fotoPia Presso i “Percorsi di Pan”, Via Pecchio n.18 (MM Loreto) in Milano, sabato 23 novembre e sabato 30 novembre 2013, dalle ore 10 alle 18, si terrà un interessante percorso per la crescita personale condotto dai docenti di counseling Giuseppe Colaleo e Gabriella Delmonte nel quale si parlerà di Disciplina e Libertà-Apollo e Dioniso che rappresentano le qualità archetipiche dell’anima. Dioniso è il liberatore che rompe le catene dei condizionamenti, creando lo spazio per diventare se stessi. Quando Dioniso entra in scena porta libertà, spontaneità, gioco, irriverenza. Tuttavia è necessaria anche la forza di Apollo per rendere costruttiva l’energia di Dioniso. Apollo è il dio solare della forma che disciplina, dando ordine e struttura alla libertà di Dioniso, rendendo possibile equilibrio e armonia.
Brevi cenni sui docenti:
Giuseppe Colaleo, laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi sulla storia della nozione di ‘anima’ nel mondo greco antico, da Omero e Platone. E’ Counselor in Psicosintesi e Coach in PNLU (Programmazione Neuro Linguistica Umanistica). Insegnante di storia, filosofia, lingua e letteratura italiana. Opera come Counselor e insegna in diverse scuole di Counseling a Milano e a Sondrio. Conferenziere, articolista e saggista di argomenti storici, filosofici, letterari e psicologici.
Gabriella Delmonte, Formatrice/Pedagogista esperta in educazione degli adulti. Counselor a indirizzo psicosintetico. Conduce gruppi per l’evoluzione del potenziale interiore, creativo erelazionale, utilizzando metodi e tecniche di tipo espressivo-teatrale, meditativo e psicosintetico. E’ docente presso diverse scuole di counseling ed enti di formazione. Hapubblicato: G. Delmonte, Sulle tracce dell’Invisibile, Moretti & Vitali, Bergamo 2006, G.Delmonte, M. T. Marraffa, Laboratorio transpersonale. Materiali di studio e di pratica, Istituto di psicosintesi, Milano 2009.

Al dott. Colaleo chiedo:
Che cos’è il counseling? «Il counseling è una professione di aiuto, basata sulla relazione empatica tra counselor e cliente. Obiettivo del counseling è offrire uno spazio di ascolto e riflessione, nel quale affrontare difficoltà, promuovere la conoscenza di sé, contattare e attivare qualità e potenzialità positive, rinforzare le capacità di scelta, favorire il benessere personale. L’ambito del counseling è quello esistenziale e il counseling infatti è un prolungamento della psicologia umanistico-esistenziale. Il counselor si occupa di tutte le tappe dell’esistenza, e soprattutto delle crisi di passaggio, dove si annida il segreto della trasformazione».
E chi è il counselor? «Il counselor è un operatore di aiuto, un professionista della relazione empatica, che si occupa del presente esistenziale del cliente, e del passato in funzione del presente, in vista del futuro e del progetto di vita, alla luce e in forza delle risorse manifeste e delle potenzialità latenti del cliente. Il counselor lavora sul processo di autoformazione e autorealizzazione del soggetto: dal punto di vista interiore, relazionale, etico, valoriale, spirituale».
Cosa avviene nei primi colloqui? «Durante i primi colloqui di counseling è necessaria innanzitutto una prima ricostruzione sommaria della vita del cliente, senza entrare troppo nel profondo e portando il discorso sulla situazione attuale: il campo di indagine principale del counselor. Le prime sedute sono incentrate sulla focalizzazione del problema e sulla creazione di una alleanza di lavoro tra counselor e cliente, fondata, da parte del counselor, su empatia, accoglienza, accettazione, autenticità; e, da parte del cliente, sulla fiducia e l’apertura.
In cosa consiste la focalizzazione? «La focalizzazione consiste nell’individuare con chiarezza il reale bisogno del cliente, uscendo dall’iniziale possibile confusione, in cui a volte tutto appare un problema, tutto è vissuto come un groviglio inestricabile, dove pensieri, emozioni, immagini, bisogni, paure e desideri sono mescolati in un solo impasto caotico. Secondo momento fondamentale, dopo quello focalizzante, è rintracciare, contattare e risvegliare le risorse del cliente, affinché emerga l’io del cliente e la forza buona e saggia del suo potere personale e della sua responsabilità esistenziale».
Mi può spiegare la differenza tra counseling e psicoterapia: «Il counselor non si occupa di disturbi psicopatologici, come fanno lo psicoterapeuta e lo psichiatra. Il counselor si occupa di tematiche e problematiche legate soprattutto alla relazione con se stessi e con gli altri. Laddove il cliente presentasse disturbi psicologici gravi, gravi sofferenze psichiche, il counselor è chiamato deontologicamente a inviare il cliente, rivelatosi un paziente, presso uno psicoterapeuta o psichiatra.
Gravi disturbi psicologici di che tipo? «Ad esempio, soggetti che presentano gravi depressioni, o disturbi strutturali della personalità, o stati psicotici allucinatori e deliranti. Insomma, soggetti che hanno una percezione gravemente alterata e disturbata della realtà».
Che cos’è la Psicosintesi e da chi è stata fondata? «La Psicosintesi è stata fondata dallo psichiatra italiano Roberto Assagioli (1888-1974). È una psicologia integrale, che considera l’essere umano nella sua totalità: biologica, psichica e spirituale. La Psicosintesi, secondo le parole di Assagioli, “è un processo di crescita che si base sull’integrazione armonica di tutti gli aspetti della personalità intorno all’io, centro di coscienza e volontà”. La Psicosintesi tende alla sintesi, tende all’unità, e cioè all’integrazione armonica di tutti i diversi aspetti della persona: aspetto corporeo, emotivo, mentale, immaginativo, spirituale; promuovendo il processo interiore di ricerca e di attuazione della nostra vera identità, intesa come manifestazione dell’anima».
Che cosa intende per “anima”? «Assagioli, in effetti, preferisce usare l’espressione ‘Sé transpersonale’, in quanto la parola ‘anima’ è troppo carica di valenze e implicazioni storiche, filosofiche e religiose. Il Sé assagioliano è ciò che siamo essenzialmente, ontologicamente, è il nucleo identitario più stabile e profondo dell’essere umano, sebbene sia per lo più inconscio, cioè presente e pulsante ma inconsapevolmente. È chiamato Sé transpersonale perché va oltre, trascende la nostra piccola persona, il nostro piccolo ego egocentrico egoistico. Il Sé transpersonale collega in senso orizzontale, nell’essenza, tutti gli esseri umani tra di loro, e gli esseri umani con l’intero sistema vivente del pianeta. Da questo punto di vista la Psicosintesi è una Ecopsicosintesi. In senso verticale il Sé transpersonale, nucleo fondante della nostra soggettività, è collegato con quella dimensione spirituale trascendente, tradizionalmente definita ‘divina’, a cui ciascuno può dare il nome che vuole, a partire da ciò che sente e che percepisce dentro di sé».
Come si esprime l’inconscio superiore e transpersonale? «Il Sé transpersonale, dicevo, è per lo più inconscio, vale a dire inconsapevole, e si rende manifesto e consapevole tutte le volte in cui percepiamo una gioia improvvisa, un senso profondo di benessere, un’apertura amorevole verso gli altri e nei confronti della vita, un moto di espansione interiore che ci fa sentire in armonia con noi stessi e con il mondo. Tutte le più alte manifestazioni artistiche, scientifiche e spirituali sono espressione del Sé transpersonale. Il Vero, il Bene, il Bello, il Sublime, sono l’espressione e la manifestazione del Sé».
È in nostro potere attivare l’esperienza transpersonale? Come si giunge a contattare l’inconscio transpersonale? «Ciascuno di noi può, per così dire, preparare il terreno, affinché sopraggiunga l’esperienza transpersonale. Come fa il contadino quando dissoda, rivolta e semina la terra, aspettando poi che piova affinché nascano e crescano i germogli. Un grosso ostacolo alla manifestazione e alla semplice ricezione del Sé è il pregiudizio, il convincimento mentale, che poi diventa sentire emotivo, che non esista alcun Sé, che la nostra realtà è ‘umana troppo umana’ e la materia con i suoi processi fisici e biologici è l’unico orizzonte possibile. Preparare il terreno significa disporsi interiormente in modo aperto, ricettivo e disponibile, sia a livello mentale sia a livello emotivo, abbandonando l’idea infantile e narcisistica che ‘tutto dipende da me’, ‘tutto è sotto il mio controllo’. Poi è necessario, naturalmente, vivere una vita il più possibile armonica, equilibrata e soddisfacente, imparando ad ascoltare e riconoscere ciò che vive, palpita e risuona dentro di noi, anziché essere sempre concentrati e focalizzati su ciò che accade fuori di noi, in uno stato mentale ed emotivo costantemente centrifugo ed eterodiretto. La formula che sintetizza nel modo migliore l’anticamera e il preludio dell’esperienza transpersonale è il motto apollineo e socratico “Conosci te stesso”!
Tornando al corso su Apollo e Dioniso, che cosa vuol dire lavorare con due divinità greche? «Lavorare con le divinità greche non significa certamente ritornare ai culti e ai riti del paganesimo greco. Significa recuperare il mito antico, in questo caso il mito greco, e farci guidare dalla sua antica saggezza archetipale. Apollo e Dioniso sono due archetipi, vale a dire due modelli universali, due forze psichiche e addirittura cosmiche, che possiamo chiamare eros e logos. Se c’è solo Apollo, c’è solo logos, cioè il primato della mente, e quindi il controllo e il monopolio della razionalità, che diventa razionalismo e intellettualismo. Se c’è solo Dioniso, c’è solo eros, cioè istintività, pulsionalità, emotività, irrazionalità. In pieno spirito psicosintetico l’obiettivo è la sintesi e l’armonizzazione di entrambe le forze in gioco, eros e logos. E il mito infatti dice che Apollo e Dioniso sono fratelli figli di Zeus. L’importante è che non siano come Caino e Abele, o come Romolo e Remo!».
Il corso è solo teorico? «Il corso è teorico, ma soprattutto esperienziale, perché solo l’esperienza diretta e personale è realmente formativa e trasformativa. Verranno proposti esercizi di riflessione e di scrittura, esercizi di movimento ed espressione corporea, esercizi immaginativi e tecniche meditative. E il tutto verrà condiviso in gruppo e a coppie, nel rispetto della libertà espressiva e partecipativa di ciascuno».
Al termine del corso di cosa si viene arricchiti? «L’arricchimento dipende molto dal grado di apertura, disponibilità e partecipazione di ciascuno. L’obiettivo è riconoscere e contattare dentro di sé le forze dell’eros e del logos che ci animano, cercando, come dicevo prima, una loro possibile armonizzazione, affinché l’eros non prevarichi sul logos e il logos non prevarichi sull’eros, ma ciascuna componente abbia il suo spazio e le due forze collaborino in armonia rafforzandosi a vicenda».
Ci saranno dei seguiti a questi corsi? «Sto preparando un corso, sempre mitico e sempre greco, sull’assegnazione da parte di Paride della famosa mela della discordia alle tre dee: Era, Atena ed Afrodite, ciascuna delle quali rappresenta un archetipo ed una qualità universale. Poi, a parte il mito, voglio proporre una serie di corsi incentrati sull’autostima e sulla volontà. Perché oggi più che mai l’autostima trema e vacilla e la volontà è sempre più passiva e deresponsabilizzante. E senza autostima e una volontà forte, buona, centrata e consapevole, non c’è progetto di vita e soddisfazione interiore, ma c’è ripiegamento, rinuncia, delega, depressione e il circolo vizioso di un’esistenza poco viva e poco libera che si ripete sempre uguale a se stessa».

Dunque, come si evince dalla locandina/comunicato stampa, il seminario propone un percorso auto-formativo in cui ciascuno potrà prendere consapevolezza del proprio rapporto con queste due forze archetipiche e apprendere alcuni strumenti per stimolarne l’attivazione e la loro armonica integrazione, al fine di portare più creatività nella propria vita e migliorare la qualità delle relazioni interpersonali. L’obiettivo del corso è di condurre l’individuo alla scoperta di se stesso e dei suoi vissuti e contenuti interiori. Per quanto riguarda i modelli di riferimento e la metodologia, il percorso s’ispira alla ricchezza archetipica della mitologia greca e si basa sui presupposti teorici della Psicosintesi autoformativa.
A mio modesto avviso, questo corso è lo strumento che ci permetterà di decifrare i valori della vita che sono alla base dell’esistenza. Calandoci dentro il percorso propostoci dai due docenti, si farà un viaggio interiore per scoprire il luogo sede della creatività e della vitalità affinché la coscienza e l’anima si armonizzino e sviluppino le normali capacità di conoscenza e consapevolezza interiore.
Accedere a tale percorso vuol dire che si acquisiranno gli strumenti necessari per imparare a conoscerci e toccare l’essenza dell’anima. Non accedervi significa rifiutare l’opportunità di capire la fisiologia della psiche che, in pratica, è la nostra essenza ed esistenza, il dialogo della nostra anima con quella del mondo. Il nostro “IO” esige risposte a domande che non sappiamo porci perché incapaci di addentrarci nel nostro nucleo misterioso, quindi, lasciamoci portare per “mano” in questo percorso che ci viene proposto per addentrarci in noi stessi e avere la possibilità di riuscire ad affrontare le proprie paure, di riflettere sul senso della vita e trovare i valori per cui vale la pena di vivere.

Principia Bruna Rosco

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 100 + IVA
ISCRIZIONI: ENTRO IL 5 NOVEMBRE 2013
G. Colaleo +39 333 2347483 giuseppe.colaleo@tin.it
G. Delmonte +39 347 9308403 gabriella.delmonte@gmail.com