Giornalismo

Come tutti purtroppo sappiamo, la crisi che ha travolto e che rischia di travolgere ulteriormente il nostro ed altri Paesi d’Europa, in Italia ha colpito con particolare durezza proprio il settore della stampa e del giornalismo in genere. Sono in crisi non soltanto grandi quotidiani di città capitali ma anche centinaia di periodici e di piccoli giornali di priovincia che chiudono loro malgrado i battenti, licenziando o rischiando di dover licenziare giornalisti quarantenni o cinquantenni di tutta Italia , con mogli e figli a carico. Chi aiuta licenziati, licenziandi e le rispettive famiglie?

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del quale faccio parte, recentemente si é molto preoccupato del futuro della nostra professione, investendo soldi e molto tempo per discutere e trovare regole e nuove risorse per le scuole di giornalismo. Benissimo! Ma io ho sollecitato con forza il Consiglio Nazionale a interessarsi subito e prioritariamente del presente, che é rappresentato, a Milano come in tutta la Lombardia, in Piemonte, in Liguria, nel Lazio,in Campania, in Calabria e Sicilia dalla chiusura di moltissime pubblicazioni periodiche di editori come RCS, Edisport e di molte altre case editrici anche piccole del Centrosud. Quindi scrupolosa PREPARAZIONE PROFESSIONALE, ma prioma ancora, AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE !

Analoga raccomandazione ho rivolto al Consiglio del Sindacato Lombardo, l’Associazione dei Giornalisti, ricordando ai colleghi che il Sindacato e l’Ordine dei Giornalisti di Milano sono stati i primi in Italia a creare una scuola di giornalismo gestita dall’Associazione Walter Tobagi per la formazione al giornalismo e che , grazie al lungimirante consenso del Presidente dell’Alg Giovanni Negri e del Presidente pro-tempore dell’Ordine milanese Franco Abruzzo, ho potuto poi utilizzare la scuola anche per organizzare corsi di AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE sia per gli allievi della stessa scuola sia per molti colleghi che, nelle redazioni, avevano l’unico compito di passare, ovverossia di correggere gli articoli propri ed altrui, di titolarli e di metterli in pagina. Conseguentemente, questi colleghi non avevano la preparazione professionale sufficiente per poter continuare a fare giornalismo con i nuovi mezzi di comunicazione: televisione, radio, ON-LINE. Bene, quei colleghi di tutte le età, di Milano ( per esempio i redattori rimasti disoccupati per la chiusura del Reader’s Digest Selezione) o di Como, Lecco, Monza, dopo aver frequentato i corsi di giornalismo televisivo ( che organizzavo in un vero e grande studio TV prestatomi gratuitamente da una scuola privata e nel quale registravo con gli allievi trasmissioni che poi andavano in onda regolarmente su Canale Italia e altre TV satellitari) hanno trovato soddisfacente occupazione in nuovi giornali o emitennti televisive e radiofoniche. E’ quindi assolutamente necessario che le apposite risorse econoniche a disposizione dell’Ordine e del Sindacato vengano innanzitutto investite per corsi di aggiornamento professionale che consentano un reinserimento nella professione anche ai giornalisti anziani o di mezza età disoccupati o che rischiano la disoccupazione proprio per una insufficiente preparazione alla nuova civiltà dei moderni mezzi di comunicazione.

David Messina