ci consente di scrivere, assumendo la responsabilità di quanto affermato. Amiamo troppo la nostra Italia per non descrivere le straordinarie bellezze (naturali o donateci da Dio) e per svilirle con una servile e artefatta lusinga pubblicitaria, quando viviamo in una Terra meravigliosa per la sua natura e grazie al genio dei tanti suoi figli migliori.

Umberto, Roberto e Luciana Granati
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