index Bambini ed Esercito. Connubio quanto mai azzeccato. In special modo se, a far da collante vi sono gli affetti famigliari. Sono questi i temi conduttori del “CalendEsercito 2014”, l’almanacco la cui presentazione è ormai divenuta una tappa fissa negli appuntamenti della Milano che conta, e che segna il passaggio tra un anno e l’altro, tra le vicende italiche che sono state e quelle che verranno.
Molti i nomi eccellenti presenti al lancio dell’edizione 2014 del noto calendario, svoltasi, come da protocollo, nella splendida Sala Radetzky di Palazzo Cusani: dal giornalista e scrittore Beppe Severgnini al vignettista Fabio Sironi, per concludere col noto volto televisivo Toni Capuozzo che, nell’occasione, ha ricevuto un Attestato di Benemerenza da parte del Comando Militare Esercito Lombardia. E a far da padrone di casa, il Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante Regionale Esercito Lombardia che, in apertura, ha voluto ricordare le numerose attività compiute dal presidio militare di Milano in aiuto della cittadinanza e delle istituzioni locali.
“L’EsercitoMio”, questo il titolo del nuovo prodotto editoriale, si presenta sotto una nuova veste, in cui al posto delle divise e dei mezzi blindati hanno trovato posto i disegni di figli e parenti dei soldati, commentati dal beniamino dei più piccoli Geronimo Stilton: piccoli artisti, dai 5 ai 14 di anni di età, che con la loro semplicità e spontaneità sono riusciti a ben raffigurare l’essenza delle Forze Armate di oggi; Forze Armate intese non nel loro profilo prettamente “militare”, ma sotto il loro profilo “umano” raccontato attraverso i legami affettivi con la propria famiglia.
“Forza è ben diversa da violenza”, ha tenuto a sottolineare Beppe Severgnini, facendo anche riferimento alla Giornata contro la violenza sulle donne appena trascorsa. “E forza vuol dire azione, quell’azione che le nostre Forze Armate non smettono mai di farci mancare”.
Molto profondo l’intervento di Toni Capuozzo che ha voluto dedicare il riconoscimento ai due marò detenuti in India. L’embedded journalist ha voluto ricordare, non nascondendo in alcuni tratti una certa emotività, alcune delle sue esperienze in zone di guerra al fianco dei nostri militari, sottolineando la passione e l’umanità delle persone con cui si è ritrovato a condividere anche situazioni e momenti particolarmente delicati e difficili.
“L’Esercito ha saputo innovarsi e adattarsi ai cambiamenti della società”, ha fatto notare il Generale Pennino, ricordando i grandi sforzi compiuti in questi ultimi anni da tutti i componenti delle Forze Armate per uscire da quel “torpore” – così come lo ha simpaticamente definito Severgnini – in cui erano precipitate, ricomponendo finalmente quel legame indissolubile con la società civile che mancava da tempo. Senza dimenticare quel grande, magnifico e solenne concetto di “Patria” che, come rimarcato da Capuozzo, deriva dalla parola “padre”, e come “padre” ci lega gli uni con gli altri.

Roberto Bonin

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