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Lingua italiana

Navigare tra le parole

 

di

Paolo Pivetti

 

Le origini bucoliche del fisco

 

 

Questo terribile bisillabo che ci perseguita, il fisco, è una parola di drammatica attualità in qualsiasi stagione, e in particolar modo in questa. Eppure, come a volte accade ai personaggi più temuti, ha delle origini innocenti. Camminando a ritroso nel tempo scopriamo le sue origini bucoliche. Fisco proviene dal latino fiscus che vuol dire cesto, cestello, corbello, di quelli intessuti di vimini, fatti per portare fichi o uova. Naturalmente si dava il nome di fiscus anche al cesto destinato a contenere altra roba che non fosse da mangiare; magari provvisto di un coperchio e chiudibile con una serratura.

Accadde che un giorno, nell’austera Roma repubblicana, un fiscus, appunto un cestello di questi, fosse adibito a contenere il denaro di una legione quando si spostava da un accampamento all’altro: come dire, la cassa. Questo cesto, certamente con coperchio e serratura, divenne il fiscus castrensis, cesto da campo. Sotto l’Impero si chiamò poi fiscus anche la cassa privata dell’imperatore, che non era più, si capisce, una cesta ma si era trasformata in un robusto scrigno chiodato e chiuso a chiave, ornato con le insegne dello stesso imperatore.

Questo fiscus personale si distingueva dall’aerarium, (da aes, aeris, “rame”, poi “moneta di rame”) che era la cassa dello Stato, il tesoro pubblico, da cui il nostro erario, altro termine per indicare lo stesso tipo di incubo.

Come se non bastasse, fisco ha tanti derivati. Prendiamo confiscare. Volle dire dapprima mettere nella cesta, poi incassare nel tesoro imperiale, e in fine, come oggi, incamerare i beni di qualcuno a beneficio dello Stato sotto l’occhio vigile della Guardia di Finanza.  E… il termine finanza  da dove viene?

Qui c’è di mezzo l’Europa medievale, e in particolare quell’incantevole angolo di terra tutta olivi e lavanda, allora popolato da donzelle sognanti e cavalieri erranti, che era ed è la Provenza.

In antico provenzale finar voleva dire obbligarsi a pagare, in collegamento col latino finis, cioè fine, inteso come conclusione, fine del debito. Di conseguenza finansa era il pagamento e venne poi ad ampliare il suo significato a tutto ciò che riguarda debiti, crediti e amministrazione di denaro. Dall’antico provenzale al francese finansa divenne finance. Poi, attraversando le alpi in pieno Rinascimento, ecco finalmente la finanza anche da noi.